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Regalbuto: E’ ora di staccare la spina?
Pubblicato da Terra di Mezzo in Ambiente, ATO enna, Comune di Regalbuto, informazione, politica, Politica Locale il 29 giugno 2011
Ennesima guerra di nervi in consiglio comunale nella seduta del 28.06.2011. - Il Consiglio Comunale ha appena bocciato il Centro Comunale di Raccolta Differenziata proposto dal Sindaco e dalla Giunta – con questo messaggio postato su Facebook l’assessore Antonio Latora comunica agli iscritti di “cittadini ed istituzioni insieme” le decisioni del civico consesso. - i Consiglieri non lo vogliono nella Zona Artigianale – continua Latora - Ciò significa impedire di fatto l’avvio della Raccolta Differenziata. Non sono d’accordo con loro.
La dichiarazione più dura arriva da parte del consigliere Francesco Bivona - Ed io sono sempre più sconvolto! Ieri sera ho assistito per l’ennesima volta ad una inutile discussione, seppur confronto legittimo, che di fatto non porta a nulla ma svilisce e mortifica il lavoro di mesi e l’obiettivo “differenziata”. Il Centro Comunale di Raccolta diferenziata, atto propedutico per effettuare la raccolta è stato “cancellato” per volere del Consiglio Comunale in attesa non so di cosa…
L’innovativo “Piano dei rifiuti” presentato al consiglio comunale è stato BOCCIATO per far posto a quello dell’ ATO. Sono incazzato ed amareggiato. Così non si va avanti. BASTA!
-Perchè non lo vogliono nella zona artigianale? Puoi darci maggiori delucidazioni in merito, così che ognuno di noi possa farsi un’idea propria? - Questa la domanda posta da un utente iscritto alla pagina -
- La maggioranza dei Consiglieri ritiene che nella zona artigianale di Regalbuto non può essere allocato un Centro Comunale a supporto della Raccolta Differenziata… -Risponde Latora – Una strana scelta che non comprendo, quasi tutti i Comuni realizzano i C.C.R. nella zona artigianale, Le zone artigianali sono un sito ideale per questo tipo di opere ma i Consiglieri non la pensano così. Rispetto la loro opinione ma non la condivido. Dopo vent’anni si è ultimata la zona artigianale. Di questo passo ci vorranno altri vent’anni per realizzare un C.C.R. e partire con la differenziata…
E’ evidente a questo punto, che nonostante la scelta della zona artigianale non sia stata delle più felici, rimane il grosso problema politico in seno alla giunta Punzi e al consiglio comunale. E’ arrivato il momento di staccare la spina o così come il governo nazionale si vuole galleggiare fino alle prossime elezioni?
Operazione Iblis: Arresti e maxi sequestri
Pubblicato da Terra di Mezzo in Ambiente, Antimafia, Comune di Regalbuto, cronaca, informazione, Parco tematico di Regalbuto, politica il 3 novembre 2010
Arresti, blitz, uno scenario di infiltrazioni tra mafia e politica. E poichè l’operazione del Ros dei carabinieri scaturisce dall’inchiesta che riguarda il presidente Lombardo, il riflesso è duplice. A riguardo la Procura catanese chiarisce che non ci sono elementi per procedere con un’iniziativa processuale nei confronti del governatore. Ma si continua a indagare.
Il blitz
Un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 50 indagati, tra esponenti di spicco di Cosa nostra e amministratori: protagonisti “cacciatori” i carabinieri del Ros tra Sicilia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Militari dell’Arma hanno anche sequestrato beni per circa 400 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal Gip Luigi Lombardo su richiesta della Dda della Procura di Catania, riguarda esponenti di spicco di Cosa nostra, pubblici amministratori ed imprenditori del capoluogo etneo. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, omicidio, estorsioni e rapine.
Le indagini di carabinieri del Ros hanno ricostruito le recenti dinamiche di Cosa nostra etnea, documentandone gli interessi criminali e le infiltrazioni negli appalti pubblici, mediante una capillare rete collusiva nella pubblica amministrazione. Contemporaneamente agli arresti militari dell’Arma hanno eseguito il sequestrato di beni per almeno 400 milioni di euro, comprendenti l’intero circuito economico di imprese, complessi commerciali, fabbricati e beni mobili dei sodalizi indagati. L’inchiesta, denominata Iblis, è stata coordinata dal procuratore capo Vincenzo D’Agata, e dai magistrati della Dda Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e Iole Boscarino.
I nomi eccellenti dell’inchiesta
Coinvolti nomi eccellenti della politica e non solo. Tra gli arrestati dell’operazione Iblis del Ros c’è anche il deputato regionale dei Popolari Italia domani (Pid) Fausto Fagone. Provvedimenti restrittivi sono stati emessi anche nei confronti del consigliere della Provincia di Catania dell’Udc, Antonino Sangiorgi, dell’assessore del Comune di Palagonia, Giuseppe Tomasello, e dell’imprenditore e assessore al Comune di Ramacca, Francesco Ilardi. Il Gip Luigi Barone ha rigettato la richiesta di arresto avanzata dalla Procura nei confronti del deputato regionale ex Pdl Sicilia e adesso Gruppo misto Giovanni Cristaudo.
C’é anche l’avvocato civilista Agatino Santagati tra gli arrestati dell’operazione antimafia Iblis dei carabinieri del Ros di Catania. Militare dell’Arma stanno effettuando una perquisizione nel suo studio. Secondo l’accusa, il legale avrebbe avuto un ruolo di collegamento tra alcuni imprenditori ed esponenti di Cosa Nostra nel capoluogo etneo nell’acquisto del parco commerciale La Tenutella. Con lui sono stati arrestati anche due imprenditori: Giovanni D’Urso e Rosario Ragusa. Dalle indagini coordinate dal Dda della Procura di Catania sarebbero emersi contatti tra gli imprenditori, l’avvocato e due esponenti della famiglia Santapaola: Francesco Marsiglione e Mario Ercolano. Nell’ambito dell’inchiesta Iblis, la Procura di Catania ha chiesto anche il sequestro del centro commerciale Le Tenutelle ma il gip Luigi Barone lo ha rigettato perché è di proprietà di persone completamente estranee all’inchiesta.
La Procura e Lombardo
“Non è stata una indagine mirata esclusivamente o prevalentemente alla politica o verso qualche politico in particolare”, ha detto il procuratore della Repubblica di Catania Vincenzo D’Agata (nella foto), commentando l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha portato all’emissione di 47 ordini di custodia cautelare. L’inchiesta, che riguarda presunti rapporti tra Cosa nostra esponenti politici, amministratori e imprenditori, è quella in cui è indagato anche il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo; nei suoi confronti la Procura non ha richiesto alcun provvedimento. D’Agata ha precisato che “ogni riferimento riguardante il Presidente Lombardo e risultante dalle indagini è stato oggetto di attenta valutazione, specie con riguardo alla sua valenza sul piano probatorio ed alla sua capacità di resistenza alle critiche difensive, non ritenendone, allo stato, la idoneità per adottare alcuna iniziativa processuale nei suoi confronti”.
Il procuratore, che sulla vicenda ha sempre mantenuto uno stretto riserbo, ha smentito anche presunte divergenze tra i magistrati che si sono occupati dell’inchiesta: “E’ finalmente possibile per l’ufficio – ha puntualizzato – esporre con chiarezza il contesto nel quale il medesimo ha operato, che ha certamente registrato momenti di appassionato confronto, fisiologico nelle dinamiche decisionali, che non ha mai comportato però ’spaccature’ interne dell’ufficio, sulle quali si è attardata invece certa stampa, per ragioni che non appartengono al mondo della giustizia ed al corretto esercizio della sua funzione”. A questo proposito D’Agata ha sottolineato che “le decisioni sono state adottate con l’unanime adesione ed accordo di tutti i magistrati impegnati nella valutazione, che è rimasta sempre rigorosamente confinata entro i limiti fissati dalle norme e dalla giurisprudenza, non appartenendo alla funzione giudiziaria i giudizi sul valore etico, sociale e politico di determinate condotte”.
Mafia, politica e affari
L’inchiesta svela sia lo stretto rapporto di alcuni imprenditori con Cosa Nostra che le “perverse collusioni con la politica”, come spiegano i magistrati che sottolineano il comportamento di alcuni imprenditori “non più vittime ma compiacenti, strumento per la operatività della mafia nel mondo degli affari”. E’ quanto emerge dall’indagine Iblis. Tra i beni colpiti dal provvedimento di sequestro figurano, fra l’altro, 105 imprese, numerosi immobili, auto e motoveicoli, ed attrezzature industriali. Obiettivo dell’indagine è stato “l’individuazione delle infiltrazioni mafiose verso il mondo dell’imprenditoria e della politica”. Secondo la procura etnea, ad esempio, il deputato regionale del Pid Fausto Fagone, ex sindaco del comune di Palagonia, arrestato oggi, avrebbe “intrattenuto strettissimi rapporti con Rosario Di Dio scarcerato nel 2003 dopo una detenzione per mafia”. I magistrati sostengono che “Di Dio ha curato la campagna elettorale di Fagone e si è attivamente adoperato nella individuazione delle più opportune alleanze, curando anche i rapporti tra il politico e gli imprenditori per consentirgli all’epoca della sua sindacatura di ottenere una rendita costante nel tempo”. Incontri tra Fagone e Di Dio sono documentati anche in un video girato dagli investigatori in un distributore di carburante.
Gli affari della mafia, secondo quanto emerge dall’indagine, erano indirizzati in specifici settori economici che vanno dall’eolico-fotovoltaico al commercio. Le cosche avrebbero avuto interessi anche nella metanizzazione oltre a taglieggiare coop edili e supermercati anche nell’agrigentino. Gli imprenditori si sarebbero aggiudicati appalti o subappalti attraverso un circuito di ‘ditte amiche”. I boss chiedevano una percentuale del 2/3 per cento sull’importo dei lavori. Ai vertici dell’organizzazione vi erano, per i magistrati, Giuseppe Ercolano, Vincenzo Aiello e Vincenzo Santapaola. E ancora Francesco Arcidiacono, detto “U salaru”, attuale reggente anche lui della famiglia Santapaola, che ha preso il posto di Santo La Causa. Sarebbe lui, in stretto collegamento con la famiglia Ercolano, a gestire la “cassa delle imprese”, incarico che “gli attribuisce grande potere, per il suo compito di sovvenzionare famiglie detenuti e spese di esercizio delle attività criminale”. Poi c’é anche Rosario Di Dio che avrebbe avuto rapporti con il deputato regionale del Pid, Fausto Fagone. Tra gli arrestati anche Pasquale Pasquale di Ramacca e Francesco Costanzo di Palagonia.
Nell’inchiesta sono anche emersi contatti tra i boss catanesi e i capimafia palermitani Salvatore e Sandro Lo Piccolo per la riscossione del pizzo. Gli investigatori hanno registrato le dichiarazione del collaboratore di giustizia palermitano Gaspare Pulizzi che avrebbe parlato di specifici affari per la “messa a posto” nel territorio palermitano come ad esempio nella discarica di Bellolampo, ovvero per avviare l’apertura di un supermercato Eurospin ad Agrigento”.
Le indagini continuano
Negli atti d’indagine si farebbe riferimento a un presunto appoggio elettorale dato all’Mpa e a Raffaele Lombardo da parte delle cosche catanesi. Si tratta di indescrezioni che trapelano dalla procura che ha confermato come sul governatore siciliano si continui a indagare. Il versante su cui gli inquirenti cercano riscontri riguarda l’attualità del presunto sostegno dei clan.
L’elenco degli arrestati
Vincenzo Aiello, Alfio Aiello, Salvatore Alma, Francesco Arcidiacono, Giuseppe Arena, Giovanni Barbagallo, Antonio Bergamo, Giovanni Buscemi, Giovanni Calcaterra, Bernardo Cammarata, Rocco Caniglia, Angelo Carbonaro, Salvatore Conti, Franco Costanzo, Salvatore Di Bennardo, Rosario Di Dio, Giovanni D’Urso, Giuseppe Ercolano, Mario Ercolano, Fausto Fagone, Alfonso Fiammetta, Natale Filloramo, Carmelo Finocchiaro, Pietro Guglielmino, Francesco Ilardi, Mariano Incarbone, Francesco La Rocca, Graziano Lo Votrico, FrancescoMarsiglione, Girolamo Marsiglione, Michele Marsiglione, Santo Massimino, Sandro Monaco, Felice Naselli, Massimo Oliva, Pasquale Oliva, Liborio Oieni, Francesco Pesce, Giacomo Polizzi, Rosario Ragusa, Sebastiano Rampulla, Vito Roccella, Antonino Sangiorgi, Agatino Santagati, Vincenzo Santapaola, Mario Scinardo, Tommaso Somma, Antonino Sorbera, Giuseppe Tomasello, Agatino Verdone
Dall’ordinanza emerge il quadro dei nuovi interessi di Cosa Nostra nell’eolico e nel fotovoltaico, nella costruzione di centri commerciali come La Tenutella alle porte di Catania, nei trasporti e nella metanizzazione, persino nella realizzazione di un parco divertimenti tematico: quello, mai nato, di Regalbuto, in provincia di Enna.
Il Sole 24 Ore
Regalbuto: Rifiuti il Pd chiede un tavolo tecnico
Pubblicato da Terra di Mezzo in Ambiente, Assoutenti Enna, ATO enna, Comune di Regalbuto, Crisi economica, cronaca, estate regalbutese, Eventi a Regalbuto, informazione, Iniziative, notizie, politica, Politica Locale, Provincia di Enna il 13 settembre 2010
Durante gli ultimi tre anni i cittadini di Regalbuto più volte hanno subito disagi a causa dei problemi legati alla gestione dello smaltimento dei rifiuti.Il lago NON è una discarica! Puliamo l’isolotto!
Pubblicato da Terra di Mezzo in Ambiente, ATO enna, Comune di Regalbuto, cultura, estate regalbutese, Eventi a Regalbuto, informazione, Iniziative, notizie, politica, Politica Locale, rifiuti, Video il 18 luglio 2010
Parte da Facebook l’iniziativa lanciata da Ambra Romano – Puliamo L’isolotto – diventato purtroppo una vera e propria discarica a cielo aperto sia per l’inciviltà dei visitatori ma anche per incapacità manifesta da parte dell’amministrazione comunale.
Troppe volte ho proposto dei video sul nostro lago e tante volte mi sono sentito dire – perché non filmi la monnezza? – Forse volevo solo far vedere al mondo la bellezza, ammetto di aver sempre omesso immagini veramente sporche, ma ora è il momento di dire basta.
L’ “isolotto” è uno dei posti più belli e invidiati; non solo per il bel paesaggio spesso entusiasmante (provate a guardare il tramonto a riva!), ma anche per le opportunità di ritrovo che offre all’insegna del divertimento che noi regalbutesi non disdegniamo mai. Questo paradiso naturale è sede di mille occasioni (sport, picnic, attività con la natura ecc..). Ma cosa facciamo noi per mantenere inalterato questo “conveniente” equilibrio? È proprio dalla voglia di mantenere intatta la bellezza naturale che nasce la nostra iniziativa!
Siamo dei cittadini come tanti che si sono scocciati di vedere montagne di rifiuti che deturpano il nostro lago. Il nostro paesaggio è bello da vedere e sentire così com’è! Proprio per questo abbiamo deciso di proporre un’operazione di volontaria e gratuita pulizia del ”nostro” isolotto. Il lago è bello quand’è pulito!
Invitiamo pertanto tutti voi da liberi cittadini interessati di tutte le età a prendere parte a questa iniziativa che avrà luogo giorno 1 agosto alle ore 17:00.
Materiale essenziale per i partecipanti:
- guanti resistenti, adatti per la raccolta dei rifiuti solidi (plastica, vetro, alluminio);
- riserva d’acqua per uso personale;
- TANTA VOGLIA DI FARE!!!
Vi aspettiamo là!
Per maggiori informazioni potete mandare una e-mail all’indirizzo:
progettopuliziaisolotto@gmail.com
Il reportage fotografico di Ambra Romano
Regalbuto: Forum Acqua Pubblica
Pubblicato da Terra di Mezzo in ACQUA ENNA S.C.P.A., Ambiente, ATO enna, Comune di Regalbuto, Crisi economica, cultura, estate regalbutese, Eventi a Regalbuto, informazione, Iniziative, notizie, politica, Politica Locale il 14 luglio 2010
Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale tenutosi il 12 luglio, quello dell’acqua è stato l’argomento più dibattuto tra i consiglieri presenti e i vari rappresentanti di Acqua Enna. Siamo all’inizio della stagione calda è già si registrano interruzioni di servizio e penuria nei rubinetti della nostra città. L’ordine del giorno è stato proposto dai consiglieri Palamito e Napoli (Pd). Nell’interrogazione si chiedevano spiegazioni sulla legittimità del distacco dei contatori, sul mancato preavviso e sulla possibilità di venire incontro alle classi più deboli, impossibilitate a pagare. Alla fine della lettura dell’interrogazione il capogruppo Angelo Palamito ha chiesto spiegazioni sulla mancata erogazione dell’acqua nei giorni scorsi. L’ing. Zappalà ha risposto che i distacchi sono stati dichiarati legittimi più volte dalle autorità giudiziarie e seguono la procedura stabilita dal regolamento. Per quanto riguarda i disservizi relativi alla mancanza d’acqua, rimangono molti punti “oscuri” sulla gestione Ato. A mettere in difficoltà la rappresentanza di acqua Enna ci ha pensato l’ex presidente del consorzio “sollazzo” Pippo Roccella, il quale ha chiesto più volte di sapere quanti litri di acqua al secondo viene destinata per la città di Regalbuto, considerato che con la gestione comunale mai si sono registrati problemi idrici in una cittadina – continua Roccella – che è sempre stata un oasi felice da questo punto di vista. Alla fine del dibattito è arrivata la replica dell’interrogante Palamito, che ha dichiarato: “L’acqua è un bene di primaria necessità e anche se il distacco dei contatori è legittimo si dovrebbero creare alternative per non lasciare i cittadini senza acqua”. Le sue parole hanno ricevuto unanime approvazione dal consiglio, sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Nella stessa seduta il Consigliere Bivona ha consegnato al Presidente del Consiglio un documento indirizzato al Sindaco Punzi “acqua bene comune dell’umanità” al fine di organizzare al più presto una conferenza di servizio.
Le iniziative sull’acqua pubblica sono da tempo oggetto di discussione nelle sezioni dei maggiori partiti di opposizione della città. E’ fissata infatti per giorno 16 Luglio 2010 il FORUM ACQUA PUBBLICA di REGALBUTO che vedrà tra i relatori Marcello Failla del Forum Acqua Pubblica – Catania e Antonino Chiusolo Assessore al Bilancio – Comune di Aprilia (LT).

H2O : Un bene di tutti
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