Archivio per la categoria Decreto Brunetta
La pausa pranzo: Un rito che blocca tutta l’Italia
Pubblicato da Terra di Mezzo in agitazioni, Antimafia, Comune di Regalbuto, Crisi economica, cronaca, cultura, Decreto Brunetta, Decreto Gelmini, Gossip, informazione, La Prescrizione Breve, Lodo Alfano, notizie, politica, Politica Locale, porcate dal mondo, satira, Senza Categoria il 23 novembre 2009
Premio speciale della giuria come miglior
del mese al ministro Gianfranco Rotondi, l’ultimo in ordine di tempo a spararsi la minkiata del giorno. “La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia”
Ebbene si, caro ministro, nemmeno a noi piace più la ritualità mafiosa di essere governati da pluripregiudicati, da nani e da sostitute da letto. Bloccano tutta l’italia e ci siamo rotti le palle!! La vostra lurida missione è quella si salvare il culo al premier? Bene, ma non rompete i coglioni!!! Ci siamo stancati di Brunetta che protegge i dirigenti, i superstipendiati, i burocrati e inveisce contro i lavoratori che soparavvivono con 900 sporchi euro al mese. Ci siamo stancati di parlamentari come STANCA che fanno il doppio lavoro con il doppio stipendio assentandosi per il 95,78 per cento delle votazioni. SPRECONI DI DANARO PUBBLICO!!!
Si ministro Rotondi, le nostre palle sono tonde al punto giusto. Chiuda il becco e se non vuole fare la pausa pranzo, tra una cazzata e l’altra, si faccia una Fiesta (quella che tenta tre volte tanto) …ammesso che il suo capo la inviti…
Regalbuto: Operazione trasparenza by Brunetta
Pubblicato da Terra di Mezzo in agitazioni, Comune di Regalbuto, Crisi economica, cronaca, cultura, Decreto Brunetta, Eventi a Regalbuto, informazione, notizie, politica, Politica Locale, Senza Categoria il 17 novembre 2009
Il sito web del Comune di Regalbuto, modello di trasparenza e quindi di legalità, dal 1 Gennaio 2008 pubblica per estratto tutti gli atti deliberativi adottati dalla Giunta e dal Consiglio, nonche’ le determinazioni sindacali e dirigenziali.
Renato Brunetta, quello delle elite di merda di sinistra, ma anche campione di assenze al Parlamento Europeo, definito da Massimo D’Alema “energumeno tascabile”, si è vantato spesso dei miracoli della sua riforma, tra cui addirittura il giuramento di lealtà alle istituzioni, pena il licenziamento.
Ridicolo, tutti abbiamo fatto il giuramento quando siamo stati assunti. Il mio Padrino è stato il Grande Saro “Mulinciana” davanti all’ allora segretario Comunale Saccone Giuseppe.
Se andiamo a vedere però la fantomatica rivoluzione Brunetta, vediamo che oltre all’arrosto, non c’è manco il fumo (e non è una novità). C’è solo la solita tendenza della destra a fare la voce grossa con i deboli e farsi piccoli piccoli (il ministro in questo è avvantaggiato) con i forti.
Ciò che emerge, infatti, è che le trattenute sullo stipendio per malattia saranno applicate solo ai dipendenti. Ai dirigenti, invece, tutto come prima.
Nel gennaio 2009, un chiarimento del ministero dell’Economia ha definito trattamento economico fondamentale per i dirigenti non solo lo stipendio tabellare (come per tutti i dipendenti), ma anche:
· retribuzione di posizione parte fissa;
· tredicesima mensilità;
· retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita;
· eventuali assegni ad personam;
· retribuzione di risultato, nella misura in cui l’attività svolta risulti, comunque, valutabile a tal fine.
Immediatamente sono scattate le conseguenti disposizioni interne che hanno dato disposizioni alle direzioni del bilancio, con effetto retroattivo dal 26 giugno 2008, ad effettuare il recupero delle somme sottratte ai dirigenti che si fossero nel frattempo assentati per malattia. (poverini)
Questo sistema di auto-tutela, ennesima violazione dell’art. 3 della Costituzione (oramai ci siamo abituati) preserva dai danni una categoria già privilegiata dalla storia e dalle recenti norme adottate da questa legislatura (fatevi un giro tra i dati delle retribuzioni dei dipendenti e quelle dei loro dirigenti).
Anzi, avanzo una proposta di GRANDE TRASPARENZA: Invito il Comune di Regalbuto a mettere on line Nome e Cognome dei Dipendenti, dei Dirigenti e le rispettive retribuzioni, ivi comprese missioni speciali e incarichi a scavalco… vediamo cosa ne pensano i nostri cittadini??
Insomma, come al solito, quando a tirar la cinghia dovremmo essere tutti, a farlo sono sempre i lavoratori, mentre ai vertici c’è sempre quella classe dirigente che non vuole mollare un’oncia delle proprie ricchezze e dei propri privilegi.
E’ proprio vero: Chi lavora crea ricchezza, chi fa politica realizza sprechi!!
Brunetta: Sparite le norme antifannulloni
Pubblicato da Terra di Mezzo in Comune di Regalbuto, Crisi economica, cronaca, cultura, Decreto Brunetta, Eventi a Regalbuto, Fotografia, informazione, notizie, politica, Politica Locale, Provincia di Enna, Regione Siciliana, satira il 25 settembre 2009

Grrrrrr, sono il più amato dagli animali
ROMA – Doveva essere la ‘rivoluzione’ del Pubblico Impiego. Ma, come sempre, alla rivoluzione è seguita la restaurazione. E così è stata silenziosamente abrogata con un decreto legge pubblicato l’1 luglio (poi diventato la legge n.102/2009) la normativa ‘antifannulloni’ varata l’anno scorso dal ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che prevedeva disposizioni penalizzanti per gli impiegati pubblici, tra le quali indennità di malattia ridotta, e fascia di reperibilità per i dipendenti in malattia estesa praticamente a tutta la giornata (con un’unica ‘ora d’aria’ dalle 13 alle 14).
Le fasce orarie di reperibilità sono tornate due di due ore ciascuna, la certificazione medica è stata nuovamente affidata al medico convenzionato, e sono state abrogate alcune delle norme che prevedevano penalizzazioni economiche. Ai dipendenti pubblici e ai loro sindacati non è rimasto che chiedersi, come fa per esempio la Flp, “perché quando sono state introdotte certe norme, come la reperibilità di 11 ore al giorno in caso di malattia, lo si è fatto con le “fanfare”, tuonando contro i dipendenti pubblici assenteisti e fannulloni e ora che fa marcia indietro il ministro Brunetta non rilascia nemmeno una misera dichiarazioncina alla stampa?”.
Forse perché il provvedimento era ampiamente incostituzionale, obiettano i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl. “Noi abbiamo chiesto fin dal nostro congresso di maggio al ministro Brunetta di tornare indietro e di rendere omologate al privato tutte le regole del pubblico – dice Giovanni Faverin, segretario Cisl-Funzione Pubblica – Le norme ora abrogate erano frutto di un eccessivo accanimento con il controllo, stavano in una logica di pressione dell’opinione pubblica”.
“Le norme precedenti sono state ripristinate a seguito alle pressioni di noi sindacati – conferma Giovanni Torluccio, segretario della Uil Funzione Pubblica – che abbiamo subito denunciato la nuova normativa come punitiva e illogica”. “Si conferma il fatto che avevamo ragione quando parlavamo di ‘Tanto rumore per nulla’”, dice ironicamente Carlo Podda, segretario della Cgil Fp.
E adesso? Adesso è tutto come prima, peggio di prima, denunciano i sindacati. “Dopo oltre un anno di annunci mediatici – rileva amareggiato Podda – i cittadini e le imprese possono purtroppo vedere che laddove i servizi funzionavano più o meno bene continuano a farlo, e così là dove funzionavano male. Semmai c’è il rischio che, con tutti i tagli fatti dal governo, anche là dove le cose funzionavano non troppo male adesso vadano peggio. E invece c’è bisogno di una Pubblica Amministrazione che funzioni, e noi sindacati, a differenza di quello che dice il ministro, abbiamo tutto l’interesse perché funzioni davvero”.
“Prima di mettere mano a questa materia in modo così ideologico – aggiunge Torluccio – scatenando la campagna mediatica contro i fannulloni, avrebbe dovuto verificare cosa davvero non funziona nella PA e in particolare nei dirigenti, nella politica che mette le mani dappertutto. Interessi profondi e molto concreti, altro che i dipendenti fannulloni. Adesso la sua campagna pubblicitaria gli si sta rivoltando contro. E infatti gli ultimi dati che sono usciti sull’incidenza delle malattie fanno vedere che ad agosto c’è stato un aumento”.
“Da parte nostra – conclude Torluccio – dopo questa vicenda rimane la sgradevolissima sensazione di un ministro che non incide in alcun modo sui problemi veri della P.A., che non ha alcuna intenzione, per esempio, di intervenire sugli sprechi e sulle consulenze (i cui costi si aggirano intorno ai due miliardi annui)”. Fonte Repubblica.it
(25 settembre 2009)
Brunetta: il delirio di un nano che annega in una pozzanghera
Pubblicato da Terra di Mezzo in Antimafia, Comune di Regalbuto, Crisi economica, cronaca, cultura, Decreto Brunetta, Decreto Gelmini, informazione, notizie, politica, porcate dal mondo, Pubblica Sicurezza, Regione Siciliana, satira, Senza Categoria, Spazzatura, Tecno, Televisione, Video il 19 settembre 2009
Colpo di stato? Forse ha ragione Di Pietro quando afferma che berlusconi farà la stessa fine di Saddam Hussein. Se questo è un uomo? no, Brunetta è solo un nano che affoga in una pozzanghera!!…Di merda naturalmente!
A PROPOSITO DI LAVORO E DI LAVORATORI…
Pubblicato da Terra di Mezzo in agitazioni, amici, Antimafia, Comune di Regalbuto, Crisi economica, cronaca, cultura, Decreto Brunetta, estate regalbutese, Eventi a Regalbuto, Fotografia, informazione, notizie, politica, Politica Locale, Provincia di Enna, Regione Siciliana, Ricevo e pubblico il 5 luglio 2009
Il mercato del lavoro, negli ultimi anni, ha subìto notevoli mutamenti con l’introduzione di nuove leggi (flessibilità) che tendono a non riconoscere alle nuove generazioni le tutele riconosciute alle generazioni precedenti.
Per lavoro flessibile si intende il passaggio da un rapporto di lavoro regolato dall’assunzione, con le relative norme che salvaguardano il lavoratore e rendono difficile il suo licenziamento, alla possibilità di instaurare nuove forme di prestazioni d’opera caratterizzate appunto dalla flessibilità. Alcune forme di lavoro flessibile sono: il contratto a tempo determinato in cui il datore di lavoro per adattare meglio la prestazione lavorativa alle sue specifiche esigenze può assumere personale fissando la scadenza del rapporto di lavoro; Il lavoro intermittente, o a chiamata, in cui un lavoratore offre la propria disponibilità a essere chiamato dall’azienda in caso di bisogno; il lavoro ripartito, o a coppia, che prevede la condivisione della prestazione lavorativa da parte di due lavoratori che si spartiscono così la retribuzione; il contratto di somministrazione di lavoro che permette all’azienda di affittare lavoratori presso agenzie specializzate.
Fino a qualche anno fa il rapporto di lavoro era a tempo indeterminato e la possibilità di assumere a termine rappresentava un’eccezione, era cioè lecito solo in presenza di determinate circostanze espressamente previste dalla legge. Oggi queste nuove leggi hanno liberalizzato la stipula di questi contratti che, pur rispettando alcune regole e procedure previste dalle leggi stesse, è diventata la regola per le nuove assunzioni. Alla flessibilità non ha fatto seguito una riforma radicale sugli ammortizzatori sociali, tramutando di fatto una situazione di lavoro flessibile in una sorta di precariato a tempo indeterminato. Il lavoro precario crea delle situazioni economiche complicate per i dipendenti con contratti “atipici” che in quanto precari, non sono in grado di poter fornire garanzie reali di un salario nel lungo periodo, lasciandoli in evidente difficoltà nel momento in cui sono costretti a richiedere agli istituti di credito del denaro per l’acquisto della casa. Dovendo le aziende versare minori contributi, i lavoratori precari hanno un accantonamento pensionistico inferiore ai loro colleghi con contratti tipici. Questa situazione, combinata al progressivo invecchiamento dei componenti del nostro paese, ha fatto emergere un dibattito sull’opportunità di integrare le pensioni statali, gestite dall’inps, con un fondo pensione privato il cui rischio ricade totalmente sul sottoscrittore. Il precariato, infine, pone il dipendente in una situazione di debolezza, nella quale, sottoposto al rischio di perdere il lavoro, più difficilmente potrà rivendicare i suoi diritti sia economici che di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Tutte queste situazioni insieme alla crisi finanziaria mondiale stanno contribuendo alla diffusione della infelicità, della incertezza, dell’ansia tra i lavoratori e le loro famiglie e soprattutto di una grave crisi economica all’interno delle stesse. Fabbriche ed uffici popolati da persone insoddisfatte e pieni di problemi di sopravvivenza non produrranno che danno, il diritto ad un salario dignitoso non deve essere finalizzata soltanto al profitto ma anche ad assolvere un ruolo sociale. Lavorare con scadenze trimestrali a volte anche settimanali non aiuta né la crescita delle persone né del Paese.
Il futuro dell’Italia è nella sicurezza dei lavoratori, nel loro benessere, nella possibilità di mantenere bene una famiglia e fare studiare i figli.
Vito Cardaci (alias Marabuto)


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