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Regalbuto: In mezzo alla strada…

No, in effetti non si può nemmeno esclamare il vecchio motto:  “siemu ‘a mienzu na strata”. Infatti, a rimanere per strada si rischia di brutto. Non è un mistero che in provincia di Enna non esistono più strade ma mulattiere. Ogni giorno che passa mettersi su un qualsiasi mezzo di locomozione è un terno all’otto. Quell’ammasso informe di “asfalto” che fino a ieri sembrava percorribile, oggi può diventare la tua tomba o, nella migliore delle ipotesi, la fine delle della tua auto. Non venite a raccontarmi che è colpa delle copiose piogge perché si offenderebbe pure madre natura che da millenni fa il suo sporco lavoro. Quelli che continuano a non fare il loro dovere li conosciamo benissimo invece, ed è da decenni che non fanno nemmeno la normale manutenzione di quelle che si ostinano a chiamare strade PROVINCIALI e  STATALI!!.

VERGOGNA!! VERGOGNA!! VERGOGNA!!

Oggi sarà chiusa anche la galleria, sembra che un costone di roccia stia franando, poco male, la strada che va verso Paternò non esiste, quella per Catenuaova e già distrutta e con la galleria chiusa andremo a girare da Agira – scusate il giro di parole – ma  anche da quella parte le cose sono messe proprio male!! E’ chiaro, che nel giro di qualche  settimana, con questo andazzo, ci dovranno lanciare  i viveri dagli elicotteri, perché sarà impossibile uscire da questo dormitorio  pubblico chiamato Regalbuto.  E noi cittadini che faremo? ma dormiremo ovviamente, siamo pagati proprio per questo!

Mentre la preoccupazione del premier è sfuggire alle aule di giustizia,  far chiudere AnnoZero e garantire i suoi fidi servitori, Bertolaso in testa,  il resto del popolo sovrano vive e vegeta guardando l’isola dei lebbrosi, i  grandi fratelli d’italia, uomini e donne e per par condicio qualche trasmissione di quell’invasato di padre Livio di radio Maria .

Quando qualcosa di grosso accadrà veramente, apriremo gli occhi e ci renderemo conto che non viviamo in una favola televisiva, ma in un reality che ci farà  male sul serio.

- Preghiamo :

Buona notte popolo sovrano, se non ci arriva Silvio c’è sempre  il Vaticano.

- Amen -

Cinico Carrino

LA SCAFFA
Sintissi amico mio,
non mi dicissi camurrusu
ma c’è purtusu e purtusu.

La scaffa siciliana è un’altra cosa: scaffa che vale!
Non è la scaffa usuale, settentrionale,
che campa massimo ‘na simana e menza
ed è senza esperienza.

Noialtri abbiamo scaffe greche,
scaffe Normanne, scaffe d’Aragona,
E uno… ci si affeziona!
Io ne canuscio una, alla circonvallazione
Ca è pi mia come una passione:
la vitti nascere.
Fui alla sua prima comunione (tra idda e un copertone).
Ora ch’è fatta granni: ne ha fatto danni.
Quando ci passo sto con gli occhi bassi…
Idda che fa? Mi arriconosce e mi cafudda un colpo
Accussì, per confidenza,
e sospensione me ne scassa menza.
Avantieri passai e non sentii niente…
Che dispiacere! Tornai precipitosamente.
“Vuoi vedere che la tapparono, ‘sti disgraziati”?
Ma quannu mai!
Erano due carri armati
Ca dintra ‘a scaffa s’avevano sdirrupati.
Lei era la, bedda e sciacquata,
che mi guardava, tutta innamorata.

poesia di Renzino Barbera

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