Articoli con tag brunetta

Muore He Ping Ping l’uomo più piccolo del mondo

Adesso il primato passa a Brunetta.

( Andy Ventura)

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Gelmini: Come ti rovino la scuola pubblica

“Chi non sa dirigere cambi mestiere”. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato così la vicenda dei presidi del Lazio che hanno denunciato, in una lettera inviata alle famiglie, la carenza di fondi degli istituti scolastici.

La donzelleta di corte però, per i privati i soldi li ha trovati per le scuole pubbliche no. Sono i privati che devono chiuderese se non sono capaci di far quadrare i conti.

Italiani!!! aprite gli occhi: Per la prima volta nella storia della Repubblica le scuole hanno dovuto fare i bilanci senza fondi per l’ordinario funzionamento; sono costrette a inviare visite fiscali anche quando non servono su decisione del ministro Brunetta, e poi le devono pagare coi propri bilanci; vengono tagliate le risorse per i recuperi dei debiti scolastici; le istituzioni avanzano dal ministero più di 1 miliardo di euro per supplenze conferite e pagate con fondi diversi da quelli specificamente dedicati. Per non parlare del depauperamento di personale che la sua riforma sta provocando nel sistema scolastico. E il Ministro cosa fa? Non trova niente di meglio che attaccare i dirigenti scolastici perché denunciano questo stato di cose.

Scusi Ministra, ma perché non te ne vai TU!!!

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Brunetta: Come Turi Bova

Vi ricordate la vicenda di Salvatore Bova quando vinse le elezioni comunali nel 1996 con un plebisicito di voti a Regalbuto. Seguito da un gruppo di giovani rampanti, alcuni dei quali oggi ricoprono cariche di altissimo livello, (vedi il Sindaco Gaetano Punzi ) etc..  I suoi slogan erano: L’acqua non si paga! I dipendenti comunali non meritevoli saranno licenziati e gli faremo avere vita dura! Tutti dovranno portare un cartellino di riconoscimento affinché il cittadino possa segnalarli e denunciare eventuali manchevolezze.

Peccato che dopo la sua elezione Salvatore Bova invece di non far pagare l’acqua la tagliò per primo  alla buonanima di Angelo Corrente e a qualche povero cristo in giro per Regalbuto.  Mentre i cartellini diventarono un palliativo e nel giro di pochi mesi il suo fallimento fu così eclatante  che è dovuto scappare di notte. (oggi qualcuno vuole dargli la cittadinanza onoraria)…mha!

Oggi assistiamo al fenomeno Brunetta, e diggiamolo, Bova rispetto a lui è molto più bello, nonostante io suoi 80 e passa anni.  Ma ci sono alcune cose nel Ddl anti fannulloni del ministro Brunetta che guarda caso somigliano molto alle sparate populistiche fatte molto tempo fa da Bova.

Una delle  novità riguarda il cosiddetto cartellino di riconoscimento, tutto il personale, cioè, a contatto con il pubblico dovrà obbligatoriamente indossare un cartellino identificativo o dovrà esporre sulla scrivania una targa indicante nome e cognome. Ma la vera novità consiste nei meccanismi di valutazione, in base alla quale ogni impiegato avrà una pagella per capire il suo grado di efficienza.  Una nuova struttura, l’Autorità, che sarà chiamata a gestire il sistema di valutazione, avrà il compito di elaborarla. In base a questa scheda, i dipendenti più bravi dovrebbero essere premiati mentre quelli ‘scansafatiche’ potrebbero arrivare a rischiare anche il licenziamento, oltre ad essere a rischio sanzioni meno drastiche.

Populismo allo stato bravo! Ma ormai siamo abituati a questo e altro. Ecco un modo intelligente per far si che la politica invada ancora di più la Pubblica Amministrazione. Sarò bravo o fannullone? Chi mi valuterà, il sindaco di turno, il politico membro dell’ Autorità di controllo?

Brunetta, Brunetta, vieni a vedere di persona cosa non funziona nella P.A. ti accorgerai compiaciuto che il tuo modello che ti ostini a definire “Rivoluzionario” è gia stato messo in campo da molti amici tuoi e miei. I risultati? Scadenti!! Vedi ATO ed esternalizzazione dei servizi. Non funziona un kazzo! I privati non devono mettersi il cartellino e non saranno valutati da menti eccelse quando creano disservizi,  si salvano perché costano poco e la precarietà dei lavoratori è messa a dura prova ogni giorno. Vedi operatori ecologici pagati malissimo, disservizi continui, approvigionamento idrico scadente…assente.  A Regalbuto non esistono nemmeno uffici in cui il cittadino può avanzare un reclamo e i numeri verdi non rispondono mai!!  Caso strano, l’ENEL ha invece pensato bene di offrire i suoi servizi agli utenti nel modo più capillare che esiste. Spostare i punti Quì ENEL proprio nei comuni, pagando all’Ente i proventi delle operazioni effettuate allo sportello. Sono più bravi o più lungimiranti? La seconda che ho detto! Esternalizzare e politicizzare la P.A.  come vuole farci intendere Brunetta, è una truffa nei confronti dei cittadini. Ignoratelo, peché ha già detto che se fallisce si dimette.

P.S. A Regalbuto il punto ENEL è attivo e funziona alla grande! per qualsiasi problema avrete un servizio impeccabile in tempi  record. Provare per credere!

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Brunetta il furbetto assenteista di sinistra

“Il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no e me ne sono fatto una ragione. E’ il Paese delle rendite, dei poteri forti e quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra”. Sono parole di Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, intervenuto all’assemblea dei Circoli del buongoverno. Parole che innescano un nuovo scontro con il sindacato e l’opposizione.

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Chi meglio di lui può saperlo. Si dice un uomo di sinistra che sta in forza italia, cresciuto sotto le ali di DeMiculis e Craxi.

Brunetta hai perso un’altra occasione per tacere

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Il Governo salva LADRI

Gli anziani non sbagliano mai e le loro citazioni sono sempre oro colato: “U riccu si schifia do poviru”  (il ricco si schifa sempre del povero). Il povero però, è sempre stato amaliato dal ricco, dal Re, dalle Regine, dai principi, dalle principesse e dalle veline di corte.

Mentre la crisi sta terrorizzando i poveri di cui sopra, i ricchi, quelli che riescono a guadagnare 17.000 euro l’ora, approfittano di questi momenti usando la crisi, l’allarmismo, come armi di distrazione di massa per mettere in atto le loro strategie salvaculo.

L’alitalia era troppo importante per la nostra “bandiera”, era importante che ad intestarsi la vittoria sul campo fosse Re Berlusconi, era importantissimo che si arrivasse allo scontro con piloti e sindacati, era estremamente vitale trovare il capro espiatorio tra i lavoratori (brunetta docet), era importante distrarre l’opinione pubblica e la stessa opposizione.

Così, i nostri eroi approfittando del caos farmacologico, infilano di nascosto nelle pieghe della legge di conversione del decreto Alitalia un bel alticolo (articolo 7bis)  che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare del 1942. L’emendamento dice che per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l’impresa si trovi in stato di fallimento. Se invece è guidata da un commissario, e magari va anche bene come nel caso della Parmalat, nessun pubblico ministero potrà mettere sotto processo chi ha determinato la crisi.

In altre parole se hai portato un’azienda sull’orlo della bancarotta e ti sei fregato i soldi degli azionisti, ma questa per “fortuna”  non è fallita, sei praticamente intoccabile.  Addio ai processi Parmalat e Cirio. In salvo Tanzi e Cragnotti. Salvacondotto per l’ex presidente di Capitalia Geronzi.

A scoprire tutto questo è stata la trasmissione televisiva Report della grande Milena Gabanelli, l’ultimo baluardo di quella TV che fa a meno delle veline e dove il reality non è un isola di scoglionati, ma un impero di viscidi individui che stanno distruggendo l’economia italiana e i risparmi di noi poveri comuni mortali.

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In una nota delle ultime ore sembra che il Ministro dell’economia Tremonti riferisce al Parlamento e minaccia le dimissioni sul provvedimento nascosto nel decreto Alitalia (denunciato da Report e Repubblica)

 Vito Cardaci

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