Archivio per la categoria Elezioni Provinciali Enna 2008

Si dimette il segretario provinciale del Pd Giuseppe Arena

Pur non condividendo a pieno il suo modo di operare, non si può certo parlare di un pessimo segretario.  Arena è forse stato troppo morbido quando era il momento di tirare fuori i denti. Chissà, forse troppo ingenuo per pensare di spuntarla con un mastino del calibro di “cappiddazzu”. Una cosa è certa: Il segretario che verrà dovrà fare i conti con un partito stanco di vedere sempre le stesse facce e sopratutto stanco delle beghe ennesi…

Il colpo di coda di Crisafulli non gioverà al PD, non gioverà a se stesso. L’ultima faida è la riprova che se questo partito vuole vivere di luce propria, deve chiudere definitivamente i ponti con certa gente. Il modello Enna sbandierato come gingillo in tutta italia è sempre stato uguale a questa memorabile scena del film “gli intoccabili” – Volete ancora fare parte di questa SQUADRA?

Enna. Rassegna le dimissioni il segretario provinciale del PD, avv.Giuseppe Arena, a fare traboccare il vaso le ultime vicende che riguardano l’elezione a Sindaco di Enna di Paolo Garofano, che ha estraniato dalla giunta la componente di Primavera Democratica.
Arena così scrive nella sua lettera, inviata al segretario regionale Lupo, alla deputazione nazionale e regionale e a tutti i componenti i del partito a livello provinciale:
“Rassegno le dimissioni dall’incarico di Segretario provinciale del Partito Democratico. Lo faccio dopo tre anni di lavoro e di impegno per la costruzione di una Nuova Casa Comune, il Pd, iniziati nell’indimenticabile giornata del 14 ottobre 2007, di cui mi rimarranno sempre due ricordi indelebili: la gioia e la speranza di cambiamento, stampate sui volti della nostra gente, e la grande fatica-felice di quel numeroso gruppo di uomini e di donne, giovani e meno giovani, che lavorarono quel giorno e in quei mesi con la speranza-certezza che avremmo cambiato l’Italia.
A quegli uomini e a quelle donne, ai tanti iscritti, ai militanti, ai Segretari di Circolo e ai dirigenti tutti va il mio personale ringraziamento, per la fiducia che mi è sempre stata dimostrata in questi anni.
E in questi tre anni ho lavorato, spesso in silenzio e fuori dai clamori della stampa, per un partito che sapesse farsi interprete delle sfide della contemporaneità, creando una identità nuova adeguata alla complessità, e lavorando alla semplificazione della vita politica e sociale del Paese.
Un partito aperto, dell’accoglienza e del confronto.
Un partito in grado di convincere le persone a ritornare a “partecipare”, con lo sguardo rivolto al futuro.
Un partito capace di esercitare un’ autocritica costruttiva da utilizzare come antidoto all’ arroccamento.
Ma devo registrare con grande amarezza che, nonostante la generosità di tanti, a quasi tre anni da quel 14 ottobre, il Pd ennese rischia di compiere un inspiegabile balzo indietro, che lo rende distante anni luce da quell’ambizione e da quel sogno.
Le vicende legate al comune di Enna, in cui si è consumata una frattura incomprensibile dopo il faticoso lavoro per giungere ad una candidatura unitaria, sono solo l’epilogo di un pericoloso arretramento, che rischia di spostare l’asse e la credibilità del Pd verso un’altra cosa. Dopo anni di gestione unitaria e condivisa, in cui lo scambio e il confronto non sono avvenuti in base al numero di tessere ma mettendo in rete idee, energie e sensibilità diverse verso un grande e condiviso obiettivo comune, che guardasse allo sviluppo e al rilancio del nostro territorio, qualcuno pensa di rispolverare una sterile logica del più forte, tanto distante dalla cultura riformista, per soddisfare una preoccupante “sindrome dell’asso piglia tutto”.
Non comprendendo che, così facendo, è lo stesso progetto del Pd ad essere messo in discussione, per lasciare spazio ad un partito in cui l’intervento dialettico è apprezzato soltanto quando è gregario e si cancella ogni spazio per l’ascolto di chi viene frettolosamente, e quasi con fastidio, liquidato come minoranza.
Sono fermamente convinto che un “progetto Pd” può esistere se ed in quanto tutte le diverse sensibilità, le diverse culture politiche e le diverse componenti si sentano ugualmente titolate ed egualmente responsabili nel realizzarlo.
Detto questo, “democraticamente”, e, mi si perdoni il neologismo, “demo-criticamente” passo il testimone al segretario che verrà, non rinunciando per un istante a continuare a lavorare, come ho fatto in questi anni, per quello che ho considerato, e continuo a considerare, il progetto più ambizioso dell’Italia degli ultimi vent’anni, finalizzato a far diventare il riformismo maggioranza nel Paese.
Progetto che, nella nostra provincia, ha sempre avuto una delle sue punte più avanzate.
Di quel progetto e di quella tensione unitaria è figlia la mia segreteria e, in un momento in cui entrambi vengono messi seriamente in discussione, sento il dovere di fare un passo indietro.
Non l’ho fatto fino ad oggi, nonostante avessi colto già alcuni mesi fa segnali in questa direzione, per senso di responsabilità nei confronti di tutti quei dirigenti e militanti che si spendono quotidianamente nei territori con grande generosità e spirito di servizio per dare corpo e sostanza a quell’ambizione e a quel sogno, e che spesso, negli ultimi tempi, mi manifestavano l’accorata preoccupazione per divisioni spesso percepite come incomprensibili.
Ma quella stessa responsabilità mi porta oggi a considerare conclusa la mia esperienza come Segretario, essendo venute meno le condizioni di unità e concordia che condussero alla mia elezione, unica in Sicilia ad essere confermata, dopo la fase costituente, dal voto dell’Assemblea provinciale.
L’auspicio è che questa mia scelta possa produrre un elemento di chiarezza, che aiuti il partito, in vista della stagione congressuale, a ritrovare le ragioni dell’unità, ritornando a quello spirito originario fatto di dialettica democratica e di pluralismo, che il “Popolo del Pd”, l’unico a cui abbiamo il dovere di rispondere, ci chiede ogni volta con maggiore forza.
Non farlo, oltre che essere un tradimento di quell’impegno, sarebbe un incomprensibile atto di miopia politica, che rischierebbe di vanificare lo straordinario patrimonio che il centrosinistra prima, e il Pd poi, hanno costruito in Provincia di Enna”.

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Regalbuto: Grande dibattito politico al congresso Pd

Il secondo congresso del PD di Regalbuto , ha avuto il pregio di dare l’opportunità non solo agli attivisti politici ma anche ai comuni cittadini di poter assistere ad un dibattito ( politico) fuori dall’aula consiliare , cioè fuori dall’istituzione cittadina che è organo diverso da un partito politico. Nella nostra città questo tipo di dibattiti sono diventati merce rara . La fine dei partiti ,la nascita dei troppi movimenti , la continua frammentazione sia degli uni che degli altri , provoca ciò che io chiamo volgarmente “ effetto predellino” . Qualche effetto nostalgico i partiti ( o meglio gli ex partiti) lo stanno provocando . Si avverte cioè l’esigenza che il dialogo si realizza solamente in presenza di ideali chiari a tutti . Il mio amico e compianto Prof Tanino D’Agostino , qualche anno fà nel descrivere la situazione dei partiti ( si era agli inizi del loro declinio ) definiva con il termine “ incolore “ , il pasticcio che si stava formando in Italia. Al PD di Regalbuto va dato merito che , seppur ancora incolore , almeno si prodiga per cercare di instaturare un dibattito politico nella nostra città . Altri partiti ciò non lo realizzano . Anzi . Se ne guardano bene ( alcuni ) . Ho ascoltato fino ad un certo punto gli interventi di saluto degli ospiti . Tutti assai interessanti e pertinenti . Sarei andato volentieri ad ascoltare anche quelli del pomeriggio , ma siccome credevo che fossero limitati ai soli iscritti al PD , mi sono astenuto . Belle e colorite anche le benevoli …..battute . “ Mi sento a casa mia – dichiarava il sindaco Punzi – “ …..e giù qualche risolino da parte di tutti …” Se dici così inizio a preoccuparmi …” rispondeva divertito il segretario del PD provinciale di Enna Giuseppe Arena . Non sono mancati neanche i toni velatamente minacciosi . Quando il segretario del PD Giuseppe Privitera ha dichiarato che in futuro “ nessuna alleanza potrà esserci con i componenti della maggioranza del governo della città …” di rimando il consigliere Romano ( udc) rispondeva di stare attento alle dichiarazioni affrettate “. Tutto comunque come nello stile dei congressi , quando cioè si realizza il confronto e il sano dibattito che arricchisce il fare politica. Però …..Non poteva mancare un però ? Credo ( però ) di aver capito anche dalle parole di saluto del segretario del PdL di Regalbuto , che si potrebbe realizzare un percorso che  vedrebbe in futuro una ipotetica alleanza elettorale per le prossime amministrative comunali tra i due partiti del PD e del PDL . La cosa non solo si coglieva durante gli interventi di saluto degli ospiti e nella …relazione del segretario del PD , ma pare che sia stato tra l’altro motivo di dibattito interno al PD  nel corso della ripresa dei lavori del pomeriggio . Un confronto che siamo certi caratterizzerà il corso dei  prossimi mesi  il dibattito tutto interno al PD . Molti però già domenica scorsa hanno storto il naso , molti coloro che invece sono favorevoli all’alleanza. Siamo ancora ben lontani dalle prossime comunali , ma la sensazione che si ha è che da domenica scorsa la corsa alle amministrative sia già iniziata. Riguarderà tutti  . Si pensi per esempio alle “ divisioni “ che ci sono anche in altri partiti e che potranno creare intrecci molto interessanti. E Regalbuto ? La nostra città ? Se ne parla ? No . E’ giusto dirlo . E’ giusto dire che se si esclude il consiglio comunale o la giunta dove giocoforza non si può fare solo politica , in genere si parla poco della nostra città e soprattutto del futuro di essa . Una città “ orfana del parco tematico “ che stenta a riprendersi dalla delusione . Questa città oggi avrebbe bisogno del sostegno di tutti . A questa città interessa solo l’essere progettata , programmata , curata , interessa che si discuta di come creare opportunità di lavoro , come difendere il lavoro . A questa città interessa programmare con le scuole il futuro , con le associazioni il presente . Questa città merita la nostra attenzione perché ha avuto ed ha ancora le potenzialità per crescere . In questa città sono nati cittadini illustri che hanno dato lustro alla politica , allo sviluppo sociale , che ne hanno progettato il futuro perché l’hanno amata . In questa città vivono cittadini che ancora l’amano e sono gelosi di essa.  A questa città non interessano le diatribe o le ripicche . A questa città non interessano più i cosiddetti “ volontari della politica “ , coloro cioè che “ salgono su un predellino “ ( il riferimento non è solo unidirezionale) e decidono di improvvisarsi politici con la P maiuscola   mentre sono e restano politici con la p minuscola. A questa città interessa che ci si unisca quando sono in gioco certi valori quando essa si impoverisce , quando i propri cittadini stentano a campare , quando sono in gioco i diritti dei suoi abitanti , a questa città non interessano le divisioni frutto della ipocrisia di chi crede di avere la soluzione per risolvere tutti i problemi . C’è bisogno cioè di un’altra Regalbuto . Perchè un altra Regalbuto è possibile.

Agostino Vitale

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Carnevale di Regalbuto 2010 – La sfilata dei Mini Capi

Tutti si chiedono che carnevale sarà quello di quest’ anno. La gestione dell’evento, pare sia ancora in alto mare. L’assessore al carnevale, Salvo Cardaci, non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito, e,  pare che non ci siano risorse sufficienti per far fronte alle aspettative.

Il Presidente del Consiglio Gianni Meli, imbeccato da un noto commerciante, pare abbia deciso in maniera arbitraria, di far autotassare tutti i commercianti con un gettone di circa mille euro cadauno per far si che si possa arricchire il montepremi.

A parte che il Consiglio Comunale non può entrare nel merito di decisioni di carattere amministrativo, la cosa sta facendo discutere e non poco i commercianti del paese.

La sensazione è quella che  l’edizione 2010, dal punto di vista organizzativo, stia facendo acqua da tutte le parti e che tanti protagonisti che nel passato hanno dato un contributo notevole al rilancio del carnevale, si stiano defilando per via di scelte non concertate o non condivise.

Certo è che dopo gli sforzi fatti negli anni per riportare in auge tale manifestazione, leggasi dirette televisive via satellite, passerelle e promozione a tappeto, è lecito chiedersi come mai nonostante le “colazioni di lavoro” tra il nostro Sindaco Gaetano Punzi e il Governatore Lombardo, (quel famoso filo diretto tra  Regione Siciliana e Comune di Regalbuto), non sia stato ancora possibile inserire il nostro Carnevale tra le manifestazioni di carattere regionale.

E’ possibile che avendo un altro filo diretto con la Provincia Regionale di Enna, (Pres. Monaco e Assessore Furia), non riusciamo ad alzare la voce al fine di tutelare la nostra manifestazione alla stessa stregua del palio dei Normanni o del Presepe di Agira?

Leggo da Wikipedia: Assumono particolare rilevanza nell’ambito dei festeggiamenti carnevaleschi a Regalbuto le sfilate dei carri allegorici, fabbricati dagli artigiani locali come comici lavori in cartapesta, dominati dalla componente fantastica, con personaggi di favole e fiabe, supereroi, animali fantastici ma anche piccanti caricature e punte di satira, il tutto immerso nei colori dei coriandoli volanti e delle ballerine che si esibiscono con la samba ed altri balli tipici latini, danzati in costumi variopinti tipici della sicilianità… Esistono Ancora??

Sempre da Wikipedia: L’elemento caratterizzante del carnevale di Regalbuto risiede, nonostante tutto, nelle danze tradizionali, assai fantasiose e divertenti, che affondano radici nelle cosiddette contradanze, esibizioni regalbutesi che ininterrottamente dall’inizio del Novecento hanno animato il carnevale cittadino… Esistono ancora??

Che a Regalbuto lo sport preferito sia quello di demolire è cosa risaputa, ma per fortuna,  il carnevale appartiene alla gente che come sempre saprà fare la differenza nel colorare la piazza con tutta la fantasia che,  nessun “mini capo” o tale,  può sognarsi di mettere in discussione.

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Enna: Indagato Assessore Provinciale Filippo Faraci

Filippo Faraci, assessore provinciale di Enna alle Infrastrutture, è indagato dalla procura di Enna perché, secondo quanto contenuto in un esposto di un dipendente della Provincia,  avrebbe richiesto mazzette per lavori pubblici da appaltare.

Faraci, assessore in quota Mpa, si è dimesso due giorni fa per “motivi personali”. La notizia è trapelata da ambienti politici. Indagano carabinieri e polizia. Nelle registrazioni allegate all’esposto Faraci chiederebbe una mazzetta per un lavoro, giustificandosi con il fatto che avrebbe dovuto sostenere spese per il matrimonio della figlia.

Fonte: SiciliaInformazioni.com

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Berlusconi: Si al parco di Regalbuto!

Questo progetto sarà il bastone della vostra vecchiaia

Questo progetto sarà il bastone della vostra vecchiaia

Regalbuto. C’è entusiasmo nella piccola comunità dell’ennese dopo il si incondizionato espresso da Silvio Berlusconi sulle sorti del mega progetto messo in dubbio in questi giorni dall’Assessore regionale all’industria Venturi, il quale, voleva dirottare le somme stanziate per il parco tematico per sostenere le imprese ed alcuni presidi industriali di vitale importanza per l’economia dell’Isola.

A nulla è valso l’incontro con il Ministro Claudio Scajola, a nulla sono valse le prese di posizione del Pd ennese. “Il Parco si farà”! La svolta in questa annosa vicenda, pare sia dovuta ad un suggerimento che il Presidente del Consiglio ha ricevuto da un lettore del Blog, ovvero la riconversione del progetto originariamente pensato come una nuova gardaland, in un mega bordello legalizzato, dove escort, pulle, rigorosamente di razza ariana, si faranno carico di intrattenere con prestazioni del tutto legalizzate gli utilizzatori finali. Per rendere possibile questo nuovo miracolo italiano, basterà che i finanziatori cambiano la destinazione d’uso dei terreni e la denominazione del progetto che da oggi, ufficialmente, prenderà il nome di: Pacchio Tematico, un vero percorso turistico basato sulle posizioni del kamasutra e sulla dottrina del Tandra, un tentativo di porre il kāma, il desiderio, in ogni suo significato, al servizio della libertà,  il tutto a prezzi veramente popolari.

Alla domanda di un giornalista di Repubblica che gli faceva notare come questo nuovo progetto è rivolto solo ad un pubblico adulto, il premier ha risposto:  “siete sempre i soliti comunisti, siete dei miopi intellettuali di merda se non riuscite a vedere  in tutto questo la vera grande occasione per le nuove generazioni del sud, che sapranno finalmente, dove dare via il culo senza nemmeno emigrare!”

MENOMALE CHE SILVIO C’E'!!

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