Articoli con tag Enna
Si dimette il segretario provinciale del Pd Giuseppe Arena
Pubblicato da Terra di Mezzo in cinema, Comune di Regalbuto, Elezioni Provinciali Enna 2008, estate regalbutese, Eventi a Regalbuto, informazione, politica, Politica Locale il 23 luglio 2010
Pur non condividendo a pieno il suo modo di operare, non si può certo parlare di un pessimo segretario. Arena è forse stato troppo morbido quando era il momento di tirare fuori i denti. Chissà, forse troppo ingenuo per pensare di spuntarla con un mastino del calibro di “cappiddazzu”. Una cosa è certa: Il segretario che verrà dovrà fare i conti con un partito stanco di vedere sempre le stesse facce e sopratutto stanco delle beghe ennesi…
Il colpo di coda di Crisafulli non gioverà al PD, non gioverà a se stesso. L’ultima faida è la riprova che se questo partito vuole vivere di luce propria, deve chiudere definitivamente i ponti con certa gente. Il modello Enna sbandierato come gingillo in tutta italia è sempre stato uguale a questa memorabile scena del film “gli intoccabili” – Volete ancora fare parte di questa SQUADRA?
Enna. Rassegna le dimissioni il segretario provinciale del PD, avv.Giuseppe Arena, a fare traboccare il vaso le ultime vicende che riguardano l’elezione a Sindaco di Enna di Paolo Garofano, che ha estraniato dalla giunta la componente di Primavera Democratica.
Arena così scrive nella sua lettera, inviata al segretario regionale Lupo, alla deputazione nazionale e regionale e a tutti i componenti i del partito a livello provinciale:
“Rassegno le dimissioni dall’incarico di Segretario provinciale del Partito Democratico. Lo faccio dopo tre anni di lavoro e di impegno per la costruzione di una Nuova Casa Comune, il Pd, iniziati nell’indimenticabile giornata del 14 ottobre 2007, di cui mi rimarranno sempre due ricordi indelebili: la gioia e la speranza di cambiamento, stampate sui volti della nostra gente, e la grande fatica-felice di quel numeroso gruppo di uomini e di donne, giovani e meno giovani, che lavorarono quel giorno e in quei mesi con la speranza-certezza che avremmo cambiato l’Italia.
A quegli uomini e a quelle donne, ai tanti iscritti, ai militanti, ai Segretari di Circolo e ai dirigenti tutti va il mio personale ringraziamento, per la fiducia che mi è sempre stata dimostrata in questi anni.
E in questi tre anni ho lavorato, spesso in silenzio e fuori dai clamori della stampa, per un partito che sapesse farsi interprete delle sfide della contemporaneità, creando una identità nuova adeguata alla complessità, e lavorando alla semplificazione della vita politica e sociale del Paese.
Un partito aperto, dell’accoglienza e del confronto.
Un partito in grado di convincere le persone a ritornare a “partecipare”, con lo sguardo rivolto al futuro.
Un partito capace di esercitare un’ autocritica costruttiva da utilizzare come antidoto all’ arroccamento.
Ma devo registrare con grande amarezza che, nonostante la generosità di tanti, a quasi tre anni da quel 14 ottobre, il Pd ennese rischia di compiere un inspiegabile balzo indietro, che lo rende distante anni luce da quell’ambizione e da quel sogno.
Le vicende legate al comune di Enna, in cui si è consumata una frattura incomprensibile dopo il faticoso lavoro per giungere ad una candidatura unitaria, sono solo l’epilogo di un pericoloso arretramento, che rischia di spostare l’asse e la credibilità del Pd verso un’altra cosa. Dopo anni di gestione unitaria e condivisa, in cui lo scambio e il confronto non sono avvenuti in base al numero di tessere ma mettendo in rete idee, energie e sensibilità diverse verso un grande e condiviso obiettivo comune, che guardasse allo sviluppo e al rilancio del nostro territorio, qualcuno pensa di rispolverare una sterile logica del più forte, tanto distante dalla cultura riformista, per soddisfare una preoccupante “sindrome dell’asso piglia tutto”.
Non comprendendo che, così facendo, è lo stesso progetto del Pd ad essere messo in discussione, per lasciare spazio ad un partito in cui l’intervento dialettico è apprezzato soltanto quando è gregario e si cancella ogni spazio per l’ascolto di chi viene frettolosamente, e quasi con fastidio, liquidato come minoranza.
Sono fermamente convinto che un “progetto Pd” può esistere se ed in quanto tutte le diverse sensibilità, le diverse culture politiche e le diverse componenti si sentano ugualmente titolate ed egualmente responsabili nel realizzarlo.
Detto questo, “democraticamente”, e, mi si perdoni il neologismo, “demo-criticamente” passo il testimone al segretario che verrà, non rinunciando per un istante a continuare a lavorare, come ho fatto in questi anni, per quello che ho considerato, e continuo a considerare, il progetto più ambizioso dell’Italia degli ultimi vent’anni, finalizzato a far diventare il riformismo maggioranza nel Paese.
Progetto che, nella nostra provincia, ha sempre avuto una delle sue punte più avanzate.
Di quel progetto e di quella tensione unitaria è figlia la mia segreteria e, in un momento in cui entrambi vengono messi seriamente in discussione, sento il dovere di fare un passo indietro.
Non l’ho fatto fino ad oggi, nonostante avessi colto già alcuni mesi fa segnali in questa direzione, per senso di responsabilità nei confronti di tutti quei dirigenti e militanti che si spendono quotidianamente nei territori con grande generosità e spirito di servizio per dare corpo e sostanza a quell’ambizione e a quel sogno, e che spesso, negli ultimi tempi, mi manifestavano l’accorata preoccupazione per divisioni spesso percepite come incomprensibili.
Ma quella stessa responsabilità mi porta oggi a considerare conclusa la mia esperienza come Segretario, essendo venute meno le condizioni di unità e concordia che condussero alla mia elezione, unica in Sicilia ad essere confermata, dopo la fase costituente, dal voto dell’Assemblea provinciale.
L’auspicio è che questa mia scelta possa produrre un elemento di chiarezza, che aiuti il partito, in vista della stagione congressuale, a ritrovare le ragioni dell’unità, ritornando a quello spirito originario fatto di dialettica democratica e di pluralismo, che il “Popolo del Pd”, l’unico a cui abbiamo il dovere di rispondere, ci chiede ogni volta con maggiore forza.
Non farlo, oltre che essere un tradimento di quell’impegno, sarebbe un incomprensibile atto di miopia politica, che rischierebbe di vanificare lo straordinario patrimonio che il centrosinistra prima, e il Pd poi, hanno costruito in Provincia di Enna”.
Agira:Imprenditore evade 2 milioni di euro
Pubblicato da Terra di Mezzo in Agira, cronaca, informazione, notizie il 9 aprile 2010
Un imprenditore edile di Agira (Enna) ha sottratto al fisco oltre 2 milioni di euro e ha evaso anche le imposte e i contributi previdenziali relativi a 77 lavoratori da lui impiegati in nero.
Lo ha scoperto il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Enna al termine di due verifiche fiscali nei confronti di due aziende riconducibili allo stesso imprenditore, che per tre anni non aveva presentato dichiarazione dei redditi.
I responsabili rischiano ora di scontare, oltre a sanzioni amministrative, da uno a tre anni di reclusione per le violazioni tributarie costituenti reato poste in essere.
Enna: Indagato Assessore Provinciale Filippo Faraci
Pubblicato da Terra di Mezzo in Antimafia, cronaca, Elezioni Provinciali Enna 2008, informazione, notizie, politica, Politica Locale, Provincia di Enna il 2 gennaio 2010
Filippo Faraci, assessore provinciale di Enna alle Infrastrutture, è indagato dalla procura di Enna perché, secondo quanto contenuto in un esposto di un dipendente della Provincia, avrebbe richiesto mazzette per lavori pubblici da appaltare.
Faraci, assessore in quota Mpa, si è dimesso due giorni fa per “motivi personali”. La notizia è trapelata da ambienti politici. Indagano carabinieri e polizia. Nelle registrazioni allegate all’esposto Faraci chiederebbe una mazzetta per un lavoro, giustificandosi con il fatto che avrebbe dovuto sostenere spese per il matrimonio della figlia.
Regalbuto: Partito Democratico Ultima Chiamata!
Pubblicato da Terra di Mezzo in agitazioni, Comune di Regalbuto, Crisi economica, cronaca, cultura, Eventi a Regalbuto, Francis S.p.A., informazione, Iniziative, La Prescrizione Breve, Lodo Alfano, notizie, Parco tematico di Regalbuto, politica, Politica Locale, Provincia di Enna, Regione Siciliana, Senza Categoria il 26 novembre 2009
Non è vero che a sinistra si litiga sempre. A differenza del partito di Berlusconi nel Pd il dialogo non è mai morto, almeno tra gli elettori, la società civile e coloro i quali come il sottoscritto non si riconoscono in un partito che si ostina a non voler cambiare rotta. La nota che ho ricevuto nella mia mail, scritta da Ferdinando Imposimato, più che illuminante è stata una conferma alle mie perplessità.
I partiti dovrebbero svolgere la funzione costituzionale di mediatori necessari tra individui e Stato. Nel pensiero dei costituenti, i partiti, legati dal vincolo antifascista e dal patto costituzionale, dovevano impersonare non solo la sovranità popolare ma anche la lotta per rendere sostanziale tale sovranità.
Continua Imposimato – Nel maggiore partito di opposizione , dopo la vittoria di Pierluigi Bersani, ha fatto capolino, in modo occulto, l’adesione alle riforme volute dal premier: in primo luogo, il federalismo e il premierato forte del progetto Violante. La bozza dell’ex presidente della Camera vuole il Senato federale, maggiori poteri al premier e diretta connessione tra sovranità popolare e poteri dell’esecutivo. Una specie di repubblica presidenziale.
Che ne pensano gli iscritti? E i non iscritti ma votanti alle primarie? Che si pongono alcune domande: che fine farà il presidente della Repubblica? Quale l’incidenza del senato federale sulla Corte Costituzionale? E sulle leggi su questioni di competenza comune? Resteranno gli orrori della precedente riforma? Possiamo saperlo adesso o dobbiamo saperlo a cose fatte? Come avvenne l’altra volta? E che c’è di vero nell’apertura di D’Alema al Presidenzialismo? Che è la stessa, identica cosa detta da Silvio Berlusconi quando ha lanciato la proposta di un Presidente eletto dal popolo.
In conclusione. La politica del Partito Democratico non viene decisa dagli iscritti e dai simpatizzanti , ma coincide con la volontà dell’oligarchia di vertice !
Nel Pd ennese e di conseguenza in quello regalbutese, la situazione è cambiata profondamente, in peggio. Oggi come ieri proliferano i partiti-persona la cui unica funzione è quella di garantire la conservazione dei leaders, dei propri amici, di parenti stretti e dei clienti. E i loro vantaggi personali e non il bene comune. Si assiste alla desolante messa in scena di operazioni trasformiste e di riciclaggio di personale politico logorato, per dare l’impressione che tutto cambi affinché nulla cambi. La crescita dell’opposizione si realizza non con le riforme sbagliate e condivise col centro destra, ma con la giustezza delle battaglie contro le ingiustizie sociali. Da qui la conseguenza che non è più tollerabile la gestione autoritaria e arbitraria dei partiti da parte della leadership, non solo nell’area della maggioranza ma anche in quella della opposizione.
Allora che fare? L’apporto dei movimenti contro leggi liberticide è stato fondamentale, creando un clima favorevole alle decisioni della Corte Costituzionale che ha abrogato le leggi sulla immunità e altre leggi . Certo, nessuno pensa che i movimenti possano sostituire i partiti ed i sindacati che restano i pilastri della democrazia e delle conquiste dei lavoratori e con i quali occorre interagire. Sottoscrivendo in toto la proposta di Imposimato, ritengo che questi partiti debbano essere riformati, sotto la spinta dei movimenti. Essi possono ancora svolgere un ruolo politico fondamentale, divenendo la coscienza critica della opposizione, spingendo per un rinnovamento reale, per evitare che le cose restino come sono adesso.
No, in effetti non si può nemmeno esclamare il vecchio motto: “siemu ‘a mienzu na strata”. Infatti, a rimanere per strada si rischia di brutto. Non è un mistero che in provincia di Enna non esistono più strade ma mulattiere. Ogni giorno che passa mettersi su un qualsiasi mezzo di locomozione è un terno all’otto. Quell’ammasso informe di “asfalto” che fino a ieri sembrava percorribile, oggi può diventare la tua tomba o, nella migliore delle ipotesi, la fine delle della tua auto. Non venite a raccontarmi che è colpa delle copiose piogge perché si offenderebbe pure madre natura che da millenni fa il suo sporco lavoro. Quelli che continuano a non fare il loro dovere li conosciamo benissimo invece, ed è da decenni che non fanno nemmeno la normale manutenzione di quelle che si ostinano a chiamare strade PROVINCIALI e STATALI!!.

Commenti recenti