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Regalbuto: Peppino Impastato ci siamo riusciti!!

Finalmente è ufficiale:  Il centro congressi / Auditorium Comunale,  sito nel Nuovo Quartiere S. Ignazio verrà intitolato a Peppino Impastato. Il tutto era partito da una petizione su Facebook per dare una risposta civile a chi, come il sindaco di Ponteranica (BG) e il Comune di Bergamo, aveva deciso di oltraggiarne la memoria di Peppino Impastato.

L’evento si terrà venerdì 3 dicembre 2010, alle ore  19.00.00, in occasione del debutto nella struttura a lui intitolata del cineforum CINETERRA. Ci auguriamo che gli organizzatori scelgano come primo film in programmazione proprio ” I Cento Passi“.

Un grazie va al Sindaco Gaetano Punzi a nome di tutto il gruppo “Anche Regalbuto vuole una strada per Peppino Impastato”  Un ringraziamento particolare lo devo al consigliere Francesco Bivona che ha creduto sin dall’inizio a questa iniziativa.

Adesso vi aspettiamo numerosi, l’invito ovviamente è rivolto a tutti, società civile e partiti politici di qualsiasi schieramento. Contiamo sulla vostra sensibilità!

Grazie a tutti!

Per chi possiede un account su Facebook e volesse confermare la presenza ecco la pagina dell’ evento

http://www.facebook.com/event.php?eid=147131892001555

Vito Cardaci

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LE AGENDE ROSSE TORNANO A PALERMO CON PAOLO BORSELLINO

E’ passato un anno da quando ci siamo ritrovati tutti a Palermo, in via D’Amelio, per impedire che quel luogo reso sacro dal sacrificio di Paolo e dei suoi ragazzi venisse ancora una volta profanato.
Profanato dagli avvoltoi che, tornando sulla scena del delitto, arrivavano come ogni anno ad assicurarsi che Paolo fosse veramente morto. Ad assicurarsi che non potesse più mettersi di traverso rispetto ad una ignobile trattativa stretta tra Stato e antistato. Ad assicurarsi che potessero continuare a godere i frutti di quel patto scellerato e continuare a pagare le cambiali contratte per concludere quel patto.
L’anno scorso, in via D’Amelio abbiamo per la prima volta stretto in mano e levato al cielo le nostra Agende Rosse e per la prima volta nessun rappresentante delle Istituzioni ha avuto il coraggio di arrivare in quella via.
Nessuno di loro è venuto a deporre quelle corone di fiori che non avremmo accettato fossero poste davanti alle foto di Paolo, di Agostino, di Claudio, di Emanuela, di Vincenzo, di Walter, i nostri eroi. Se qualcuno di loro fosse arrivato lo avremmo dirottato su una riproduzione della tomba di Vittorio Mangano, il loro eroe.
Con quelle Agende Rosse siamo stati nell’atrio della Facoltà di Giurisprudenza, dove Paolo ha vissuto quattro degli anni della propria giovinezza, preparando quegli esami che lo avrebbero portato a diventare il più giovane magistrato d’Italia.
Siamo saliti, levando le nostre grida di rabbia, lungo le rampe assolate che portano al Castello Utveggio, sul monte Pellegrino.
Da lì abbiamo visto con i nostri occhi come chi ha azionato il detonatore che ha provocato la strage potesse, ad occhio nudo, vedere, davanti al portone di Via D”Amelio, il Giudice Paolo suonare il campanello del casa dove lo aspettava sua madre.
Con quelle Agende Rosse siamo stati in via D’Amelio, nell’ora della strage, quando è calato il silenzio e ciascuno di noi ha potuto sentire battere forte il proprio cuore e, nel battito del cuore degli altri ha riconosciuto il battito del cuore di Paolo e dei suoi ragazzi. Ancora con quelle Agende Rosse abbiamo percorso a piedi le strade di Palermo fino ad arrivare nelle strade della Kalsa, in piazza Magione. Quella piazza, quel quartiere dove Paolo e Giovanni si sono affacciati alla vita e sono poi cresciuti insieme con tanti di quei ragazzi che poi la vita avrebbe portato nelle mani di quelli che sarebbero stati i loro assassini.
Con quelle Agende Rosse siamo stati davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo a gridare la nostra solidarietà ed il nostro affetto a quei magistrati per i quali oggi, con le stesse Agende Rosse in mano e nel cuore, ci siamo costituiti in Scorta Civica in loro appoggio ed a loro protezione.
Con le stesse Agende Rosse in mano e nel cuore siamo stati poi, per tutto questo anno che è trascorso da allora, in tanti incontri, in tante città, dovunque fosse necessaria la nostra rabbia, la nostra voglia di Verità e di Giustizia, o il nostro amore.
Siamo stati a Roma, a L’Aquila, ancora a Palermo nelle vicinanze del Natale e abbiamo riempito l’olivo di Via D’Amelio di foglietti rossi con i nostri pensieri per Paolo, a Torino, a Napoli, a Pescara, a Cinisi, in tante altre città, in tanti altri incontri, in tante altre battaglie.
Ora è passato un anno e Paolo ci chiama ancora una volta nel posto dove ha guardato l’ultima volta il cielo azzurro di Palermo, dove il suo sangue si è mescolato a quello dei suoi ragazzi, dove qualcuno ha sottratto dalla sua borsa quell’Agenda Rossa che è diventata il nostro simbolo.
Tante cose sono cambiate in questo anno, il nostro paese sta sempre più scivolando verso il baratro di un regime, la nostra Costituzione viene sempre più messa sotto tiro e chi ne dovrebbe essere il garante è sempre più preda della sua ignavia, i magistrati sono sempre più attaccati e vilipesi ma nonostante questo alcuni di loro, a Palermo e a Caltanissetta stanno forse per togliere il velo che finora ha impedito di arrivare ai mandanti occulti delle stragi del ’92 e del ’93.
Dei nuovi collaboratori di Giustizia stanno parlando con i magistrati, tanti personaggi hanno improvvisamente, a 17 anni di distanza, riacquistato barlumi di memoria e cominciano a fare delle ammissioni sulla “trattativa”.
Solo uno, Nicola Mancino, continua a fingere di non ricordare ma forse dovrà presto scavare nella propria memoria davanti ai magistrati.
Noi siamo pronti per rispondere alla chiamata di Paolo, saremo a Palermo il 17, il 18, chi potrà, e il 19 tutti perché Paolo ha bisogno di noi, ancora una volta Palermo si riempirà delle nostra Agende Rosse e delle nostra grida di incitamento alla RESISTENZA.

Salvatore Borsellino

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Alan Parsons Project: Scomparso Eric Woolfson

La notizia è del 2 dicembre 2009.  Oggi ho ricevuto la news letter  di Alan Parsons Project, dove si ricordava agli sbadati come me che un fondatore dello storico gruppo era deceduto per un male incurabile.  Apprendendo  della scomparsa di Eric Woolfson, la voce che tutti conoscono ma quasi nessuno ha mai visto in faccia, mi sono reso conto di come questa notizia sia passata in sordina.  Se un fan come me, che segue gli Alan Parsons Project  sin  dai primissimi album non ne è al corrente dopo più di un mese, chissà in quanti non sanno che Eric non c’è più.  Mi pareva doveroso ricordarlo su questo mio blog per rendere omaggio ad un uomo che ha scritto pagine memorabili di grande musica.

Chi è stato Eric Woolfson ( da Wikipedia)

L’esperienza con The Alan Parsons Project iniziò nel 1975 e si concluse nel 1990 con l’album Freudiana, che non figurò del Project, ma può considerarsi a tutti gli effetti tale.

Successivamente si dedicò alla composizione di diversi musical: Freudiana (1991), Gaudi (1996), Gambler (1997), Dancing with Shadows (2007).

Nel 2003 ha pubblicato un nuovo album dedicato ad Edgar Allan Poe dal titolo Poe: More Tales of Mystery and Imagination. L’album è strettamente legato al musical dal titolo Edgar Allan Poe che ha avuto la prima mondiale nei leggendari Abbey Road Studios e che è stato rappresentato in Germania nel corso del 2009.

Lo stesso anno è stato pubblicato un nuovo album dal titolo Eric Woolfson sings The Alan Parsons Project That Never Was che contiene 10 brani inediti in parte riconducibili a bozze di brani del periodo “project”; tale produzione è stata inizialmente pubblicata solo in versione “download” dal suo sito internet http://www.ericwoolfsonmusic.com

Eric Woolfson era membro della comunità ebraica di Glasgow ed è stato nei primi anni ottanta anche membro attivo dell’ora estinto Partito Socialdemocratico Inglese.

Si spegne la mattina del 2 dicembre 2009 a causa di un tumore.

CIAO ERIC EYE IN THE SKY

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Natale in casa Daniele Vito

Non si dà pace, Mariella Zotti. Cerca disperatamente di ottenere i contatti giusti per far emergere la propria storia e raccontarla al più grande pubblico possibile. C’è riuscita oltre un anno fa, ottenendo ampio spazio all’interno di una puntata della nota trasmissione “Mi manda Rai Tre”. E’ ancora quella la testimonianza ed il documento maggiormente chiaro e persuasivo su come la signora Zotti e la sua famiglia, coi suoi figli che sono ancora dei bambini, abbiano subito in ogni caso un’ingiustizia. Che questa sia stata causata in qualche modo da persone, finanzieri o comandanti delle Forze dell’Ordine piuttosto che semplici utenti di un’importante autostrada del Sud Italia, è questione che soltanto la magistratura potrà appurare ed accertare.

Con una grande forza e molta pazienza continua imperterrita a postare il suo grido di dolore e rabbia sul social network di Facebook  ”Giustizia per mio marito Daniele Vito.  Non passa giorno che Mariella, che mi pregio di avere tra le mie migliori amiche su Facebook, utilizzando  ogni mezzo di comunicazione: lettere al Presidente della Repubblica Napolitano e al Ministro della Giustizia Alfano; contatti febbrili con ogni tipo di organi d’informazione, dai quotidiani locali e nazionali alle testate giornalistiche online, passando anche per i liberi blog; interviste rilasciate in TV, come quella a SKYtg24, e video di denuncia messi online su YouTube.

Il processo presso il Tribunale di Benevento,  inizierà proprio mercoledì prossimo 16 dicembre 2009, con una prima udienza che rappresenta già la seconda puntata, in quanto il vero inizio di questo procedimento ha subito un rinvio negli scorsi mesi. Il processo è volto proprio a stabilire le cause dell’incidente che provocò la morte di Vito Daniele, in quella mattinata di venerdì 9 maggio 2008, ed a stabilire se responsabilità ci furono da parte del finanziere che effettuò il controllo e da parte del Comando di Avellino cui spetta la responsabilità per l’operato dei suoi componenti. C’è grande attesa non soltanto nella mente e nel cuore di Mariella Zotti, ma anche tra tutte quelle persone che fino ad oggi hanno sostenuto la sua battaglia e l’hanno fatta propria, solidarizzando con una persona che, dall’oggi al domani, si è trovata a dover combattere per ottenere verità e giustizia.

Ciao Mariella Ti Vogliamo Bene

Ulteriori info sul gruppo http://www.facebook.com/group.php?gid=61449207305&ref=nf

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Roberto Saviano Presidente del Consiglio

Un gruppo nato su Facebook che ha tutti i numeri per diventare importante. Mi piace pensare che questo si possa realizzare

saviano

Roberto Saviano

Ciao Roberto. ABBIAMO UN SOGNO.

In questi giorni di profondo cordoglio nazionale…per le morti di Stato e per la quasi morte della nostra democrazia…qualcosa si sta risvegliando nelle nostre coscienze.
Il popolo onesto e sensibile si sta mobilitando. Si aprono quotidianamente molte discussioni, si cercano alternative, si organizzano manifestazioni come quella del 5 di dicembre prossimo, si chiedono le verità da tempo nascoste sulle stragi di mafia e le recenti verità che si stanno già cercando di insabbiare. Ma in tutto questo contesto non si trova una alternativa comune, un movimento unitario, un nome. E da tutto ciò che nasce il NOSTRO SOGNO. Crediamo in te come uomo puro, dal cuore trasparente, che possa rappresentare tutti gli italiani seri ed onesti. Per questo abbiamo creato un gruppo su Facebook ed aspettiamo un tuo pensiero sulla nostra homepage.
Roberto pensaci bene. NON FARCI SMETTERE DI SOGNARE.
Grazie.

Barbara Barbariux  Italia Libera La Terra Di Mezzo

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