Regalbuto “La Piccola Stalingrado”

Le operazioni di Montgomery sulla costa orientale erano incominciate sotto buoni auspici. Ma prima che Monty fosse pronto ad attaccare le naturali barriere difensive dell’Etna e il mare, il nemico si era fatto troppo forte e la possibilità di un colpo di mano, ammesso che fosse mai esistita tramontò.

Il Generale De Guigand, capo di stato maggiore di Montgomery, criticò come eccessivi i piani di bombardamenti. Nel corso della campagna, furono inutilmente distrutte molte città, causando perdite trascurabili alle forze armate e provocando invece danni gravissimi ai civili. Christopher Buckley, corrispondente di guerra del Daily Telegraph scrisse:  ” ogni operazione tendeva ad essere una ripetizione della precedente e i bombardamenti preliminari dal cielo si fecero sempre più pesanti. Paesi come Regalbuto e, più tardi, Randazzo furono distrutti dai bombardamenti di una violenza senza precedenti nella storia militare”.

Regalbuto ebbe il triste primato di ricevere il più efferato bombardamento dall’aria verificatosi fino a quel momento nel corso dell’intera guerra, molte bombe di grosso calibro non esplosero, altrimenti non sarebbe rimasta pietra su pietra. Purnondimeno Regalbuto venne per metà ridotto in macerie.

Come fatalità ineluttabile, questa città, una prima volta fu distrutta da Gerone di Siracusa; una seconda volta dai Centuripini, al tempo di Federico II, e una terza volta dai soldati stranieri impegnati in una lotta mondiale.  Il destino, vedi fatalità, le era stato avverso anche nel 1943 alla fine della battaglia svoltasi dentro l’abitato, che costrinse la cittadinanza a trovare scampo nella campagna, Regalbuto, per antonomasia venne chiamata: “La piccola Stalingrado”.

I tedeschi di Regalbuto, infatti, pur sapendosi accerchiati, difendevano questo Comune come leoni. Basti ricordare che uno di essi, piazzato sulla soglia della chiesa di S. Maria, di fronte a forze soverchianti, tirava senza posa, e si arrendeva agonizzante attaccato alla sua arma!  ( Si dice che sia stato preso alle spalle con la complicità di qualche regalbutese ).

Gli artiglieri centuplicavano i loro sforzi con cannoni semoventi, trasportati fulmineamente da un punto all’altro dell’abitato, dando la sensazione al nemico che lì ci fossero molte forze a difendere Regalbuto, mentre non c’erano che pochi tedeschi, impegnati nel folle tentativo di vittoria. La guerra in questo povero comune assunse un aspetto tragico. Più volte gli anglo-americani furono respinti in una lotta che durò cinque giorni, dal 29 luglio al 2 agosto, giorno in cui gli Alleati entrarono nella città contesa.

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