Elezioni Amministrative 2017 – Regalbuto Riparte o va Avanti?

ghignoIn ogni tornata elettorale che si rispetti, il confronto democratico tra due o più coalizioni si manifesta sempre allo stesso modo. I programmi fioccano, le promesse si moltiplicano, i sorrisi abondano e l’elettore gongola dietro il tipico “ghigno criminale“.

Al di là della caratteristica fotografia di una campagna elettorale tipo, se dovessimo fare un resoconto sullo stato attuale del nosto paese, ci tocca farlo senza pregiudizi e partendo da un’ attenta valutazione:

“Ci sono progetti che vanno sicuramente al di là dei tempi della politica. Ci sono opere realizzate e non, nel campo della scuola, delle infrastrutture, dei trasporti che ogni amministrazione dovrebbe portare avanti facendo il suo pezzo di strada. Penso  che questo sia l’auspicio di moltissimi regalbutesi che vogliono vedere i problemi risolti e non ricominciare da capo per una direzione diversa ad ogni tornata elettorale”.

Ci sono momenti in cui conviene ripartire, disfarsi del passato, cestinare vecchie lettere d’amore, separarsi dalle cattive abitudini e ricostruire, illuminare, imbiancare, ristrutturare casa e profumarla di nuova vita. Ma ci sono anche momenti e persone, ai quali va riconosciuto il merito di aver fatto la differenza nella nostra vita.

Scrive Fabrizio Caramagna: “Troppa gente si occupa dei sensi unici e dei sensi vietati, senza mai mettersi in cammino”; Sembra fargli eco María Zambrano:  “La demagogia è l’adulazione del popolo. E, come ogni adulazione, incita a rimanere dove ci si trova, a fissarsi nella propria situazione”.

Ergo, Regalbuto ha bisogno di andare avanti perchè è già ripartita da un bel po, con tutte le difficoltà possibili e immaginabili che incombono in questo periodo storico.  Ha bisogno di andare avanti, perchè nell’ottimismo c’è magia. Nel pessimismo non c’è nulla.
(Abraham-Hicks)

Vito Cardaci

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Benedetto Microfono: Lasciamoci con un sorriso Padre Cardaci

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Padre Giuseppe Cardaci

Facendo questo lavoro, raccontando momenti di realtà quotidiana, mi capita spesso di filmare attimi di vita che il più delle volte, per esigenze narrative taglio opportunamente durante il montaggio. Ma quella realtà che alteriamo con tagli più o meno sapienti, occulta momenti che vale la pena  di rivedere, se non altro perchè reali, veri, unici ed irripetibili. Nel caso specifico allegri, solari, imbarazzati ma estremamente umani.

Il sorriso. L’unico taglio che non si deve mai rimarginare (IlReQuieto, Twitter)

E allora si Padre Giuseppe Cardaci, lasciamoci con un sorriso, lo stesso che mi hai lasciato durante le riprese di questo video. Non si dovrebbe piangere perché una cosa finisce, ma sorridere perché è proprio accaduta. R.I.P.

 Vito Cardaci

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Arte o copia conforme?

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Risveglio – Victor Hugo Saccone

Ultimamente nella nostra piccola e incantata città, quella che un tempo definivo la “terra di mezzo”, pare sia nato un movimento artistico e culturale senza precedenti. Questa è una buona notizia ovviamente. Quello che stride con tale realtà però, è l’arroganza da parte di alcuni, di definire arte quello che invece altro non è che la realizzazione di copie conformi all’originale, in altre parole ci sono pittori o pseudo tali che, con cura maniacale, copiano una foto o una stampa, pubblicandola come capolavoro. Fin qui nulla di male, ognuno è libero di fare quello che sa fare meglio. Ma che fine ha fatto allora la creatività, l’originalità, la ricerca di uno stile e di una tecnica pittorica?

Conosco da molto un pittore  – che senza timore di smentite – annovero tra i più grandi e innovativi di questa epoca. Anche lui vive nella “terra di mezzo”. Realizza opere rigorosamente originali, con una tecnica molto personale sin dalla scelta dei colori in prevalenza di origine vegetale.

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Il Faro – Victor Hugo Saccone

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Victor Hugo saccone

Come ogni artista che si rispetti, Victor Hugo Saccone, ha un rapporto ambiguo con la tecnologia, non lo trovi infatti su facebook e nemmeno nei siti specializzati, tranne in un sito personale, dove è possibile vedere delle foto a bassissima risoluzione che non rendono per niente giustizia alle sue opere.

Nonostante le mie continue richieste, non sono mai riuscito ad organizzare una mostra personale, un evento che possa dargli la giusta visibilità, non c’è verso, non ne vuole sapere… Lui “compone” le sue tele e basta.

 So che tutto questo farà incazzare molto il mio amico Victor, ma come gli dico sempre: Un quadro è fatto per essere visto!

Vito Cardaci

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Riprendo a scrivere… Olé!

228958_2307895982941_3222197_nHo sempre sostenuto che i social sono degli strumenti preziosi e se usati con cura, riescono a fare la differenza in ogni ambito. E’ da un po di tempo che comincio però ad avere dei dubbi in merito. Quando questo blog si chiamava “La Terra di Mezzo“, facebook e twitter non erano ancora nati, facevo una media di 4500 ingressi giornalieri e tre querele ogni anno. Decisi di smettere di pagare avvocati quando capii che ero l’unico a metterci la faccia, metre gli altri venivano a commentare in anonimato.

Oggi invece, quasi tutti ci mettono la faccia e in virtù di questo non si espongono più di tanto, anzi, puntano a contenuti terra terra, cercando di non farsi troppi nemici e spesso scrivendo paraculate enormi, raccogliendo un gradimento che non va oltre l’utente mediocre. Alcuni si inventano artisti, altri glielo fanno credere. Molti mettono i like ai post dell’amico/a, allo stesso modo di come  fanno le condoglianze in Chiesa. “mi sta sul cazzo, però sembra male e la mano ‘cià dugnu u stissu”. L’evoluzione del “cuttiggho creativo“, ci sta portando ad un’informazione involutiva, una vera e propria decadenza fisica e mentale che falsa la notizia privandola di contenuti reali.

In altre parole, essere se stessi sui social è la cosa più difficile in assoluto, perchè l’arte di apparire, ovvero vendersi per quello che non si è, paga di più.  Preferisco di gran lunga le persone schierate, non indifferenti,  che a torto o ragione e consci di raccogliere critiche ed impopolarità, combattono anche da soli. Non riesco certo a mandare giù gli sproloqui dei radical chic in decadenza, gente che di giorno si professa per la gente e la notte frequenta i salotti buoni della borghesia e del glamour.

Tornare a fare il blogger, mi permette quindi di respirare un’aria meno viziata e stantia, più intima, lontana dalle follie collettive che investono i social.  Preferisco l’essere all’apparire, anche se l’essere, a volte, ti fa apparire una testa di cazzo.

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Se non ami il tuo paese non ami nessuno

Sorgente: Se non ami il tuo paese non ami nessuno

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