Archivio per la categoria Per non dimenticare
Dalla Parte Della Legalità
Pubblicato da Terra di Mezzo in Comune di Regalbuto, Iniziative, Per non dimenticare, Video il 23 maggio 2012
Non c’è stato uomo in Italia che ha accumulato nella sua vita più sconfitte di Falcone: bocciato come consigliere istruttore, bocciato come procuratore di Palermo, bocciato come candidato al CSM e sarebbe stato bocciato anche come procuratore nazionale antimafia se non fosse stato ucciso. Eppure ogni anno si celebra l’esistenza di Giovanni come fosse stata premiata da pubblici riconoscimenti o apprezzata nella sua eccellenza. Un altro paradosso. Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità.
Ilda Boccassini
Oggi più che mai, dopo il vile attentato di Brindisi, dobbiamo essere consapevoli che “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.”
LE AGENDE ROSSE TORNANO A PALERMO CON PAOLO BORSELLINO
Pubblicato da Terra di Mezzo in amici, Antimafia, cronaca, cultura, informazione, Iniziative, La Prescrizione Breve, Lodo Alfano, Per non dimenticare, persone care, politica il 8 luglio 2010
E’ passato un anno da quando ci siamo ritrovati tutti a Palermo, in via D’Amelio, per impedire che quel luogo reso sacro dal sacrificio di Paolo e dei suoi ragazzi venisse ancora una volta profanato.
Profanato dagli avvoltoi che, tornando sulla scena del delitto, arrivavano come ogni anno ad assicurarsi che Paolo fosse veramente morto. Ad assicurarsi che non potesse più mettersi di traverso rispetto ad una ignobile trattativa stretta tra Stato e antistato. Ad assicurarsi che potessero continuare a godere i frutti di quel patto scellerato e continuare a pagare le cambiali contratte per concludere quel patto.
L’anno scorso, in via D’Amelio abbiamo per la prima volta stretto in mano e levato al cielo le nostra Agende Rosse e per la prima volta nessun rappresentante delle Istituzioni ha avuto il coraggio di arrivare in quella via.
Nessuno di loro è venuto a deporre quelle corone di fiori che non avremmo accettato fossero poste davanti alle foto di Paolo, di Agostino, di Claudio, di Emanuela, di Vincenzo, di Walter, i nostri eroi. Se qualcuno di loro fosse arrivato lo avremmo dirottato su una riproduzione della tomba di Vittorio Mangano, il loro eroe.
Con quelle Agende Rosse siamo stati nell’atrio della Facoltà di Giurisprudenza, dove Paolo ha vissuto quattro degli anni della propria giovinezza, preparando quegli esami che lo avrebbero portato a diventare il più giovane magistrato d’Italia.
Siamo saliti, levando le nostre grida di rabbia, lungo le rampe assolate che portano al Castello Utveggio, sul monte Pellegrino.
Da lì abbiamo visto con i nostri occhi come chi ha azionato il detonatore che ha provocato la strage potesse, ad occhio nudo, vedere, davanti al portone di Via D”Amelio, il Giudice Paolo suonare il campanello del casa dove lo aspettava sua madre.
Con quelle Agende Rosse siamo stati in via D’Amelio, nell’ora della strage, quando è calato il silenzio e ciascuno di noi ha potuto sentire battere forte il proprio cuore e, nel battito del cuore degli altri ha riconosciuto il battito del cuore di Paolo e dei suoi ragazzi. Ancora con quelle Agende Rosse abbiamo percorso a piedi le strade di Palermo fino ad arrivare nelle strade della Kalsa, in piazza Magione. Quella piazza, quel quartiere dove Paolo e Giovanni si sono affacciati alla vita e sono poi cresciuti insieme con tanti di quei ragazzi che poi la vita avrebbe portato nelle mani di quelli che sarebbero stati i loro assassini.
Con quelle Agende Rosse siamo stati davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo a gridare la nostra solidarietà ed il nostro affetto a quei magistrati per i quali oggi, con le stesse Agende Rosse in mano e nel cuore, ci siamo costituiti in Scorta Civica in loro appoggio ed a loro protezione.
Con le stesse Agende Rosse in mano e nel cuore siamo stati poi, per tutto questo anno che è trascorso da allora, in tanti incontri, in tante città, dovunque fosse necessaria la nostra rabbia, la nostra voglia di Verità e di Giustizia, o il nostro amore.
Siamo stati a Roma, a L’Aquila, ancora a Palermo nelle vicinanze del Natale e abbiamo riempito l’olivo di Via D’Amelio di foglietti rossi con i nostri pensieri per Paolo, a Torino, a Napoli, a Pescara, a Cinisi, in tante altre città, in tanti altri incontri, in tante altre battaglie.
Ora è passato un anno e Paolo ci chiama ancora una volta nel posto dove ha guardato l’ultima volta il cielo azzurro di Palermo, dove il suo sangue si è mescolato a quello dei suoi ragazzi, dove qualcuno ha sottratto dalla sua borsa quell’Agenda Rossa che è diventata il nostro simbolo.
Tante cose sono cambiate in questo anno, il nostro paese sta sempre più scivolando verso il baratro di un regime, la nostra Costituzione viene sempre più messa sotto tiro e chi ne dovrebbe essere il garante è sempre più preda della sua ignavia, i magistrati sono sempre più attaccati e vilipesi ma nonostante questo alcuni di loro, a Palermo e a Caltanissetta stanno forse per togliere il velo che finora ha impedito di arrivare ai mandanti occulti delle stragi del ’92 e del ’93.
Dei nuovi collaboratori di Giustizia stanno parlando con i magistrati, tanti personaggi hanno improvvisamente, a 17 anni di distanza, riacquistato barlumi di memoria e cominciano a fare delle ammissioni sulla “trattativa”.
Solo uno, Nicola Mancino, continua a fingere di non ricordare ma forse dovrà presto scavare nella propria memoria davanti ai magistrati.
Noi siamo pronti per rispondere alla chiamata di Paolo, saremo a Palermo il 17, il 18, chi potrà, e il 19 tutti perché Paolo ha bisogno di noi, ancora una volta Palermo si riempirà delle nostra Agende Rosse e delle nostra grida di incitamento alla RESISTENZA.
Salvatore Borsellino
La verità sull’attentato a Falcone: inchiesta Repubblica.it
Pubblicato da Terra di Mezzo in Antimafia, cronaca, informazione, notizie, Per non dimenticare, politica, Pubblica Sicurezza, Regione Siciliana, Storia il 7 maggio 2010
Inchiesta italiana – A 20 anni di distanza capovolta la scena dell’agguato mafioso all’Addaura. Nel commando c’erano uomini dei servizi segreti. I poliziotti che salvarono il giudice furono uccisi. Di Attilio Bolzoni e Francesco Viviano
Regalbuto: Targhe ricordo in memoria di Vito Santangelo e Vito Saccone
Pubblicato da Terra di Mezzo in Comune di Regalbuto, cultura, Eventi a Regalbuto, informazione, Iniziative, Per non dimenticare, politica, Politica Locale, Regione Siciliana, Senza Categoria il 29 aprile 2010
Vito Santangelo e Vito Saccone. Per usare una frase fatta si potrebbe dire “due politici d’altri tempi”. Invece sono convinto che il loro modo d’agire e di interpretare la politica tornerebbe utile oggi più che mai come esempio per la classe dirigente attuale, spesso schiva e arrogante nei confronti del cittadino e degli elettori. Da dipendente comunale ho visto e conosciuto molti amministratori, di uno in particolare, ricordo la dedizione e la silenziosa operosità: Vito Saccone, persona mite che non faceva mai pesare a nessuno la sua carica politica. Di Vito Santangelo invece, oltre ai suoi lucidi interventi politici, ricordo i suoi racconti di antifascista che gli costarono anche il carcere. Nella vecchia trattoria, dietro un buon bicchiere di vino, Don Vito Santangelo riusciva a tenerci incollati alla sedia per ore e ore, senza mai annoiarci.
Due targhe ricordo del comune in memoria di due amministratori municipali: Vito Santangelo e Vito Saccone
In apertura della seduta del Consiglio Comunale di questa sera il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Meli ha voluto ricordare le figure di due amministratori venuti a mancare recentemente.
“Uomini semplici e di grande impegno politico” ha sottolineato il Consigliere Vito Maida che durante la seduta ha parlato dei suoi compagni di antica data con i quali condivise fervore politico e fare amministrativo.
E’ stato commovente l’escursus storico in cui, parlando del consigliere Vito Santangelo, ha esposto momenti salienti dalla storia di Regalbuto, come l’appello lanciato presso il cinema Piemonte dall’On. Finocchiaro Aprile con la proposta di fare diventare la Sicilia la 49° stella della bandiera americana; la morte di Santi Milisenna, segretario provinciale della CGIL, avvenuta proprio davanti l’abitazione del consigliere Santangelo. E’ stata ricordata, ancora, anche la lotta dell’occupazione delle terre a Regalbuto da parte dei contadini quando in contrada “lupacchiuni” furono fermati i sindacalisti Peppino Bentivegna e Giuseppe Milici da parte dei “celerini” e, solo l’intervento alla calma di Salvatore Roccella e dello stesso Santangelo della camera del lavoro, impedì lo scoppio di incidenti. Pertini difese civilmente i contadini siciliani mentre questi, con le loro lotte, pareggiavano i conti con i lavoratori del nord che avevano contrastato la repubblica di Salò.
Questa pagina di storia tracciata da persone umili, coerenti e di grande altruismo permise di scrivere lo Statuto siciliano.
Vito Santangelo, ha ricordato sempre il consigliere Maida, venne apprezzato per l’impegno profuso nel comune, per la realizzazione dell’asilo nido, della casa per gli anziani, la viabilità rurale e il primo mercato settimanale. Durante l’intervento il consigliere Maida ha evidenziato anche le doti umanitarie del consigliere Saccone, sempre presente nella vita amministrativa del comune.
A conclusione degli interventi il figlio di Santangelo, Franco, nel ringraziare ha detto: “ Nel momento in cui il nostro paese attraversa momenti difficili, sentire in consiglio comunale suonare le campane della memoria anziché le campane della morte, spero sia di grande auspicio.
Italia: un paese storicamente fascista!
Pubblicato da Terra di Mezzo in agitazioni, Antimafia, Crisi economica, cronaca, cultura, Eventi a Regalbuto, informazione, La Prescrizione Breve, Lodo Alfano, notizie, Per non dimenticare, politica, Politica Locale, Tradizioni il 18 marzo 2010
Un articolo pubblicato su questo blog il 5 maggio del 2009 a firma di Landrù, “Regalbuto un paese storicamente di destra” destò molto clamore nell’opinione pubblica. Qualcuno parlò di “ricostruzione molto forzata e approssimativa”, altri sostenevano che quasi la totalità della popolazione era fascista più per bisogno che per ideologia, altri ancora parlarono di un articolo pretestuoso, fazioso e in mala fede, volto solo a distorcere la realtà storica locale per eccitare gli animi all’odio sociale. In questi giorni sul web sta girando uno scritto di Elsa Morante del 1945. Ve lo giro con affetto…
«Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare».
Elsa Morante, Opere, vol. I, Mondadori (Meridiani), Milano 1988, L-LII


Commenti recenti