L’Albero di Giuda in finale al Bari International Film Festival 2014


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La selezione dei documentari che saranno presentati quest’anno in anteprima assoluta al Bif&st, presieduto da Ettore Scola e diretto da Felice Laudadio, è di grande qualità e affronta le tematiche più diverse.
La giuria è  presieduta dal critico e documentarista Achille Bonito Oliva ed è composta da 30 spettatori che attribuirà il Premio Vittorio De Seta per il miglior regista di film documentario. Le opere ammesse in concorso,  sono state selezionate con la collaborazione di Maurizio Di Rienzo. 

L’Albero di Giuda, diretto da Vito Cardaci, un documentario che fa un’ analisi puntale dei tradimenti orditi dalla classe politica italiana ai danni della grande regione Sicilia, è in finale e concorre a pieno titolo in anteprima assoluta nazionale con altre 11 opere selezionate dalla direzione del Bif&st 2014

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Il Bif&st – Bari International Film Festival – si svolgerà dal 5 al 12 aprile 2014 nel Teatro Petruzzelli e nelle sale cinematografiche della città di Bari.
Principale obiettivo del festival, promosso dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo, Cultura, Turismo, sotto l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica e organizzato dalla Apulia Film Commission, è di promuovere, diffondere e far apprezzare il cinema italiano e internazionale.
Presidente del Bif&est è il regista Ettore Scola, direttore artistico è Felice Laudadio.

14 MARZO 2014

I DOCUMENTARI IN CONCORSO

La selezione dei documentari che saranno presentati quest’anno in anteprima assoluta al Bif&st, presieduto da Ettore Scola e diretto da Felice Laudadio, è di grande qualità e affronta le tematiche più diverse.
La giuria è  presieduta dal critico e documentarista Achille Bonito Oliva ed è composta da 30 spettatori.

Il concorso – cui ha contribuito per la preselezione il critico Maurizio Di Rienzo – si apre con il caso Ilva, affrontato in due documentari: il primo, intitolato MALDIMARE, è diretto da Matteo Bastianelli, il vincitore del concorso doc del Bif&st 2013 con il bellissimo BOSNIAN IDENTITY;  l’altro è BUONGIORNO TARANTO, viaggio nella crisi e nei drammi causati dall’Ilva, raccontata da Paolo Pisanelli da più punti di vista.
‘A SCIAVECA
 di Paolo Boriani  è il lirico monologo di un pescatore interpretato dall’attore Mimmo Borrelli (il titolo in napoletano significa “rete a strascico”).
Segreti  di Stato ed emergenza locale sono i temi affrontati rispettivamente da FUOCO AMICO – La storia di Davide Cervia di Francesco Del Grosso che racconta l’inquietante vicenda dell’ex militare esperto di guerra elettronica scomparso il 12 settembre 1990 all’età di 31 anni, lasciando moglie e due figlie; e da CASA NOSTRA di Livia Parisi che segue le vicende dell’occupazione da parte di precari, impiegati, pensionati e stranieri dell’Hertz Tuscolano di Roma.
AN ANARCHIST LIFE di Ivan Bormann e Fabio Toich e LA MEMORIA DEGLI ULTIMI di Samuele Rossi sono storie di ordinari eroi del nostro passato: il primo racconta la vita dell’anarchico triestino Umberto Tommasini; il secondo è un viaggio emotivo nelle memorie di alcuni degli ultimi testimoni della guerra partigiana – sei uomini e una donna ultraottantenni – che ci consegnano un importante pezzo della nostra storia.
Si occupa di sport in modo del tutto originale HABEMUS MISTER di Tiziano Russo, divertente documentario che traccia un ardito parallelo tra le vicende di un volenteroso allenatore di calciotto di una squadra parrocchiale di periferia e  i fatti susseguenti alle dimissioni di Benedetto XVI e all’elezione al soglio pontificio di Francesco I.
La Sicilia e le sue vicende politiche sono al centro di due documentari: il primo, LA LINEA DELLA PALMA di Corrado Fortuna e Gaspare Pellegrino, racconta i concitati momenti che hanno preceduto e poi seguito la rielezione a sindaco di Palermo di Leoluca Orlando nel 2013; il secondo, L’ALBERO DI GIUDA di Vito Cardaci, è l’analisi puntale dei tradimenti orditi dalla classe politica italiana ai danni della grande regione del Mediterraneo.
Di tutt’altro genere il tema affrontato da LEI E’ MIO MARITO di Annamaria Gallone e Gloria Aura Bortolini che affronta il caso del cambiamento di sesso da parte di un affermato avvocato veneto e delle reazioni della donna, sua moglie, che gli resta al fianco durante tutto il difficile percorso che lo porterà ad una nuova identità sessuale.
L’immigrazione e i drammi troppo spesso legati ai ”viaggi della speranza” sono i protagonisti  di TERRA DI TRANSITO di Paolo Martino. L’odissea di un immigrato mediorientale che, approdato sulle nostre coste, cerca di ricongiungersi alla famiglia orma stabilitasi in Svezia ma che rimane bloccato in Italia a causa della normativa europea Dublino 2.

I DOCUMENTARI FUORI CONCORSO

l “fuori concorso” documentari presenta due titoli:
FIGHTING PAISANOS
 di  Marco Curti: il ritorno in Sicilia di un gruppo di ex combattenti italo-americani sbarcati sull’isola nel 1943 inquadrati nelle truppe alleate e che per le loro origini sicule hanno dato un rilevante contributo al successo di una delle pagine più importanti della II Guerra Mondiale.
LA PREDA. SILENZIO IN NOME DI DIO di Luca Bellino e Silvia Luzi, è la coraggiosa denuncia di casi di preti pedofili in Italia.

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2 comments on “L’Albero di Giuda in finale al Bari International Film Festival 2014
  1. Gae ha detto:

    L”Etna magnifica oltre la vetrata, la nebbiolina mista a pioggia di un pomeriggio invernale e il the caldo bevuto tutti insieme seduti su un divano amico e sicuro… hanno reso la mia prima impressione molto poco distaccata dall’argomento.
    Troppo noto, per noi, gente di paesi dimenticati in questa terra che a fatica sogna e fa sognare. Persino la speranza sembrava indicibile… fu facile e naturale dire che avresti di certo lasciato il segno, che nessun italiano sano di mente e con giudizio puro sarebbe riuscito a non rimanere amaramente stupito dalle tante storie raccontate da un carrubbo solitario.
    Perché il tuo Albero di Giuda racconta migliaia di disillusioni vissute da chi spera sempre che le cose, qui, cambino. Prima o poi. E le racconta col tuo romantico cinismo, senza nessuna esagerazione, purtroppo.
    Quando quel pomeriggio ti dissi che avresti di certo “colpito”, non osavo sperare tanto, proprio per le disillusioni a cui siamo stati abituati…
    Invece…
    Eccoti qui, trionfante!! Una vittoria meritata e preventivata. Che tu possa avere i meriti dovuti, per tutto il lavoro fatto e per quello che farai. Perché, e stavolta lo dico senza pudore… ne sono certa… stavolta Vito Carrino andrà lontano!!!
    Gae

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