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Pietro Triscari: vita da barbone per ottenere il suo lavoro
Pubblicato da Terra di Mezzo in agitazioni, cronaca, cultura, informazione, notizie, Per non dimenticare, politica, Provincia di Enna, Senza Categoria il 21 novembre 2008
Siccome in questo Blog ci piace fare “sciacallaggio” ho ritenuto opportuno segnalare questa storia che vede un altro povero cristo ex netturbino di Enna licenziato, che da un mese presidia Piazza Colonna nella speranza di riottenere il lavoro. Se potevo permettermi di andare a Roma gli facevo un bel filmato in “stile sciacallo”, così Ken e la combriccola dei tirapiedi avrebbero avuto modo di sfogare le loro frustrazioni.
Una bellissima intervista di Pietro su RAI 3
Non importuna i passanti. Vuole solo attenzione. Poliziotti e carabinieri sono diventati suoi amici. Nessuno gli ha mai intimato di spostarsi. Anzi, c’è chi gli porta da mangiare o non gli nega una parola di sostegno. Pietro Triscari, 36 anni ex netturbino di Enna, non ne vuole sapere di interrompere la sua protesta. Nell’ultimo mese piazza Colonna è stata blindata più volte dalle forze dell’ordine. In occasione delle manifestazioni degli studenti sulla riforma Gelmini a nessuno era permesso entrare nella piazza. Ma Pietro non si è mai spostato. A dire il vero, almeno un paio di volte al giorno si assenta per andare a prendersi qualcosa da mangiare o per lavarsi nei bagni pubblici. Ma poi torna sempre sotto il portico, dove la notte dorme accovacciato su due borsoni: tutto quello che si è portato dalla Sicilia.
Pietro non è nuovo ad iniziative di questo tipo. Un anno fa aveva fatto uno sciopero della fame sotto al Quirinale. Ha chiesto più volte alla polizia di poter incontrare qualcuno che risolva i suoi problemi. Dice di aver ricevuto solidarietà dagli agenti di scorta di Fini e Berlusconi. Ritiene di essere stato licenziato ingiustamente da una società che gestisce la nettezza urbana ad Enna. «Voglio lavorare – dice Pietro – Sono separato e ho due figli da mantenere». L’ex netturbino racconta di essere riuscito a scambiare due battute con il premier circa un anno fa, mentre passava da piazza Montecitorio: «Mi disse che avrebbe fatto in modo di risolvere la mia situazione – racconta Pietro – e io ci spero ancora». Domani sarà il trentunesimo giorno di protesta silenziosa per Pietro. L’ex netturbino si sveglierà come ogni mattina in piazza Colonna. E resterà ad aspettare. In attesa che le istituzioni battano un colpo.
Fonte: Il Tempo.it
Dar. Mar.

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