Archivio per la categoria Spazzatura

Regalbuto: la sindrome di Fini colpisce il consiglio comunale

Pare che Regalbuto sia diventato improvvisamente il paese dove tutto viene chiuso misteriosamente. Sportelli al cittadino come l’ufficio di collocamento,  il centro unico di prenotazione al poliambulatorio,  l’ Ato acquedotto, stessa cosa dicasi per lo sportello ATO rifiuti, in compenso ci hanno lasciano la monnezza, per la gioia del nostro “Sindaco Netturbino”.

Nemmeno quelli che vendono la calia e la miricanella vogliono venire più a Regalbuto, in un comunicato ufficiale invitano i regalbutesi a recarsi nella vicina Catenanuova.

Poi certo che uno si incazza, specialmente, quando a prendere posizione sono i membri della stessa maggioranza, quella triste compagine amministrativa che ha reso questo paese invivibile, incivile e privo di una vera identità. Scrivono allarmati i nostri consiglieri:  “I consiglieri comunali Luigi Raspanti , Maria Carmela Romano e Sergio Politi , hanno presentato ieri una interrogazione al presidente del consiglio con la quale si chiede di sapere se corrisponde al vero che dal 4 ottobre 2010 , lo sportello dell’ufficio del lavoro di Regalbuto , chiude definitivamente costringendo i lavoratori regalbutesi a doversi recare a leonforte per la disponibilità al lavoro.” E ancora: Raspanti/Romano/Politi , hanno presentato al presidente del consiglio una interrogazione nella quale si chiede di sapere quali sono stati i motivi che hanno indotto l’amministrazione comunale a ubicare i cassonetti fuori dal centro abitato.

E allora,  che è una novità? Se vi fate di queste domande o meglio, se fate finta di porle all’amministrazione,  che volete forse ottenere l’effetto Fini? ovvero, rompere i coglioni e rimanere in sella alla maggioranza? – chiedere all’amministrazione comunale notizie, perché già un anno fa avevamo sollevato il problema e il Sindaco si era impegnato a risolverlo. Ci sarebbe da discutere anche sull’ubicazione e sul fatto che ad oggi lo sportello è privo di telefono e internet  - Appunto, è da un anno che l’ufficio di collocamento è praticamente inesistente, privo di telefoni, collegamenti telematici etc… e finalmente qualcuno si accorge di tutto questo?  Cosa pretendete dal Sindaco e dal suo vice, che vi diano retta? Coerenza vorrebbe che finalmente vi rendeste conto che è il momento di staccare la spina. Sfiducia o dimissioni di massa, per il bene del paese e per voi stessi, prendete una decisione saggia: Mandate a casa questo esecutivo fallimentare, cercando nelle fila di ogni partito che ancora si possa definire tale, uomini e donne con idee innovative e con la vera voglia di FARE!!!.

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Regalbuto: Consiglio Comunale Sclerato

Mercoledì 30 giugno si è tenuto un consiglio comunale urgente per trattare il piano delle tariffe spazzatura 2010.  Sarà stato per il caldo o per rimanere in tema con la “monnezza” che è successo il finimondo.

Appena iniziati i lavori, chiede la parola il consigliere Francesco Bivona, che viene raggiunto da una raffica di battute infelici da parte del Presidente del Consiglio Gianni Meli.  Bivona si allontana – Sono andato via, anche un pò amareggiato. Ho preferito “cantare” tra la gente.

Il Sindaco Gaetano Punzi, comincia a mostrare una evidente insofferenza e su un punto all’ Ordine del Giorno esordisce pressapoco così : “potete prendere le decisioni che volete, ma alla fine qui comando io e faccio quello che mi piace!”

…Iniziamo bene .. (Ndr)

Dal momento che la maggioranza non ha prodotto alcuna proposta valida in merito alla tariffe da approvare, con grande stupore del Presidente Meli che si ritrova una carpetta vuota sul vero senso della parola, il Pd, decide di non prendere parte al voto e tale proposta trova consensi anche nelle altre forze politiche dell’opposizione.

Il Pd, quindi, su proposta del consigliere Palamito, considerato che è necessario approvare le tariffe al fine di garantire il servizio di nettezza urbana, in mancanza di una proposta della maggioranza, propone di lasciare tali tariffe uguali a quelle del 2009. La proposta viene votata all’unanimità.

Il consigliere Longo,  in una sua dichiarazione si lascia scappare il termine “non ho capito ma voto” , In effetti, il clima era piuttosto teso ed è comprensibile che qualcosa sfugga anche agli addetti ai lavori.

Il sindaco, che grazie alla proposta del Pd, aveva appena portato a casa un successo insperato, sentite le parole di Longo sbotta letteralmente in un monologo senza eguali: – Siete un pugno di cretini!! – un consiglio comunale di incapaci, per me potete andare tutti a casa, sono pronto a dimettermi, - Sono Stufo! mi dimetto!! così non è possibile amministrare! Ho votato per il governo Berlusconi e sono pentito, ci sta dissanguando con i tagli!!! Anche Lombardo mi ha deluso, l’unico uomo politico che stimo è  Vendola!

Sindaco, calmati per favore. Capisco bene la tua frustrazione, non scherzo. Una cosa ti chiedo, in nome della nostra amicizia:  Lascia stare Vendola, rimani nel Mpa, lasciaci lavorare in pace ;-)

Le Vuvuzele cominciano a scandire il crescendo assordante, siamo al quarantesimo del primo tempo, l’attacco di Punzi non si esaurisce, Tra il pubblico è seduto il segretario della locale sezione del Pd, Giuseppe Privitera, anche lui è vittima di un attacco senza precedenti in consiglio comunale:   Tu e il tuo partito – continua Punzi – siete la causa di questo sfascio e dovete assumervi la responsabilità morale per quello che sta accadendo.

Il Privitera rimane basito.

Il Presidente del Consiglio allontana il Sindaco dall’aula portandolo nelle stanza accanto. Pare che questi siano poi arrivati ai ferri corti… Intanto, nell’aula consiliare, prende la parola il capogruppo del Pdl Luigi Raspante, il quale, attacca duramente il sindaco per le parole che ha avuto nei confronti del civico consesso: – Sindaco, non si permetta di attaccare i consiglieri in questo modo, quello che ha fatto è deplorevole!!

A questo punto, Gaetano Punzi, resosi conto di aver perso la pazienza, chiede scusa al consiglio comunale e a tutti i presenti.  Il consigliere Maida, rimanda le scuse al mittente, mentre il consigliere Palamito, pur accettando le scuse del primo cittadino, non tollera accuse gratuite al Pd e al segretario Privitera, presente in consiglio comunale come libero cittadino e quindi impossibilitato a replicare.

Tutto e bene ciò che finisce bene? – non proprio:   Sono certo che molti di voi si stanno chiedendo cosa faceva il mio assessore del cuore, Salvo Cardaci. Ebbene, anche lui si è allontanato amareggiato per via di un attacco frontale sferrato del consigliere Domenico Romano, il quale, nel vedere il suo ex pupillo allontanarsi infastidito ha esclamato: “chissu è u ringraziu, dopo tutte le volte che ti ho votato

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Regalbuto: Emergenza rifiuti rischio collasso economico

Comune di Regalbuto

Provincia Regionale di Enna

Regalbuto 5 marzo 2010

Al Presidente della Regione Siciliana

On. Dott. Raffaele Lombardo

Palazzo d’Orleans – Piazza indipendenza 21,

90129 Palermo

RACCOMANDATA A/R ANTICIPATA VIA FAX E MAIL

Oggetto: Emergenza rifiuti. Rischio collasso economico – finanziario Enti Locali Regione Siciliana ed ipotesi di contrasto.

A mezzo della presente l’Assessore al Bilancio del Comune di Regalbuto intende porre all’attenzione della S.V. le deleterie conseguenze economico – finanziarie che le soluzioni attualmente adottate dalla Regione Siciliana per l’emergenza rifiuti determineranno a breve scadenza per gli Enti Locali.

Le anticipazioni di cassa elargite dalla Regione Siciliana agli Enti Locali a valere sul fondo di rotazione degli Enti stessi, finalizzate a tamponare l’emergenza rifiuti causata dagli eccessivi costi delle  Società d’Ambito, diverranno nell’immediato futuro minori trasferimenti per gli Enti i quali, per deficit di “Di cassa” e “Di competenza” rischieranno il collasso economico – finanziario.

A parere dello scrivente, ulteriori, urgenti ed inderogabili interventi forti che la Regione Siciliana dovrebbe porre in essere per mezzo di tutti i supporti tecnico – giuridici dei quali dispone, dovrebbero riguardare:

  • Radicale taglio dei costi affrontati ad oggi dalle Società d’Ambito e dalle Società affidatarie del servizio tramite: utilizzo degli ammortizzatori sociali, riduzione delle ore lavorative non essenziali per l’operatività del servizio, rimodulazioni contrattuali, re-ingegnerizzazione delle strutture organizzative e dei processi produttivi delle Società, tagli alle spese correnti non essenziali per l’operatività del servizio, avvio raccolta differenziata con minori costi di conferimento in discarica e gestione della stessa.
  • Incremento dei ricavi delle Società d’Ambito e delle Società affidatarie del servizio tramite: raccolta differenziata e vendita del riciclabile, utilizzo delle stesse Società per servizi ulteriori (Gestione di servizi, ambientali e non, anche per privati e per altri Enti Pubblici quali Provincie e Regione).

In assenza delle urgenti ed inderogabili misure sopra citate, le anticipazioni di cassa elargite dalla Regione Siciliana agli Enti Locali a valere sul fondo di rotazione degli Enti stessi, diverranno minori trasferimenti per gli Enti i quali saranno anche costretti a colmare con fondi propri l’esosa differenza tra i costi reali sostenuti dalle Società d’Ambito e dalle Società affidatarie del servizio, ed i ricavi reali ottenuti dalla bollettazione; la sopracitata differenza, in assenza delle misure di cui sopra, continuerà a crescere esponenzialmente, determinando con certezza il collasso economico – finanziario degli Enti Locali della Regione Siciliana.

Tanto di dovere nei confronti dell’Ente.

Dott. Ing. Antonio Latora

Assessore al Bilancio Comune di Regalbuto

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E’ l’ora dei Bertoladri Mazzette da Roma a Milano

di Marco Travaglio

Più intercettazioni escono, più si capisce perché le vogliono abolire. Non c’è niente di meglio che ascoltare la nostra classe dirigente, anzi digerente, e i nostri imprenditori, anzi prenditori, per capire da chi siamo governati. Eppure, grazie alle inchieste di EspressoRepubblicaAnnozeroReportIl Fatto, chi fossero Bertolaso e la sua band si poteva intuirlo.

Solo un’informazione serva e salivare poteva scambiare questo bluff semovente, travestito da calciatore della Nazionale, per “un servitore dello Stato nel mirino dei giudici” (VespaPompaPompa), “il virgilio delle catastrofi, la straordinaria normalità, jeans&polo, voce piana e forte appeal, l’uomo che piace a tutti tranne che ai magistrati che provano a inzaccherargli la divisa” (Mario GiordanoLiberoanzi Occupato), “un efficace organizzatore” (Sergio RomanoPompiere della Sera), “un tecnico capace ed efficiente” (Littorio Feltri, il Geniale), “l’homus berlusconianus (sic), quello del ‘basta con le chiacchiere’, della politica del fare, dei metodi spicci, lo zar di tutte le emergenze” (Peppino CaldarolaIl Riformatorio), “un uomo che fa del bene e quindi viene perseguitato” (il Banana).

Ora, grazie alle intercettazioni, anche i non vedenti e i non scriventi sanno chi è e di chi si circonda: un cenacolo di stilnovisti che, molto fisionomisti, si autodefinivano “cricca di banditi”, “immersi in un liquido gelatinoso ai limiti dello scandalo”, “combriccola”, “gente che ruba tutto il rubabile”, “bulldozer”, tipi “da carcerare”. Infatti sono stati accontentati. Siccome anche la toponomastica ha un peso, l’appaltatore-elemosiniere di Bertolaso, Diego Anemone, risiede in via Regalìa: più che un indirizzo, una vocazione. Infatti, per rastrellare contanti per gli incontri con San Guido, si rivolgeva a un prete, don Evaldo, per gli amici “don Evà”. Ma le mazzette erano soprattutto in natura, ultima evoluzione di Tangentopoli: fuoriserie e aerei a sbafo, ristrutturazioni e divani gratis, escort e massaggi tutto compreso, assunzioni di figli e domestici. Ecco, la famiglia prima di tutto: Angelo Balducci, uno dei BertoBoys, tenta di piazzare il figlio: “Compie 30 anni e io mi chiedo come padre: che ho fatto per lui? Un cazzo”.

Un genitore esemplare. La regola è non pagare mai il conto: quando Anemone in versione marina organizza soggiorni all’Argentario per Carlo Malinconico, segretario generale di Palazzo Chigi e poi presidente degli Editori di giornali, precisa: “Mi raccomando, non è che si distraggono e gli fanno il conto!”. Non sia mai. In altre telefonate sembra di riascoltare i furbetti del quartierino. Fazio: “Ho messo la firma”. Fiorani: “Tonino, sono commosso, io ti ringrazio… ho la pelle d’oca… ti darei un bacio sulla fronte ma non posso farlo… prenderei l’aereo e verrei da te, se potessi”. Ora un altro dei BertoBoys, Fabio De Santis, meravigliosamente definito dalla burocratjia della Protezione civile “soggetto attuatore”, dice ad Anemone: “Dammi un bacio sulla fronte”. Anemone va un po’ più in giù: “Dove vuoi, pure sul culo se mi dai una buona notizia”. Altri ingredienti ricordano i sistemi di Bancopoli, Calciopoli e Parmalat, col controllo sulle sole variabili impazzite rimaste: non il Pd, figuriamoci, ma i pochi giornalisti e magistrati che ancora fanno il proprio mestiere. Il giornalista spione riferisce quel che sta per scrivere Fabrizio Gatti sull’Espresso, mentre – secondo l’accusa – il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro spiffera notizie agl’indagati (l’avevano già pizzicato nel caso Unipol, infatti coordinava le indagini sui grandi eventi). Completano il quadro le “ripassate” di Bertolaido a Francesca e a un’altra signorina (“una fisioterapista di mezza età”, garantisce il premier, sempre informatissimo), ma a scopo di “terapia” per “riprendermi un pochettino”. E aggiungono un tocco di berlusconianitudine al tutto (il listino del Beauty Salaria include il “trattamento fango”, 65 euro tutto compreso). Ce n’è abbastanza per l’immediata nomina di San Guido a ministro, con legittimo impedimento incorporato: un Bertolodo.

da Il Fatto Quotidiano del 12 febbraio 2010

L’ordinanza di custodia originale in Pdf

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Brunetta: il delirio di un nano che annega in una pozzanghera

more about “Nani al governo“, posted with vodpod

Colpo di stato? Forse ha ragione Di Pietro quando afferma che berlusconi farà la stessa fine di Saddam Hussein.  Se questo è un uomo? no, Brunetta è solo un nano che affoga in una pozzanghera!!…Di merda naturalmente!


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