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Ignazio Ladu: picchiato solo perché gay
Pubblicato da Terra di Mezzo in Carnevale di Regalbuto, Comune di Regalbuto, cronaca, cultura, Eventi a Regalbuto, informazione, Iniziative, notizie, politica, Senza Categoria, solidarietà il 24 marzo 2010
Chi non conosce Ignazio Ladu a Regalbuto? Per quanto mi riguarda è un paesano d’adozione. Immancabile in tutte le sfilate di carnevale con la sua proverbiale solarità che lo contraddistingue, non è passato certo inosservato. Leggete cosa gli è accaduto. A lui va tutta la mia e spero la vostra solidarietà.
NUORO. Abito lungo, scarpe femminili, trucco. Nel cuore della notte tra sabato e domenica, Ignazio Ladu, 28 anni, primo nuorese a rivendicare pubblicamente il diritto a essere omosessuale, è pronto a passare un’altra serata nei panni del suo alter ego, la drag-queen Siluna. È sereno, balla con gli amici al Bowling di Pratosardo. Qualcuno gli si mette di traverso. Lo prende a calci. Lo sputa. Finisce con una notte di dolore e rabbia, e una denuncia. Ignazio Ladu la presenta ieri mattina in questura, dolorante e sfinito da una serata dove voleva solo divertirsi e invece ha preso soltanto botte. «Passino le risatine – dice – passino pure le occhiate strane della solita gente che non capisce, passi tutto, ma non i calci, la violenza e soprattutto quel gesto terribile e umiliante: lo sputo. Davvero non è possibile lasciar correre tutto e farmi trattare così solo perché vivo la mia omosessualità senza far male a nessuno». Eppure la serata era cominciata come tante altre: serena e tra gli amici. Il giovane Ignazio, vestito da Siluna – così come in uno degli scatti del suo ormai celebre calendario – si presenta al Bowling insieme ad alcuni conoscenti. C’è una festa in corso, l’ambiente è tranquillo, la musica è piuttosto invitante. “Siluna” scende in pista a fare quattro salti. «Stavo ballando come tutti gli altri – spiega – poi a un certo punto mi è venuta sete e allora mi sono avvicinato al bancone per prendere qualcosa da bere. E lì, ho visto un ragazzo che conoscevo. Mi stava fissando, probabilmente era anche ubriaco. Certo è che ha cominciato a prendermi a calci». “Siluna” è costretto ad andare via, ad avvisare i buttafuori che intervengono in forze, e a cambiare aria per evitare altri problemi. Ma anche più tardi, purtroppo, la musica per lui non cambia. «Chi mi ha picchiato mi ha seguito anche nell’altro locale – spiega – tanto che per evitare di prendere altre botte, ho chiesto che non venisse fatto entrare. Il problema è che mi ha aspettato fuori a lungo. Fin quando non si è stancato ed è andato via. Così io sono potuto tornare a casa». A poche ore dalla brutta serata, Ignazio Ladu, decide che questa volta, i pregiudizi della gente hanno passato il segno. Che meritano una denuncia, per evitare che certe cose possano riaccadere. «Queste persone lo devono capire – aggiunge in conclusione il giovane – che devono lasciare che ciascuno viva la propria vita sereno. Purtroppo ciò che è accaduto è la dimostrazione che i pregiudizi resistono ancora, anche a Nuoro, ed è un vero peccato perché io qui mi trovo bene e ci sono voluto tornare dopo una breve esperienza fuori. Ma quello che è successo sabato non è giusto: io stavo solo ballando e in vita mia non ho mai fatto male a nessuno». -
Valeria Gianoglio
la Nuova Sardegna — 22 marzo 2010
Buon Natale Santo Padre
Pubblicato da Terra di Mezzo in cronaca, cultura, informazione, Medicina, notizie, Religione il 22 dicembre 2008
Certo è che la Chiesa cattolica si vuole scrollare di dosso in maniera inequivocabile l’eredità lasciata da Papa Woytila, un prete operaio, colto, anticonformista, che non gradiva il protocollo, destando l’affetto dei fedeli e del mondo laico, ma non certo quello di quel mondo episcopale tradizionalista ed integralista. “Basta con gli eventi cattolici come concerti, in cui il Papa è come una rockstar. Lo ha detto Bendetto XVI nel discorso alla Curia per gli auguri di Natale, criticando l’idea, diffusa anche tra “voci cattoliche”, che il Papa sia la “star” delle Giornate mondiali della gioventù”. – “Questa visione, ha aggiunto, finisce per “rimuovere la questione su Dio”.
Ho definito Papa Ratzinger: “Il pontefice che allontana”, colui il quale sta portando la chiesa ai tempi della santa inquisizione. La sacralità della vita viene esaltata nel caso di Eluana Englaro, per la pillola del giorno dopo la ”RU 468″, verso ogni forma di contraccezione, ma viene messa al bando senza nessuna pietà quando la Francia promuove un documento finalizzato, in primis, alla depenalizzazione dell’omosessualità nei Paesi in cui è ancora perseguita con la pena di morte! – “Non è l’uomo che decide, è Dio che decide chi è uomo e chi è donna”.
Non voglio assolutamente discutere sulla gioventù Hitleriana del giovane Ratzinger che, suo malgrado, fu costretto a sostenere. Voglio ricordare a me stesso invece, che il Partito nazionalsocialista i “diversi” li fucilava e li buttava nelle fosse comuni.
Buon Natale Santo Padre, da parte di quei mezzi uomini e mezze donne che stanno morendo con un cappio al collo.
Vito Cardaci


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