Archivio per la categoria Francis S.p.A.
La Chiesa risolverà mai i nostri problemi?
Pubblicato da Terra di Mezzo in Crisi economica, Francis S.p.A., Iniziative, notizie, Religione il 20 novembre 2011
Scuola: lettera vescovi su ora religione. Invito a operare insieme per dare a giovani questa opportunità. Se queste sono le opportunità che la Chiesa intende dare ai giovani, non posso che riconfermare per l’ennesima volta la formula anacronistica con la quale la Chiesa si pone in un momento così critico per l’intera umanità e per l’Italia.
Vanno proprio a briglia sciolta e tutti hanno una soluzione a dir poco imbarazzante su come amare il prossimo: Rai uno: la suora in trasmissione ci informa che con il costo di una scatoletta di CIBO PER CANI si SFAMA UN BAMBINO in un paese del terzo mondo… Va bene, non c’è scampo.
Allora adesso faccio una proposta decisamente poco provocatoria e di facile attuazione: In Grecia, la chiesa ortodossa greca sarebbe pronta a cedere parte del suo immenso patrimonio immobiliare per aiutare il paese a risollevarsi dalla la grave crisi economica che sta minacciando seriamente la sua permanenza nell’euro, in Italia manco a dirlo,IL VATICANO NON PAGA ICI, IRPEF, IRES, IMU, TASSE IMMOBILIARI E DOGANALI, MA NEANCHE GAS, ACQUA E FOGNE. E’ TUTTO A CARICO DEI CONTRIBUENTI ITALIANI. Possiede quasi il 30% del patrimonio immobiliare Italiano e con l’8 per mille toglie quasi 1 Miliardo di Euro all’anno all’Italia… Ragion per cui, tenendovi ben stretti i vostri beni, vi propongo uno scambio etico:
Con lo I.O.R. (Istituto per le Opere Religiose), ovvero la banca centrale del Vaticano che è allo stesso tempo riconosciuto come un istituto di credito ordinario, vi chiedo di rilevate tutte le aziende in crisi che stanno chiudendo e buttando sull’astrico migliaia di persone; Il vaticano vanta le migliori menti illuminate, forma i migliori manager di tutti i tempi, per cui credo che un “prete manager” che rilevasse la francis di Regalbuto per esempio, con capitale reale e stipendi pagati puntualmente, risolleverebbe si le sorti di questa città che muore lentamente. Oppure si può pensare a delle cooperative dove lo I.O.R. con studi di settore mette su delle vere e proprie aziende produttive.
Io la butto così, in maniera molto ordinaria perché voglio che tutti capiscano di cosa stiamo parlando: Le banche non fanno più credito alle aziende? Ebbene, pensateci voi con la vostra banca che di crisi non ne conosce, farete si un’opera religiosa, nonché un grande affare, e per una volta sarebbe un affare cristiano…
Francis: Lettera aperta al Prefetto
Pubblicato da Terra di Mezzo in agitazioni, Carnevale di Regalbuto, Comune di Regalbuto, Crisi economica, cronaca, Eventi a Regalbuto, Francis S.p.A., informazione, Iniziative, notizie, politica, Politica Locale, Provincia di Enna, Ricevo e pubblico, solidarietà il 9 febbraio 2010
Lettera aperta a Sua Eccellenza il Prefetto di Enna
Eccellenza siamo i lavoratori del gruppo FRANCIS che vogliamo formalmente ringraziarla per averci prontamente convocato al primo sollecito della nostra OO. SS. Abbiamo aspettato con ansia questo incontro che era stato concordato, ben tre mesi fa, nel Consiglio Comunale Straordinario svoltosi a Regalbuto in presenza del Presidente della Prov. Reg. di Enna. Riteniamo che oramai la situazione del gruppo FRANCIS S.p.A. ampiamente dibattuta nei precedenti incontri è nota alla suddetta Prefettura. Ma riteniamo opportuno mettere a conoscenza anche Lei delle vicissitudini che questo gruppo ha vissuto dalla sua costituzione ad oggi, visto che nell’incontro consumatosi in data 28/01/2010 non abbiamo avuto la possibilità di poter esprimere le nostre istanze, così come ha potuto fare ampiamente il legale rappresentante del gruppo FRANCIS. L’avventura della FRANCIS inizia circa 35 anni fa, ma raggiunge l’apice sia in termini produttivi che finanziari all’inizio degli anni 90, con l’avvento della gestione del geom. Saitta che puntando principalmente sui finanziamenti pubblici (legge 488/92 8° bando ordinario regione Sicilia del 2000 e 11° bando ordinario del 2001) e su contratti di lavoro innovativi sottoscritti solamente dalla CONFSAL (che hanno come obiettivo la riduzione di circa il 30% del costo del lavoro) la FRANCIS diventa capofila di un distretto della gomma-plastica particolarmente vivace nel territorio di Regalbuto.
Dopo questi brevissimi cenni storici della nostra azienda, visto che l’incontro sopracitato si è consumato in tempi particolarmente ristretti consentendo di raggiungere un accordo fortemente voluto dall’azienda e dal rappresentante della OO.SS. UIL che non conta nessun iscritto fra i lavoratori e cosa ancor più grave non ha mai partecipato ai precedenti incontri di questa oramai lunga e travagliata vertenza. Noi lavoratori riteniamo necessario per inquadrare la situazione odierna, portare a Sua conoscenza le contraddizioni che rileviamo:
- L’azienda lamenta disponibilità di cassa per far fronte alle nostre spettanze, ma non appena i lavoratori accennavano di adire per vie legali, venivamo immediatamente pagati.
- L’azienda dice di non avere più commesse, ma di contro ci chiedeva di svolgere più ore di lavoro giornaliero più il sabato.
- L’azienda afferma di aver precluso l’accesso al credito, trovandosi a suo dire in difficoltà economiche, ma in cambio di ricorrere alla c.i.g.o. e/o alla c.i.g.s. ha optato direttamente per la mobilità, cioè al licenziamento, strumento particolarmente oneroso per le casse dell’azienda.
- L’ azienda sostiene che lo status di azienda stagionale gli veniva oramai imposto dall’INPS. Ma nell’incontro, dall’intervento dello stesso rappresentante dell’INPS, emergeva che la caratteristica di stagionalità era in un certo senso voluta dall’azienda stessa.
- L’azienda negli ultimi anni ha sempre lamentato l’invasione del mercato asiatico, ma di contro ha volutamente importato prodotti pronti per la commercializzazione per far evidenziare ai propri clienti le differenze in rapporto di qualità/prezzo. Questa strategia aziendale mentre da un lato ha portato a notevoli profitti, dall’altro ha fortemente penalizzato la produzione non avvalendosi più della professionalità di noi lavoratori e quindi Il tutto faceva presagire che l’azienda più che alla produzione stesse puntando alla commercializzazione di prodotti provenienti dalle sopracitate aree geografiche tradendo lo spirito dei finanziamenti pubblici che di contro puntano ad incrementare l’occupazione.
- L’azienda nell’ultimo anno ha licenziato 50 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, affermando che non avrebbe ricevuto più nessuna commessa, ma di contro, le raccomandate recapitate ai lavoratori in questi giorni, offrono: riassunzioni con contratto a termine con decorrenza dal mese di febbraio e sino al 30/06/2010 o 31/07/2010.
Premesso tutto ciò, e visto che fino ad oggi abbiamo solo subìto impotenti le posizioni del geom. Saitta e non avendo potuto in nessun modo durante l’incontro consumatosi in Prefettura alla presenza del Presidente della prov-reg. di Enna e del Sindaco del Comune di Regalbuto nonché dei rap. degli uffici competenti e delle OO.SS. non ci rimane altro (visto che ci siamo sempre contraddistinti per non aver compiuto gesti eclatanti) che fare l’ultimo accorato appello a Ella, Prefetto di Enna, affinché l’accordo unilaterale raggiunto possa trovare accoglimento delle istanze che noi lavoratori abbiamo più volte illustrato ma senza trovare riscontri prima di ratificare il tutto all’U.P.L.
Sicuri che questo tavolo tecnico porterà a soluzione questa vertenza, rimaniamo in attesa di Sue comunicazioni.
Enna 08/02/2010
I lavoratori
Regalbuto: Partito Democratico Ultima Chiamata!
Pubblicato da Terra di Mezzo in Senza Categoria, Politica Locale, Eventi a Regalbuto, cultura, politica, informazione, notizie, agitazioni, Provincia di Enna, cronaca, Regione Siciliana, Crisi economica, Comune di Regalbuto, Parco tematico di Regalbuto, Francis S.p.A., Lodo Alfano, Iniziative, La Prescrizione Breve il 26 novembre 2009
Non è vero che a sinistra si litiga sempre. A differenza del partito di Berlusconi nel Pd il dialogo non è mai morto, almeno tra gli elettori, la società civile e coloro i quali come il sottoscritto non si riconoscono in un partito che si ostina a non voler cambiare rotta. La nota che ho ricevuto nella mia mail, scritta da Ferdinando Imposimato, più che illuminante è stata una conferma alle mie perplessità.
I partiti dovrebbero svolgere la funzione costituzionale di mediatori necessari tra individui e Stato. Nel pensiero dei costituenti, i partiti, legati dal vincolo antifascista e dal patto costituzionale, dovevano impersonare non solo la sovranità popolare ma anche la lotta per rendere sostanziale tale sovranità.
Continua Imposimato – Nel maggiore partito di opposizione , dopo la vittoria di Pierluigi Bersani, ha fatto capolino, in modo occulto, l’adesione alle riforme volute dal premier: in primo luogo, il federalismo e il premierato forte del progetto Violante. La bozza dell’ex presidente della Camera vuole il Senato federale, maggiori poteri al premier e diretta connessione tra sovranità popolare e poteri dell’esecutivo. Una specie di repubblica presidenziale.
Che ne pensano gli iscritti? E i non iscritti ma votanti alle primarie? Che si pongono alcune domande: che fine farà il presidente della Repubblica? Quale l’incidenza del senato federale sulla Corte Costituzionale? E sulle leggi su questioni di competenza comune? Resteranno gli orrori della precedente riforma? Possiamo saperlo adesso o dobbiamo saperlo a cose fatte? Come avvenne l’altra volta? E che c’è di vero nell’apertura di D’Alema al Presidenzialismo? Che è la stessa, identica cosa detta da Silvio Berlusconi quando ha lanciato la proposta di un Presidente eletto dal popolo.
In conclusione. La politica del Partito Democratico non viene decisa dagli iscritti e dai simpatizzanti , ma coincide con la volontà dell’oligarchia di vertice !
Nel Pd ennese e di conseguenza in quello regalbutese, la situazione è cambiata profondamente, in peggio. Oggi come ieri proliferano i partiti-persona la cui unica funzione è quella di garantire la conservazione dei leaders, dei propri amici, di parenti stretti e dei clienti. E i loro vantaggi personali e non il bene comune. Si assiste alla desolante messa in scena di operazioni trasformiste e di riciclaggio di personale politico logorato, per dare l’impressione che tutto cambi affinché nulla cambi. La crescita dell’opposizione si realizza non con le riforme sbagliate e condivise col centro destra, ma con la giustezza delle battaglie contro le ingiustizie sociali. Da qui la conseguenza che non è più tollerabile la gestione autoritaria e arbitraria dei partiti da parte della leadership, non solo nell’area della maggioranza ma anche in quella della opposizione.
Allora che fare? L’apporto dei movimenti contro leggi liberticide è stato fondamentale, creando un clima favorevole alle decisioni della Corte Costituzionale che ha abrogato le leggi sulla immunità e altre leggi . Certo, nessuno pensa che i movimenti possano sostituire i partiti ed i sindacati che restano i pilastri della democrazia e delle conquiste dei lavoratori e con i quali occorre interagire. Sottoscrivendo in toto la proposta di Imposimato, ritengo che questi partiti debbano essere riformati, sotto la spinta dei movimenti. Essi possono ancora svolgere un ruolo politico fondamentale, divenendo la coscienza critica della opposizione, spingendo per un rinnovamento reale, per evitare che le cose restino come sono adesso.
Regalbuto: Lettera aperta di Alessandro Magno sulla Francis
Pubblicato da Terra di Mezzo in Comune di Regalbuto, cronaca, cultura, estate regalbutese, Eventi a Regalbuto, Francis S.p.A., informazione, notizie, politica, Politica Locale, Provincia di Enna, Pubblica Sicurezza, Regione Siciliana il 16 luglio 2009
Lettera aperta
Al di sopra delle nubi splende sempre il sole
La crisi economica che sta causando gravi disagi in diverse parti del mondo, ed in modo speciale nelle aree cosiddette “sottosviluppate”, che sta aggravando sensibilmente la situazione di tante famiglie che erano in precarie condizioni economiche, che sta rendendo insicuri numerosi posti di lavoro provocando la crescita del tasso di disoccupazione specialmente nel Sud, sta facendo sentire le sue conseguenze negative anche nella nostra comunità regalbutese. È sotto gli occhi di tutti la vicenda del gruppo FRANCIS (che in verità è cominciata alcuni anni fa). È una situazione di sofferenza che tocca tutte le parti coinvolte e, credo, l’intera collettività regalbutese. Quando una parte della comunità soffre è tutta la comunità a risentirne. Ma tutta la comunità deve anche riuscire a realizzare un cambiamento radicale delle proprie condizioni economiche e sociali. Non ci si può fermare ad atteggiamenti generici come quelli che si registrano in queste occasioni: indifferenza; critiche fino allo sproloquio; “se fossi io… saprei come aggiustare le cose… “ (!?), giudizi a destra e a manca, etc… Non voglio nascondere la tristezza – non solo mia – che questa crisi della FRANCIS sta provocando: c’è sofferenza nel gruppo imprenditoriale, c’è sofferenza nelle famiglie dei lavoratori coinvolti, c’è senso di smarrimento nelle istituzioni, c’è paura in chi detiene i cordoni della borsa (le Banche), e perché credo, si sia venuto a creare un muro contro muro – tra impresa e lavoratori – che non produrrà nulla di buono. Nonostante, però, le nuvole nere che si stagliano all’orizzonte vorrei ricordare a tutti che al di sopra delle nuvole splende sempre il sole. Per questo insieme alla tristezza che proviamo dobbiamo mettere in atto tutte le risorse di cui siamo capaci per preparare il ritorno del cielo sereno.
Il Papa nella sua ultima enciclica, Caritas in veritate, dice che il mondo soffre per “mancanza di pensiero” e che “serve un nuovo slancio del pensiero”. Il Papa vuole dare vigore alla riflessione sul futuro che sembra stentare e rassegnarsi all’ineluttabile. Anche noi nella nostra comunità dobbiamo ritrovare la forza di pensare nuove vie per migliorare le nostre condizioni di vita e per riprendere quello spirito imprenditoriale che già negli anni ’80 ha fatto di Regalbuto un esempio di sviluppo e di creatività di cui la FRANCIS era leader (i famosi 180 posti di lavoro!). Per fare questo credo sia necessario avere la consapevolezza di che cosa, nel frattempo, sia accaduto e liberarsi da una mentalità assistenzialista e della ricerca del “posto di lavoro” piuttosto che del lavoro. Desidero incoraggiare tutti gli imprenditori di Regalbuto, a cominciare da quelli del gruppo FRANCIS, ad impegnarsi per trovare, attraverso le loro capacità creative, nuove forme di lavoro o processi di conversione secondo le legittime esigenze del mercato; cosicché il mancato posto di lavoro di oggi possa diventare una nuova, concreta, non lontana prospettiva di impiego; desidero incoraggiare gli operai in difficoltà a non disperare e a provare a sperare in un futuro migliore anche attraverso la solidarietà di tutta la comunità. Desidero incoraggiare le autorità preposte a sostenere tutti gli imprenditori regalbutesi nella loro fatica di fare impresa, promuovendo un tavolo di riflessione creativa per esaminare le reali condizioni di lavoro a Regalbuto e pensare quali sono le opportunità che si potrebbero creare; di pensare al supermento del lavoro nero che vede far diminuire le garanzie di un futuro sereno a centinaia di persone e mette a repentaglio la sicurezza di tanti. Esorto, infine, le agenzie educative della nostra comunità, compresa la comunità ecclesiale regalbutese, a realizzare un programma di formazione alla mentalità del lavoro e alla cooperazione.
La nostra economia locale, come quella globalizzata dove la nostra si inserisce, per crescere, essere governata, produrre sviluppo, hanno bisogno di cultura, di visioni e di spirito.
Alessandro Magno


Commenti recenti