Archivio per la categoria cronaca

Tragedia della disperazione sul Lago Pozzillo

NOI SEI LA MAMMA CHE NON CI SA FARE CON I FIGLI-MOLTO MA MOLTO DURA LADY DI FERRO-MA VOI AVETE ROTTO LE PALLE ALLA DONNA SBAGLIATA-NEL MOMENTO SBAGLIATO

Questo scriveva Rosalba Militello il 24 ottobre del 2012 nella sua pagina Facebook …e chissà cosa voleva dire…

rosaOggi quella “Lady di ferro” ha deciso di farla finita e non sono bastati nemmeno quei due angeli, così era sovente chiamare i suoi bambini,  a tenerla lontana dal suo grande amore, l’uomo della sua vita che un anno fa se ne andò tragicamente.

Un elicottero ronza sulle sponde del lago Pozzillo, gira molte volte nei pressi del muro, sparisce tra la vegetazione per poi riapparire nuovamente da un’altra direzione. Il mio sguardo si posa istintivamente sui riflessi dell’acqua, perché è li che  ti aspetti di vedere ciò che non vorresti vedere. Ma ci vuole poco a capire che Rosalba non ha scelto l’abbraccio mortale delle acque ancora fredde del lago, ma il duro cemento a valle delle saracinesche.  Come a sancire la volontà di non darsi altra possibilità.

La sua macchina è ancora parcheggiata li, è chiusa. Scruto dal finestrino per cercare chissà cosa poi… Faccio tre passi e sono già in prossimità della ringhiera, guardo verso il basso e provo quella terribile vertigine che ti si attacca allo stomaco, quella che ti fa tenere stretto qualsiasi cosa hai tra le mani.

Faccio un passo indietro, prendo aria e comincio a pensare quando è stata l’ultima volta che ho incontrato Rosalba. Altri vicino a me  esclamano il classico ” ma come! l’ho vista proprio  ieri” , come se questo potesse cambiare il corso delle cose, ma è normale, si dice sempre così…

Ma è proprio quella frase – l’ho vista proprio  ieri -  che in queste occasioni ha il peso specifico di un macigno enorme sulle nostre coscienze, sulle nostre individualità. Noi che non riusciamo più a capire ne a preoccuparci di cosa ha bisogno chi ci sta accanto e che  spesso salutiamo solo per abitudine o nella peggiore delle ipotesi evitiamo per non avere problemi di sorta.

L’elicottero si allontana, sparisce con il suo flappeggio pesante in direzione Catania. Adesso il silenzio si trasforma in vuoto, un brivido mi attraversa la schiena. Non ho più parole.

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Vito Cardaci

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Movimento 5 Stelle di Enna – Quello che succede è scandaloso!!

Ho sempre sostenuto che il movimento 5 stelle è un agglomerato di fascismo mascherato da democrazia in mano a degli invasati, una sorta di setta gestita ad arte da un pazzo di nome Grillo. Nemmeno la faccia  pulita del sig. Cancellieri mi è mai piaciuta, ne tanto meno quella di tutti quei mimi che si porta dietro. Quello che è successo ad Enna è grave, e a raccontarvelo non sono certo io, ma uno che si e speso per il movimento assieme ad altri e che oggi viene sbeffeggiato su Facebook con i metodi tipici del manganello mediatico.

Fuori dai Coglioni!

Fuori dai Coglioni!

Per quanto il movimento si sforzi di apparire come campione assoluto di democrazia è sufficiente vedere come viene gestito il dissenso interno per capire che il Movimento 5 Stelle è in realtà un’anomalia democratica. In un partito tradizionale è normale – e sano – che si formino correnti interne, quando questa possibilità viene negata lo scisma diventa inevitabile (ricorderete tutti l’esemplare rottura tra Fini e Berlusconi). Un movimento popolare, considerata la sua natura, dovrebbe essere per forza di cose maggiormente esposto alla nascita di correnti interne, tanto più se frammentato come il M5S, che sulla carta alla forma gerarchica dei partiti classici preferisce una struttura a network. Quello che succede in realtà, però, è molto diverso: i dissidenti vengono allontanati, isolati, di fatto diventano vittime di mobbing. Quale forza politica democratica concepirebbe l’anatema e l’apostasia?

Ecco il Racconto di Francesco Lanza.

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Genova: Appalti stradali truccati, arresti anche nell’ennese

“Imbrogli anche sul dopo alluvione”

Hanno lucrato anche sui lavori del dopo alluvione. In una telefonata intercettata 20 giorni dopo l’alluvione a Genova del novembre 2011 costata 6 morti, un imprenditore dice al figlio di riempire lo scavo di via Fereggiano danneggiata dalla violenza dell’acqua, anche con “la m… che avete scavato”. “Butta dentro m… o rumenta” (spazzatura)”: era sempre lo stesso il metodo usato dalle ditte coinvolte nello scandalo degli appalti truccati per i lavori alla rete del gas: lo scavo veniva riempito con la “rumenta” e poi si faceva un sottile strato di sabbia, in modo da ridurre drasticamente i costi.

Otto gli arresti. Inquisiti dipendenti delle aziende subappaltatrici e funzionari dell’Iren, la società a capitale pubblico che gestisce la rete di acqua e del gas. Erano loro a dover controllare il rispetto del contratto ma chiudevano un occhio – forse due – in cambio di buoni benzina o viaggi che gli regalavano le ditte appaltatrici Due le ditte inquisite per due distiniti lotti di lavori del valore di 2,5 miloi di euro ciascuno.

L’inchiesta era partita da un esposto presentato dalla Cgil, rilevato per primi da Repubblica. Al termine delle indagini, che hanno preso in considerazione il periodo compreso tra l’inizio 2010 e la fine 2011, la Guardia di Finanza ha denunciato all’autorità giudiziaria 38 persone, personale delle due aziende e dirigenti Iren: cinque di loro sono finiti in carcere, due agli arresti domiciliari. Le misure cautelari sono state ordinate a Genova, Modena, Asti, Enna e Catania.

Per i lavori alla rete gas di Genova e provincia eseguiti violando i capitolati sono finiti in carcere Mario Papotto, responsabile del territorio di Genova per la Betoncat azienda di Catania; Francesco Jannelli, subappaltatore in diversi cantieri Betoncat; Piero Furnò, legale rappresentante di Betoncat; Mario Piero Bonadeo, dirigente Iren; e Vincenzo Virgillito, contabile Betoncat. Papotto è nel carcere modenese di Formigine, Furnò in quello di Catania, Virgillito in quello di Enna. Jannelli e Bonadeo sono in carcere a Genova.
Ai domiciliari sono Mauro Tagliabue, geometra responsabile per Liguria Energy Gas, a Genova, e Luca Pietrangeli, subappaltatore delle opere affidate a Liguria Energy Gas, a Asti. All’obbligo di firma, da compiere a Genova, è finito Antonio Percivale, dipendente in pensione di Iren.

Fonte Repubblica.it

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Regalbuto: cadavere non identificato trovato nel Lago Pozzillo

(AGI) – Enna, 4 ott. – Il cadavere di un uomo non ancora identificato, e’ stato individuato nelle acque del lago Pozzillo a Regalbuto (Enna). Il corpo e’ stato recuperato in serata dai sommozzatori dei Vigili del fuoco. Non sono ancora state stabilite le cause della morte, anche perche’ la salma sarebbe rimasta in acqua per almeno 4 giorni. Sul posto si sono recati il procuratore capo di Nicosia Fabio Scavone e i carabinieri per cercare sulle rive eventuali elementi che possano far risalire all’identita’ dell’uomo. In provincia di Enna non risultano presentate denunce di scomparsa. (AGI) .

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Regalbuto: Gaetano Punzi protesta contro AcquaEnna e si incatena

E’ ancora lui a tenere banco in queste fasi convulse pre elettorali. Gaetano Punzi, sindaco uscente del Comune di Regalbuto, che stamattina (ndr) ha deciso di incatenarsi per protesta nei confronti di acqua enna, rea a suo dire, di tagliare l’acqua a persone indigenti che non possono permettersi neanche di fare la spesa.  Lo abbiamo incontrato e intervistato nel palazzo comunale durante la sua singolare protesta.

Punzi non è nuovo a questo tipo di “braccio di ferro” nei confronti di acqua Enna, già nel settembre del 2008 si rese protagonista di un altro episodio nei confronti della società d’ambito, per i continui disservizi  nella distribuzione che la stessa causava penalizzando la città di Regalbuto.  In quella occasione al posto di incatenarsi, il sindaco Punzi, tagliò catene e catenacci, riappropriandosi dell’acquedotto comunale.

Il precedente

Servizio di Vito Cardaci

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