Articoli con tag Carabinieri

Il comizio di Angelo Palamito e Francesco Bivona Streaming Audio

Si conclude la prima settimana di comizi con gli interventi di Angelo Palamito e Francesco Bivona, rispettivamente per le liste “Regalbuto Bene Comune” e ” Guardiamo Al Futuro”, dei quali potete ascoltare l’audio originale.

Angelo Palamito -Candidato a Sindaco - Regalbuto Bene Comune

Mi pare doveroso evidenziare un episodio che personalmente mi sa di ridicolo, ovvero l’interruzione forzata da parte dei Carabinieri del comizio di Angelo Palamito, perché in virtù delle nuove normative,  la manifestazione di questa sera si doveva concludere entro e non oltre le ore 22:00.  Dato che alle ore 20:00 e come ogni domenica, nella Chiesa Madre viene celebrata messa, l’intervento di Palamito, come da prassi, per non disturbare la funzione, ha avuto inizio alle ore 20:30. Durante l’intervento di Calcerano, i Carabinieri, con discrezione, intimano al candidato Palamito di chiudere il comizio alle ore 21:00 tassativamente.  Questo episodio che a mia memoria credo non abbia precedenti, ha dell’incredibile. Pare infatti, che qualcuno abbia volontariamente telefonato ai Carabinieri per segnalare il ritardo di Palamito. In tutto questo va dato atto a Francesco Bivona che messo al corrente dei fatti, non ha esitato a concedere 10 minuti al suo avversario Palamito che, nonostante l’accaduto, ha comunque chiuso puntualmente alle 21:00.

Questi gli interventi audio. Buon Ascolto.

Angelo Palamito


Francesco Bivona


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Lettera aperta del Sindaco di Regalbuto sul comandante VV.UU

LETTERA APERTA DEL SINDACO DI REGALBUTO GAETANO PUNZI
SULLA VICENDA LEGATA ALL’EX COMANDANTE DI P.M. FAGONE 

Sulla vicenda che vede coinvolto l’ex comandante dei vigili urbani di Regalbuto Raffaele Fagone che, a quanto si è appreso da un articolo di stampa, sarebbe sottoposto ad un accertamento da parte della Procura di Nicosia per capire se aveva i requisiti per essere dichiarato vincitore di concorso alcuni anni addietro nel comune di Palagonia – è voluto intervenire il sindaco di Regalbuto dott. Gaetano Punzi che tiene ad evidenziare: “tengo a puntualizzare alcuni aspetti che da una lettura superficiale dell’articolo di stampa potrebbero indurre il lettore a delle considerazioni errate.Innanzitutto ribadisco la piena fiducia circa l’operato del Procuratore dott. Scavone che ha avviato questo accertamento e al quale pubblicamente ribadisco la personale e più completa disponibilità per eventuali chiarimenti di mia stretta competenza.

In premessa vorrei solamente ricordare i motivi che hanno portato alla nomina a scavalco (e per un periodo determinato, visto che la scadenza della convenzione è datata 12.11.2011) dell’ex comandante Fagone chiamato a rimediare ad una lacuna esistente nel nostro corpo di polizia municipale che da troppi anni lamenta l’assenza di tale figura non potendo il nostro Comune assumere un vigile che possieda i requisiti necessari.

Così nel febbraio di quest’anno ho deciso di fare richiesta al comune di Palagonia per poter avere a scavalco il comandante Fagone che, proprio nel centro etneo, espletava tale incarico con eccellenti risultati già da qualche anno, dopo una lunga carriera di agente di polizia municipale.

Al di là delle facili strumentalizzazioni politiche, tale incarico risulta essere un provvedimento pienamente legittimo che in pochi mesi non solo ha colmato una carenza fin troppo evidente, ma che è servita a migliorare notevolmente, non solo a detta dell’amministrazione comunale ma di buona parte della popolazione, tutti i servizi del corpo di P.M. e anche i rapporti di collaborazione con la locale stazione dei Carabinieri. Per quel che riguarda, infine, l’accertamento in corso ritengo che nessun giudizio vada espresso in questa sede, poiché sarà la Magistratura di cui ripeto ho grande rispetto e fiducia, a valutare i fatti contestati all’ex comandante Fagone che nel lontano 1985 incappò in una vicissitudine di natura giudiziaria.

Dott. Gaetano Punzi

(Sindaco di Regalbuto)


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Regalbuto: Pensionato spara per futili motivi

Omicidio per futili motivi, ieri mattina intorno alle 11, in pieno centro storico. Per le continue angherie subite quasi quotidianamente un pensionato di 80 anni, Alberto Brex, in preda all’ira, ha sparato un colpo di fucile all’indirizzo di un altro pensionato, Alfio Zito, 77 anni, uccidendo sul colpo. Dalle prime indagini da parte dei Carabinieri della compagnia di Nicosia, e della locale stazione, sembra che Alfio Zito sistematicamente andava a lasciare i sacchetti della spazzatura davanti la posta dell’abitazione di Alberto Brex, sita in vico Tevere. Nonostante le proteste, le denunzie verbali fatte ai carabinieri ed ai vigili urbani, Alfio Zito continuava nel suo atteggiamento provocatorio. All’ennesima angheria, Alfredo Brex , in un momento di follia, ha preso il fucile ed ha sparato all’indirizzo di Alfio Zito colpendolo mortalmente al torace. Subito dopo il delitto Alberto Brex si è consegnato ai Carabinieri. Questo pomeriggio per quasi tre ore Alberto Brex è stato interrogato dal magistrato Daniela Cento, alla presenza del suo difensore, avvocato Giovanni Palermo, confermando di avere sparato all’indirizzo di Alfio Zito in un momento di follia per le continue angherie subite. Fonte Vivienna.it

Con una nota del Vice Sindaco Salvo Cardaci, visto il grave fatto delittuoso è stato deciso di sospendere gli appuntamenti in programma nel calendario estivo in attesa dei funerali della vittima.

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Noi giornalisti abusivi

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All’assemblea provinciale di fine anno dell’Associazione siciliana della stampa tenutosi a Enna presso la  libreria Città Aperta di Enna Bassa, il “Leit Motiv” della discussione è stato: “caccia agli abusivi”

“Assistiamo ogni giorno in tutta la provincia – spiega il segretario provinciale dell’Assostampa, Ivan Scinardo – ad aspiranti giornalisti che vanno in giro con le telecamere a fare interviste e servizi e peggio partecipano alle conferenze stampa organizzate da Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza. Ricordiamo che l’esercizio abusivo della professione giornalistica è un reato e nessuno dovrebbe rendersi complice, questo lo diciamo per garantire l’opinione pubblica sul diritto all’informazione, per tutelare i nostri iscritti che versano ogni anno le quote di iscrizione e pagano regolarmente le tasse previdenziali e soprattutto per avvertire gli improvvisati “pseudo – giornalisti” dei rischi penali che si corrono nell’esercitare una professione che presuppone prima di tutto la conoscenza delle regole e del codice deontologico.

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Io faccio molti servizi con la mia telecamera, dando voce a persone e rilevanza a fatti che puntualmente vengono ignorati dalla stampa tradizionale il tutto a costo zero e senza censure. Questo si chiama abusivismo? Rischio quindi di essere “arrestato” per pascolo abusivo o per cosa? Adesso vogliono imbavagliare le opinioni altrui?  E’ grave essere querelati dai controllori dell’informazione, ovvero, coloro i quali dovrebbero essere il faro della “verità”.

Il Sig. Scinardo e molti come lui non si rendono conto che il mondo cambia e con esso anche l’informazione, non si spiegano altrimenti fenomeni come  http://www.youreporter.it/ dove i video denuncia di migliaia di liberi utenti vengono trasmessi puntualmente dai TG nazionali  e da tutte le agenzia di stampa di mezzo mondo. – “Qualsiasi televisione, qualsiasi quotidiano – indipendentemente dalla linea editoriale – è autorizzato a far uso di tutti i contributi disponibili sulla piattaforma. E, dettaglio importante, può farlo gratuitamente.”

C’è troppo provincialismo nelle considerazioni fatte durante l’assemblea di fine anno dell’Associazione siciliana della stampa, lo stesso provincialismo che rende l’informazione vecchia e priva di contenuti.

Vito Cardaci

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Regalbuto: Protesta pacificamente rischia l’arresto

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Mi sono innamorato di questo pezzo scritto da Cristina Roccella come solo lei sa fare. Mi piace il suo coraggio, la sua anima ribelle, il suo bisogno di raccontare quelle “verità nascoste” che non possono trovare spazio nei giornali e nemmeno nelle discussioni da bar. L’Italia è in recessione, i dati parlano chiaro e un povero cristo che reclama ciò che gli è dovuto – la paga – rischia di finire dentro solo perché occupa l’aula consiliare ?  Da buon “fannullone” quale sono,  per via del mio lavoro, vedo molte persone che non riescono a pagare la bolletta e il più delle volte si vedono staccata la fornitura elettrica, molti, sono proprio gli operatori ecologici che non riescono più ad andare avanti.  La risposta delle isitituzioni è questa? Siamo messi proprio bene.  (V. Cardaci)

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(MCR) Ho appena finito di scrivere un pezzo per il giornale. La notizia domani passerà in mezzo a tante, un piccolo riquadro in mezzo alle tre pagine della Cronaca di Enna. Ho scritto un pezzo piccolo, cercando di raccontare i fatti al meglio, come faccio di solito.

In realtà quel pezzo lo avrei voluto scrivere molto più lungo e avrei voluto dire molte più cose. Ma mi sono ricordata che ho un blog! E questa è la bellezza di avere un blog! Posso scriverci quel che cavolo mi pare, in barba allo spazio e all’etica professionale.

E allora ecco il mio “vero” articolo.

“Per la prima volta da moltissimi anni a questa parte (credo una sessantina) a Regalbuto è stata sgomberata una pacifica manifestazione di protesta con l’intervento delle Forze dell’Ordine.
A protestare non era un gruppo di pericolosi ed eversivi comunisti, ma un operatore ecologico, che per l’ennesima volta chiedeva il pagamento dei due mesi di salario arretrato. Due mesi che diventeranno tre, perchè le istituzioni si rimbalzano la palla e nonostante le rassicurazione nessun operatore ecologico regalbutese avrà i propri soldi prima di dieci giorni. Dieci giorni fanno fine novembre e fine novembre significa tre mesi senza stipendio.

Regalbuto è un piccolo paese. Tutti conosciamo tutti. Tutti sappiamo chi sono gli operatori ecologici, quanto sia prezioso il loro lavoro. E tutti sappiamo che si tratta nel 99% dei casi di capifamiglia monoreddito, di solito con figli più o meno grandi, che lavorano solo per mandare avanti la famiglia. E sappiamo cosa significano tre mesi senza stipendio. O no?

No, forse non lo sappiamo. Perchè ogni volta che loro protestano il massimo che facciamo è lamentarci della spazzatura rimasta sotto casa nostra.

Questa mattina, stanco delle promesse della Giunta Punzi, che a febbraio aveva assicurato che da quel momento avrebbe anticipato tutti gli stipendi, Benedetto Scaglione, 48 anni, ha deciso di protestare a nome di tutti i suoi colleghi, occupando pacificamente la Sala Consiliare, fino all’avvenuto pagamento degli arretrati.

Niente di nuovo. In passato è già successo.

La novità sta nel fatto che alle 18:00 Benedetto Scaglione è stato costretto a lasciare l’Aula Consiliare e ad abbandonare la sua pacifica e legittima protesta. I Carabinieri sono intervenuti, intimando Scaglione di lasciare l’aula, pena l’arresto e la conduzione immediata presso il carcere di Nicosia.

L’intervento dei Carabinieri è avvenuto a seguito della comunicazione via fax dell’occupazione, mandata dal Comune di Regalbuto alle istituzioni e alle Forze dell’Ordine.

Considero questo fatto veramente grave. Un’Amministrazione Comunale dovrebbe essere l’istituzione più vicina ai cittadini che protestano e accogliere le istanze di chi è senza stipendio da due mesi, invece di invocare l’intervento delle Forze dell’Ordine e far sgombrare l’Aula. Voci insistenti dicono che l’intervento è stato dettato dal fatto che un Vigile Urbano avrebbe dovuto restare al fianco di Scaglione nella notte passata al Comune. Certo, fatto grave questo! A mio parere dovrebbe essere il Sindaco stesso ad offrirsi di dormire con i lavoratori che occupano per far sentire la loro voce. E invece li si fa sgomberare dalle Forze dell’Ordine, sotto minaccia di arresto.

E così i lavoratori subiscono doppia umiliazione: non ti danno lo stipendio e se parli ti faccio pure arrestare.

Il vento della destra che sta imperversando su tutto il nostro paese comincia a far vedere i propri effetti. Alla parola “occupazione” le Forze dell’Ordine intervengono con celerità. E pensare che per un omicidio in Piazza davanti a tutti ci hanno messo molto di più ad arrivare…

Certo che il concetto di legalità è usato in maniera alquanto bizzarra, se i mafiosi circolano liberamente per la Sicilia e un operatore ecologico che non ha di che mangiare da tre mesi non può nemmeno protestare.

Tutto questo mi ricorda qualcosa, qualcosa che per mia fortuna ho solo studiato sui libri di storia.

Malatempora.”

Maria Cristina Roccella

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