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Regalbuto: Il sindaco Bivona lancia l’allarme – Rischio dissesto economico
Pubblicato da Terra di Mezzo in Comune di Regalbuto, Elezioni Regionali 2012 Sicilia, politica, Regione Siciliana il 2 novembre 2012
RISCHIO DISSESTO PER I COMUNI SICILIANI CON POPOLAZIONE SUPERIORE AI 5 MILA ABITANTI.
Lancia l’allarme il Sindaco Francesco Bivona alla luce delle ultime sfavorevoli notizie che si abbattono sul comune di Regalbuto e su gran parte dei comuni della Sicilia. L’assessorato regionale delle Autonomie locali, infatti, venerdì scorso ha reso nota la ripartizione degli stanziamenti delle spese correnti per l’anno 2012 con un drastico taglio pari al 48% rispetto alle somme erogate l’anno precedente.
“Dal D.D.G. n. 255 dell’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali abbiamo appreso di un brutale ed insostenibile taglio del 48% delle spese correnti da € 1.400.000,00 circa a € 765.286,47 per il comune di Regalbuto ed a cascata anche per tutti i Comuni della Regione Siciliana che provocherà gravi effetti di ordine pubblico e sociale ed una fase di predissesto per i Comuni – sottolinea il primo cittadino Francesco Bivona – non sono le solite frasi fatte, ma si parla di un vero e proprio attacco agli Enti Locali che subiscono questa mannaia sul bilancio 2012. È una vergogna.
Si prospetta il blocco totale dell’attività dell’ente che ha già lavorato con un bilancio 2012 approvato dal consiglio comunale dallo scorso mese di luglio.
Decisamente critico anche il capogruppo della maggioranza Salvo Cardaci “Il comune di Regalbuto subisce un taglio del 25% dai trasferimenti dello Stato ed un ulteriore taglio del 48% dalla Regione rispetto alle annualità 2011, costringendoci ad un eventuale indebitamento con le banche. Il nostro sindaco ha già inviato lunedì scorso una comunicazione a tutti i vertici della Stato e della Regione Siciliana – informando anche tutti i colleghi sindaci della Sicilia – dove, a chiare lettere, si rappresenta l’impossibilità a garantire per i prossimi mesi tutti i servizi delegati dallo Stato per Legge”.
“Spese correnti eccessive – riprende il Sindaco Bivona – consolidatesi in anni di gestione non orientata all’efficienza, non possono essere razionalizzate in un intervallo temporale così breve da impedire interventi strutturali di razionalizzazione dei processi di gestione, peraltro spesso contrastati da vincoli tecnici, normativi o giurisprudenziali. Il comune di Regalbuto ha avviato da diversi mesi un serio piano di riduzione dei costi, razionalizzazione delle risorse e lotta all’evasione per un aumento consistente delle entrate, ma i tempi di risposta ai tagli di budget delle organizzazioni pubbliche sono nettamente superiori rispetto a quelli delle aziende private. Serve un planning quinquennale di razionalizzazione della spesa e taglio del budget in funzione di parametri specifici del singolo ente. Regalbuto è un comune attento e che rispetta le regole nei tempi e nei modi previsti dalla normativa.
I Comuni non possono azzerare, come potrebbe accadere a Regalbuto se non cambia la situazione, servizi essenziali insieme ai servizi di assistenza, i servizi ai disabili ed alle fasce sociali in difficoltà.
Serve un ampia presa di coscienza da parte delle istituzioni regionali per rivedere il piano di riparto degli fondo autonomie locali, che non può trasformarsi in un “fondo di riserva” per la Regione dal quale attingere, costringendo i Comuni a recuperare le somme dalle tasche dei cittadini. Spero che il nuovo presidente della Regione, prima sindaco di un comune, si renda conto dell’accorato appello che Regalbuto ha fatto in questi giorni a cui certamente seguirà quello di altri Sindaci.”
Regalbuto: La sicurezza non si discute in Consiglio Comunale
Pubblicato da Terra di Mezzo in agitazioni, Antimafia, Carnevale di Regalbuto, Comune di Regalbuto, cronaca, cultura, Eventi a Regalbuto, informazione, notizie, politica, Politica Locale, Provincia di Enna, Pubblica Sicurezza il 16 marzo 2009
Dopo le diatribe tra maggiornaza e opposizione sulla scottante situazione relativa all’ordine pubblico, nonostante la promessa di un consiglio comunale straordinario e urgente, questa sera, durante la seduta del civico consesso, il punto sulla sicurezza non è stato inserito all’ordine del giorno. E’ stato presentato un documento da parte del cons. Bivona (Pro Regalbuto) con il quale si faceva il riassunto delle puntate precedenti per arrivare allo scambio di “medaglie” su chi ha fatto di più in questa incresciosa vicenda. Il Cons. Palamito (Pd) tenendo fede alla scelta bipartisan già manifestata nelle note pubblicate, ha deciso di firmare il documento chiedendosi come mai non è stato inserito un punto per la discussione all’ordine del giorno. Il Presidente del consiglio ha chiuso velocemente la discussione senza dare spiegazioni esaustive sul tema.
Adesso è lecito chiedersi: Perché non si vuole affrontare questo problema nella sede naturale in cui discuterla? Tutti abbiamo la sensazione che questa vicenda sia scappata di mano ad amministrazione e Consiglio Comunale, ma non è certo con il silenzio che si pagano i cittadini. Dobbiamo allora affidarci solo al positivo bilancio della questura; che nei controlli su strada, ha sottoposto a controllo 170 persone ed 86 mezzi, procedendo anche ad effettuare diverse perquisizioni sul posto; elevando numerose contravvenzioni ed eseguendo vari controlli ad esercizi pubblici. Era questo che Regalbuto voleva sentirsi dire?
Sembra invece che intorno alla mezzanotte di sabato scorso , il proprietario dell’auto S.P , si era accorto che l’intero treno di gomme era strato forato da un coltello o da un punteruolo , mentre ad un’altra vettura , questa volta dalle parti di piazza Vittorio Veneto erano stati rotti i vetri. Il tutto mentre era in corso il pattugliamento delle forze dell’ordine e venivano controllati i locali e le volanti eseguivano i posti di blocco.
Aspettiamo l’incontro con il Prefetto e vediamo cosa succede…
Regalbuto chiusi i festeggiamenti ma abbiamo scherzato col fuoco
Pubblicato da Terra di Mezzo in cronaca, cultura, estate regalbutese, Eventi a Regalbuto, informazione, musica, notizie, politica, Politica Locale, Religione, spettacolo, Tempo libero, Tradizioni il 13 agosto 2008
Si è conclusa la tradizionale festa di San Vito 2008, i commercianti, bar e affini, hanno svuotato i frigoriferi e si preparano ad andare in ferie. Piazze e corso gremite all’inverosimile, cortei religiosi affollatissimi e tanti turisti.
Sul Giornale di Sicilia di ieri mattina, si osannava la riuscita dell’evento, la performance di Anna Tatangelo e fin quì niente di male. Quello che però nessuno ha avuto il coraggio di scrivere è il grande pericolo che abbiamo corso durante tale manifestazione.
Io personalmente ho vissuto momenti di panico quando un auto dei carabinieri per ovvi motivi di servizio è rimasta bloccata per più di 20 minuti davanti al bar arcobaleno a causa della folla che non riusciva più a muoversi in nessuna direzione. Una calca di gente che per tutta la durata dello spettacolo si è ammassata in Piazza della Repubblica in spazi ristrettissimi, a causa dei mille tavoli del Bar, le transenne, i divieti, i cavi, i mixer e di incoscienti genitori con i passeggini, bambini a bordo, inconsapevoli del rischio che correvano. Bastava una stupidissima lite, uno spintone di troppo e non voglio immaginare cosa serebbe successo. Grazie a Dio e a San Vito, tutto è filato liscio.
Credo fermamente che manifestazioni di questa portata non possono tenersi in una piazza come la nostra che può ospitare al massimo 5000 persone. Esistono gli stadi, dove la sicurezza è garantita da ampie vie di fuga, dove un ambulanza può arrivare sul posto in tempi record, dove le forze dell’ordine possono avere veramente tutto sotto controllo. Non venite a dirmi che i baristi soffrirebbero perché non me ne frega niente! Si fa presto a far smettere di ballare per un cavillo burocratico i ragazzi della Cooperativa Efesto che suonano all’aperto e consentire che 10.000 persone rimangono ingabbiati in una piazza trasformata in Mecca!
Altri momenti di tensione e pericolo si sono vissuti durante la processione degli allori. Troppi, tanti cavalli spesso condotti da fantini improvvisati, hanno seminato il panico e per fortuna nessuno si è fatto male. Io però mi chiedo: Dobbiamo aspettare che ci scappi il morto prima di prendere provvedimenti seri? Nel video che ho girato è evidente come l’addestramento faccia la differenza, vedi Polizia di Stato ,dove fantini e cavalli sono un tutt’uno di eleganza e portamento. Io non capisco molto di cavalli, mi pare evidente però, che alcuni “fantini” pur di far eseguire passi particolari alle loro bestie, rischiano di farsi male, far male agli stessi cavalli ( alcuni erano visibilmente feriti e nessuno li ha fermati) e non per ultimo alla popolazione che assiste.
Pensiamoci in tempo la prossima volta.

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