Articoli con tag Silvio Berlusconi

Il video messaggio di Fini

Frequentare il Popolo della Libertà porta male.

Oggi tocca a fini ieri è toccato agli italiani.

Liberiamoci del nano prima che sia troppo tardi!!

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Partito Democratico: Questo sconosciuto

Quando l’On. Elio Galvagno ci prospettò la possibilità di approvare la Finanziaria regionale, con l’apporto determinante del Partito Democratico, mi trovai per la prima volta a contrappormi energicamente con questi, sull’opportunità di una scelta che ho da subito considerato pericolosa.

Elio fu categorico:  ”dobbiamo consegnare ai siciliani una finanziaria ed un bilancio di alto profilo, puntare sulle riforme”  - A dire il vero la finanziaria appena approvata, per il 70% è stata proprio scritta dal Pd che ha messo il sigillo su alcune delle più importanti norme di riforma contenute nel testo, una fra tutte il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua, per non parlare del credito d’imposta per l’occupazione, l’ abolizione dei ticket sanitari sulla diagnostica e sugli esami di laboratorio per le famiglie con reddito basso, l’ apertura pomeridiana delle scuole, zone franche urbane. Un pacchetto di misure che fa dire a Lombardo come questa finanziaria sia «la più densa e ricca di spunti riformistici che si sia vista». «C’è una coalizione con Mpa, Pdl Sicilia, Api e Pd, che credo debba crescere e consolidarsi di più», aggiunge il governatore. Parole che inducono il segretario siciliano del Pd, Giuseppe Lupo, a spargere cautela per non turbare gli equilibri all’interno del partito (tre deputati sono usciti dall’aula al momento del voto): «Il nostro sì alla finanziaria – spiega Lupo – non è un voto di fiducia al governo regionale, ma un atto di responsabilità nell’interesse dei siciliani».

Allora mi direte dov’è il pericolo, a leggere i dati il Pd sta determinando una politica seria, responsabile, ricca di proposte, di risultati importanti per la nostra Regione, perché mai tutto ciò deve essere visto come una pericolosa deriva? Semplice: Perché non mi fido!

Perché  domani, quando Berlusconi varcherà quel che resta del ponte sullo stretto, ungerà a dovere chi oggi sta alzando la posta solo per meri interessi personali riconducendo le pecorelle smarrite sulla retta via;

Perché un Presidente della Regione alle prese con seri problemi giudiziari, può contare solo su Berlusconi, un uomo che dati alla mano, non abbandona mai i suoi alleati migliori nelle mani della giustizia ;

Perché Micciché è Micciché, i lealisti non sono tali e il Pdl è sempre lo stesso, e se tanto mi da tanto, il Pd sarà l’unico ad essere stritolato e a poco servirà raccontare in giro che abbiamo fatto le riforme.

Poi c’è il Partito del Sud che fa gola a tanti, ma questo, almeno per il momento, è un altro dei tanti capitoli di questo sconosciuto Pd-L Sicilia…

<<Videnno, facennu>>

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Souvenir Siciliano: Minchia Doc

E’ Natale e tutti siamo più buoni. Il clima è proprio cambiato. Berlusconi ha scritto al Pontefice:  ”Posso confermare che i valori cristiani testimoniati dal Pontefice sono sempre presenti nell’azione del governo da me presieduto, che adotterà tutte le misure necessarie per garantire la serenità e la pace sociale”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella lettera di auguri al Papa, inviata al cardinale Tarcisio Bertone. Il Papa si è talmente commosso che ha deciso di santificare Pio XXII.

Ad ogni modo, ripeto, siamo a Natale e il clima è cambiato. E’ doveroso fare gli auguri al nostro presidente del Consiglio, Buon Natale Presidente!! La prossima volta che vuole farsi un bagno di folla, venga in Sicilia, si fidi, da queste parti non lanciano monumenti in miniatura, ma una cosa particolare che per il suo valore artistico e monumentale, è di gran lunga la più esportata al mondo, si figuri che la usano impropriamente anche i leghisti… Quindi presidente non abbia paura,venga in Sicilia, a scoprire le vere cose belle della nostra splendida isola.

E' una pubblicità regresso in difesa della Minchia Doc Aut. Min. 135 

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Regalbuto: Partito Democratico Ultima Chiamata!

Non è vero che a sinistra si litiga sempre. A differenza del partito di Berlusconi nel Pd il dialogo non è mai morto, almeno tra gli elettori, la società civile e coloro i quali come il sottoscritto non si riconoscono in  un partito che  si ostina a non voler cambiare rotta. La nota che ho ricevuto nella mia mail, scritta da Ferdinando Imposimato, più che illuminante è stata una conferma alle mie perplessità.

I partiti dovrebbero svolgere la funzione costituzionale di mediatori necessari tra individui e Stato. Nel pensiero dei costituenti, i partiti, legati dal vincolo antifascista e dal patto costituzionale, dovevano impersonare non solo la sovranità popolare ma anche la lotta per rendere sostanziale tale sovranità.

Continua Imposimato – Nel maggiore partito di opposizione , dopo la vittoria di Pierluigi Bersani, ha fatto capolino, in modo occulto, l’adesione alle riforme volute dal premier: in primo luogo, il federalismo e il premierato forte del progetto Violante. La bozza dell’ex presidente della Camera vuole il Senato federale, maggiori poteri al premier e diretta connessione tra sovranità popolare e poteri dell’esecutivo. Una specie di repubblica presidenziale.

Che ne pensano gli iscritti? E i non iscritti ma votanti alle primarie? Che si pongono alcune domande: che fine farà il presidente della Repubblica? Quale l’incidenza del senato federale sulla Corte Costituzionale? E sulle leggi su questioni di competenza comune? Resteranno gli orrori della precedente riforma? Possiamo saperlo adesso o dobbiamo saperlo a cose fatte? Come avvenne l’altra volta? E che c’è di vero nell’apertura di D’Alema al Presidenzialismo? Che è la stessa, identica cosa detta da Silvio Berlusconi quando ha lanciato la proposta di un Presidente eletto dal popolo.
In conclusione. La politica del Partito Democratico non viene decisa dagli iscritti e dai simpatizzanti , ma coincide con la volontà dell’oligarchia di vertice !

Nel Pd ennese e di conseguenza in quello regalbutese, la situazione è cambiata profondamente, in peggio. Oggi come ieri proliferano i partiti-persona la cui unica funzione è quella di garantire la conservazione dei leaders, dei propri amici, di parenti stretti e dei clienti. E i loro vantaggi personali e non il bene comune. Si assiste alla desolante messa in scena di operazioni trasformiste e di riciclaggio di personale politico logorato, per dare l’impressione che tutto cambi affinché nulla cambi. La crescita dell’opposizione si realizza non con le riforme sbagliate e condivise col centro destra, ma con la giustezza delle battaglie contro le ingiustizie sociali. Da qui la conseguenza che non è più tollerabile la gestione autoritaria e arbitraria dei partiti da parte della leadership, non solo nell’area della maggioranza ma anche in quella della opposizione.

Allora che fare? L’apporto dei movimenti contro leggi liberticide è stato fondamentale, creando un clima favorevole alle decisioni della Corte Costituzionale che ha abrogato le leggi sulla immunità e altre leggi . Certo, nessuno pensa che i movimenti possano sostituire i partiti ed i sindacati che restano i pilastri della democrazia e delle conquiste dei lavoratori e con i quali occorre interagire. Sottoscrivendo in toto la proposta di Imposimato,  ritengo che questi partiti debbano essere riformati, sotto la spinta dei movimenti. Essi possono ancora svolgere un ruolo politico fondamentale, divenendo la coscienza critica della opposizione, spingendo per un rinnovamento reale, per evitare che le cose restino come sono adesso.

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Lettera aperta al Card. Tarcisio Bertone

Il protettore del padrino. Lettera aperta al card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano

- di Paolo Farinella, prete -

Sig. Cardinale,

bertoneMercoledì 7 ottobre 2009 è stato un giorno memorabile e tragico. Memorabile perché una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il tentativo di Silvio Berlusconi, presidente del consiglio, corrotto e corruttore, di stravolgere lo stato di diritto, piegandolo ai suoi biechi e immorali interessi. Con il «Lodo Alfano», egli voleva la consacrazione costituzionale di essere l’«Unto di Dio» in terra. Che Berlusconi sia «unto» è fuori di ogni dubbio: unto di falsità, di immoralità, di corruzione, di furto, di evasione, di illegalità e di antidemocraticità. La sentenza della Corte, invece, ha restituito a noi cittadini comuni, l’orgoglio della dignità di appartenere ad una Repubblica, dove l’uguaglianza dei cittadini e la legalità sono ancora «principi non negoziabili». Con questa sentenza l’Italia è più forte e più libera.

Mercoledì 7 ottobre 2009, però, è stato anche un giorno tragico. Lei, sig. segretario di Stato Vaticano, nonostante la disapprovazione della Chiesa reale, ad ogni costo, ha voluto tagliare insieme a Berlusconi il nastro della mostra «Il Potere e la Grazia» a palazzo Venezia (ogni riferimento al passato è decisamente voluto). Che scena deprimente! Che spettacolo rozzo e indecoroso! Lei sapeva che «in quel giorno e in quelle ore», la Corte Suprema si sarebbe pronunciata e sapeva quali sarebbero state le reazioni di un uomo malato e fuori controllo (testimonianza della moglie), eppure non ha esitato ad aspettare e a rispettare la tempistica imposta da un giullare che da sempre ha identificato i suoi interessi con quelli del Paese.

Il presidente del consiglio, furibondo per non essere «più uguale degli altri», chiuso nel bunker insieme ai suoi disonorevoli dipendenti, sapendo che ormai non poteva sfruttare il tg1 minzoliniano, ormai fuori tempo massimo, ritarda volutamente l’apertura della mostra, costringendo lei ad aspettare i suoi comodi. Egli infatti varca la soglia di palazzo Grazioli, sede di meretricio istituzionale, nello stesso momento in cui inizia il tg4 di famiglia, consapevole che quelle primissime immagini avrebbero fatto il giro del mondo.

Come un cane, ferito all’improvviso, con uno stile da pescivendolo (con tutto il rispetto) più che da uomo di Stato, va all’attacco di tutti: lo tzunami della vergogna attraversa l’etere, una valanga di falsità e di fango schizza dappertutto: contro il Presidente della Repubblica, contro i Giudici Costituzionali (anche contro quei due con i quali ha condiviso una irrituale cena, prima della sentenza?), contro la guardia del corpo più alta di lui, contro la stampa, contro la televisione, contro la luna che si permetteva di sogghignare. Una scena invereconda.

«In quel giorno», il 7 ottobre 2009, la prudenza clericale e diplomatica avrebbe voluto che lei stesse defilato, magari in qualche cappella a pregare per la «serva Italia di dolore ostello / nave sanza nocchiere in gran in gran tempesta / non donna di provincie, ma bordello» (Dante, Purg. II, 6,76-78). Invece?… Invece, lei, sig. cardinale, stava lì, come un compare di nozze, accanto all’«utilizzatore finale» di prostitute a pagamento. Egli da solo ha calpestato tutti «i principi etici non negoziabili» con cui lei è solito pontificare; tutti i principi della dottrina sociale della Chiesa che ogni tanto lei rispolvera per darsi un contegno; tutti i valori etici per cui il Vaticano e la Cei avete anche organizzato una manifestazione di massa, il Family-Day, a cui ha partecipato anche il frequentatore di minorenni, divorziato e strenuo difensore della «famiglia», senza che nessuno lo accompagnasse in qualche strada adiacente; tutti i principi, i valori, le regole e il metodo che il papa predica e la Cei descrive nel documento «Educare alla legalità» (1991-2000), che avete abortito prima ancora che nascesse.

Tutto ha corrotto il Corruttore, anche le coscienza del popolo cattolico che, su vostra indicazione, lo vota in massa, senza nemmeno turarsi il naso. Lei stava lì come un protettore che mette il cappello sul proprio protetto, mandando un messaggio mediatico trasversale dentro e fuori i palazzi: Berlusconi è sotto la protezione del Vaticano e non si tocca, come lei aveva fatto con Giovanni Profiti, indagato a Genova e promosso a presidente dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, di proprietà del Vaticano. Si direbbe che lei sia attratto dalla recidività: lei, infatti, va a braccetto di Berlusconi, nonostante sia corrotto, nonostante abbia corrotto, nonostante frequenti minorenni, nonostante favorisca e alimenti la prostituzione, nonostante sia evasore, nonostante sia piduista, nonostante sia Berlusconijad, nonostante abbia impoverito l’Italia dentro l’abbia umiliata fuori, all’estero, dove stampa ed economia chiedono a gran voce le dimissioni.

A lei, sig. cardinale, che gliene cale? L’importante è portare a casa, a costo zero, qualche legge che domani un altro governo eliminerà. Ah, la lungimiranza della diplomazia vaticana, un tempo mito ineguagliabile di accortezza serpentina, oggi ridotta a comparsa nel ridotto del berlusconismo, mito dell’anticristianesimo.

Il mondo ha visto che il presidente del consiglio, vergogna internazionale della Repubblica italiana, certo ormai del padrinaggio vaticano, ha osato dirle davanti a tutti che in quella mostra mancava un quadro: «quello di San Silvio da Arcore» e lei, con il sorriso di prassi (diplomaticamente ebete), è rimasto allampanato, incapace di infilargli una mano in bocca e strappargli la lingua. Lei annuiva, restando immobile, che è il top della diplomazia e della falsità proterva e bugiarda. Io non so se lei si sia reso conto del danno che ha provocato alla Chiesa universale e alla Chiesa che è in Italia in modo particolare.

Con la sua presenza «in quel giorno e a quell’ora», senza che Berlusconi ammettesse i suoi errori e chiedesse scusa agli Italiani e alle Italiane dei suoi comportamenti non privati, ma di presidente del consiglio in carica in luoghi protetti dal «segreto di Stato», lei ha posto la premessa formale per sette conseguenze inevitabili, che peseranno sulla sua coscienza e di cui dovrà rendere conto a quel Dio in cui dice di credere:

a) Lei ha avallato la tesi del presidente del consiglio che afferma di essere orgoglioso dei suoi comportamenti perché gli Italiani vogliono essere come lui. In questo modo lo propone a tutti come MODELLO. Lei insieme a Berlusconi, due giorni dopo una sentenza di un sovrano tribunale che lo giudica corruttore di giudici e nel giorno in cui la Corte Suprema lo spoglia della sua pretesa e mafiosa superiorità, rendendolo semplicemente cittadino tra i cittadini, autorizza tutti gli Italiani e le Italiane a imitarlo perché che altro significa la sua presenza se non la santificazione di un uomo perverso e del suo sistema d’impunità immorale?

b) Lei ha dato vigore e densità alla pazzia di un uomo che non esita a gettare la Nazione in una guerra civile pur di salvarsi da tutte le sue ignominie e dai tribunali, anche per fatti commessi prima che diventasse deputato e presidente del consiglio. Come nel 1929 fu solo il Vaticano a riconoscere il governo di Mussolini e la sua dittatura fascista, così nel 2009, esattamente dopo 80 anni, è ancora il Vaticano a togliere d’impiccio istituzionale un governo e un indegno presidente del consiglio condannato dal mondo intero.

c) Lei con questa sua presenza, «in quel giorno e in quelle condizioni», ha perso ogni dignità etica di parlare di mortalità e di spiritualità perché non ha esitato, sul modello della migliore tradizione mafiosa, a dire al mondo intero che un mafioso, amico dei mafiosi e protettore di mafiosi, corruttore, evasore (con tutto il resto), è protetto dalla Sacra Famiglia Vaticana. E’ possibile che lei rappresenti uno Stato estero, è impossibile che possa, anche per sbaglio, rappresentare la Chiesa di Cristo.

d) Lei con la sua presenza a quella mostra ha assolto di fatto Berlusconi, all’insegna del «siamo pratici, ovvia!», rinnegando anche le condizioni etiche e sacramentali che la Chiesa impone ai poveri diavoli. Lei ha disonorato tutti i credenti che faticano giorno per giorno a conciliare quello che voi dite con le difficoltà della vita. Forse abbiamo sbagliato interpretazione del vangelo e correggerlo con «i ricchi li avrete sempre con voi», al posto di «i poveri li avrete sempre con voi». Personalmente ritengo che lei, in coscienza, non possa celebrare la Messa senza commettere sacrilegio e vilipendio della dottrina cattolica.

e) Lei apparendo accanto all’Indecenza personificata, non solo ne diventa complice e coartefice, ma autorizza centinaia e centinaia di persone credenti e non credenti a diffidare di una gerarchia collusa con il potere e il malaffare, esortando i molti che sono sulla soglia, invitandoli a lasciare la Chiesa, sbattezzandosi come atto formale, unica arma di autodifesa nei vostri confronti che ascoltate solo il richiamo del corrotto potere.

f) Lei ha dato l’avallo ai giorni tristi che ci attendono perché l’uomo è senza coscienza di Stato.

g) Lei è colpevole se le offerte dell’8xmille diminuiranno ancora e deve sapere che ne è stato e ne è la causa efficiente. Da alcuni anni le offerte diminuiscono sempre di più e sulla mia strada incontro sempre più persone che dichiarano di firmare per altre realtà religiose, perché non vogliono essere complici di una clero e di una gerarchia che ha tradito il Vangelo.

Come prete di strada, come credente nel Gesù del Vangelo e come cittadino che ama il suo Paese, senza esserne schiavo, mi permetta di dirle con chiarezza: lei non mi rappresenta più (veramente non mi ha mai rappresentato, nemmeno quando era vescovo di Genova) e sono fiero di rifiutare e ripudiare il suo modello e quello che lei propone, proteggendolo: il berlusconismo che è l’indecenza che corrompe la nostra Nazione e corrode il nostro futuro. Intanto il territorio, dilapidato dai condoni edilizi, si frantuma, i precari, i licenziati, i tre milioni di poveri che vivono con 222,00 euro, gli sfrattati e gli immigrati uccisi, tutti in coro ringraziano anche lei che, ora con certezza, «sappiamo da che parte sta».

Con disistima,

Paolo Farinella, prete

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