Archivio per la categoria agitazioni

Regalbuto: Gaetano Punzi protesta contro AcquaEnna e si incatena

E’ ancora lui a tenere banco in queste fasi convulse pre elettorali. Gaetano Punzi, sindaco uscente del Comune di Regalbuto, che stamattina (ndr) ha deciso di incatenarsi per protesta nei confronti di acqua enna, rea a suo dire, di tagliare l’acqua a persone indigenti che non possono permettersi neanche di fare la spesa.  Lo abbiamo incontrato e intervistato nel palazzo comunale durante la sua singolare protesta.

Punzi non è nuovo a questo tipo di “braccio di ferro” nei confronti di acqua Enna, già nel settembre del 2008 si rese protagonista di un altro episodio nei confronti della società d’ambito, per i continui disservizi  nella distribuzione che la stessa causava penalizzando la città di Regalbuto.  In quella occasione al posto di incatenarsi, il sindaco Punzi, tagliò catene e catenacci, riappropriandosi dell’acquedotto comunale.

Il precedente

Servizio di Vito Cardaci

, , , ,

24 commenti

Movimento dei Forconi: Gaetano Punzi e gli altri politici cominciano a “pesare”?

Malumori e mal di pancia cominciano a farsi sentire dalla base del Movimento dei Forconi. Non vengono accolti bene, infatti, i sindaci che con tanto di cappellino aderiscono al movimento che da sempre sostiene di essere al di sopra dei partiti. Interessante video da guardare attentamente, realizzato da Beppe Mammino.

Conferenza stampa del “Movimento dei Forconi” a Catania.
Molti gli argomenti trattati e tra cui la prossima manifestazione del 6 Marzo a Palermo con tutte le sue motivazioni. Alla conferenza stampa oltre a Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata ha partecipato il Sindaco e segretario dell’associazione “Territorio” della città di Ragusa Nello Di Pasquale,anche’esso con il cappellino del Movimento dei Forconi, e Gaetano Punzi Sindaco di Regalbuto.   Simpaticissimo e interessantissimo intervento finale del Dott, Puccio Mondaini, alto funzionario della sanità oggi in pensione nonchè cugino della celebre Sandra.

, , , , , ,

8 commenti

Movimento dei Forconi: Chi fomenta il populismo nella Sicilia Gattopardiana?

Sicilia bloccata dalle proteste e nessun tg ne da notizia.. I forconi non so perché mi intristiscono e mi agitano. mi sembrano un simbolo di un tempo che doveva essere passato, mi sembra pericolosamente nostalgico.. Rivoluzione e blocchi si.. Senza forconi e senza padroni pero’….. (LadySpring Laura)

Dicono di essere “apartitici” e avvertono: chiunque si presenti alle nostre manifestazioni con bandiere di partito o di movimento “verrà preso a calci nelle natiche”. Il cosiddetto movimento dei Forconi, (promotore del fermo di quattro giorni dei trasporti in Sicilia), capeggiato da Mariano Ferro ex mpa (ha partecipato anche all’assemblea regionale del partito di Raffaele Lombardo e spalleggiato dal sindacato degli autotrasportatori siciliani di Giuseppe Richichi non usa mezzi termini: calci in culo per tutti. Peccato che alla manifestazione del 15 dicembre a Catania, a rivolgersi indisturbato ai manifestanti fosse il leader della sezione etnea di Forza Nuova, Gaetano Bonanno. E  non c’è stato uno che l’abbia preso a “calci nelle natiche”. E dunque, fuori tutti i partiti e movimenti tranne Forza Nuova. ECCO IL VIDEO.

Tratto da: IL Post Viola

E quando la demagogia populistica impera, non può mancare lui,  SCILIPOTI, di corsa come quando votava la fiducia al governo che ha ucciso l’italia !

Altri documenti: la benedizione del leader nazionale di Forza Nuova

L’immediata adesione alla protesta del partito di Scilipoti 

Dibattito organizzato a Ragusa da Forza Nuova, interviene Martino Morsello, uno dei leader del Movimento dei Forconi

Corteo Forconi a Messina con delegazione Forza Nuova

Pagina Facebook Forza Nuova, tutti pazzi per i Forconi

Pagina “Italia Fascista”, tutti pazzi per i Forconi

Pagina “Fascisti d’Italia”, tutti pazzi per i Forconi

Forconi incontrano Partito Aziende capitanato da Riccardo Sindoca appartenente a La Destra

Perché tutto questo parte dalla Sicilia? perché il nostro è un terreno fertile dove la demagogia, il populismo e la memoria corta fanno la differenza. Abbiamo 61 ascari, parlamentari siciliani (amici intimi di questi forconi) che per 16 lunghi anni hanno fatto finta di niente. Oggi, a 4 mesi dalla caduta dell’impero e per paura delle privatizzazioni scendono nelle piazze a raccontarci che non sono d’accordo. Intanto l’unico risultato utile che hanno ottenuto è che stamattina, nelle pompe di qualsiasi distributore il carburante è aumentato a dismisura grazie alla speculazione dei distributori pronti anche loro a scendere in piazza.  Dopo il fallimento degli indignados è la volta dei forconi imprenditori, Poi scenderanno i farmacisti, gli avvocati, i notai, gli orafi, i medici… L’Italietta di merda si muove per interessi politici e di bottega, ma il popolo vero, i pensionati, gli emarginati, i disoccupati dove sono?

PER FARE LA RIVOLUZIONE NON SERVONO I FORCONI, SERVONO I COGLIONI!!

, ,

3 commenti

I piani segreti dei black bloc

Il black bloc svela i piani di guerra
“Ci siamo addestrati in Grecia”

ROMA – F. è un “nero”. Ha 30 anni all’anagrafe, una laurea, un lavoro precario e tutta la rabbia del mondo in corpo. Sabato le sue mani hanno devastato Roma.

E lui, ora, ne sorride compiaciuto. “Poteva esserci il morto in piazza? Perché, quanti morti fa ogni giorno questo Sistema? Chi sono gli assassini delle operaie di Barletta?”.

Non i poliziotti o i carabinieri a 1.300 euro al mese su cui vi siete avventati, magari. Non quelli che pagano a rate le macchine che avete bruciato. Non il Movimento in cui vi siete nascosti.
“Noi non ci siamo nascosti. Il Movimento finge di non conoscerci. Ma sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente cosa sarebbe stato il nostro 15 ottobre. Ora i “capetti” del Movimento fanno le anime belle. Ma è una favola. Mettiamola così: forse ora saranno costretti finalmente a dire da che parte stanno. Ripeto: tutti sapevano cosa volevamo fare. E sapevano che lo sappiamo fare. Perché ci prepariamo da un anno”.

Vi preparate?
F. sorride di nuovo. “Abbiamo fatto il “master” in Grecia”.

Quale “master”?
“Per un anno, una volta al mese, siamo partiti in traghetto da Brindisi con biglietti di posto ponte, perché non si sa mai che a qualcuno viene voglia di controllare. E i compagni ateniesi ci hanno fatto capire che la guerriglia urbana è un’arte in cui vince l’organizzazione. Un anno fa, avevamo solo una gran voglia di sfasciare tutto. Ora sappiamo come sfasciare. A Roma, abbiamo vinto perché avevamo un piano, un’organizzazione”.

Quale organizzazione avevate?
“Eravamo divisi in due “falangi”. I primi 500 si sono armati a inizio manifestazione e avevano il compito di devastare via Cavour. Altri 300 li proteggevano alle spalle, per evitare che il corteo potesse isolarli. L’ordine che avevano i 300 era di non tirare fuori né caschi, né maschere antigas, né biglie, né molotov, né mazzette fino a quando il corteo non avesse girato largo Corrado Ricci. Non volevamo scoprire con gli sbirri i nostri veri numeri. E volevamo convincerli che ci saremmo accontentati di sfasciare via Cavour. Ci sono cascati. Hanno fatto quello che prevedevamo. Ci hanno lasciato sfilare in via Labicana e quando ci hanno attaccato lì, anche la seconda falange dei 300 ha cominciato a combattere. E così hanno scoperto quanti eravamo davvero. A quel punto, avevamo vinto la battaglia. Anche se loro, gli sbirri, per capirlo hanno dovuto aspettare di arrivare in piazza San Giovanni, dove abbiamo giocato l’ultima sorpresa”.

Quale?
“La sera di venerdì avevamo lasciato un Ducato bianco all’altezza degli archi che portano in via Sannio. Dentro quel Ducato avevamo armi per vincere non una battaglia, ma la guerra. Il resto delle mazze e dei sassi lo abbiamo recuperato nel cantiere della metropolitana in via Emanuele Filiberto”.

Sarebbe andata diversamente se avessero caricato subito il corteo in largo Corrado Ricci e vi avessero isolati.
“Non lo hanno fatto perché, come ci hanno insegnato a fare i compagni greci, sono stati confusi dal modo in cui funzionano le nostre “falangi”".

Come funzionano?
“Siamo divisi in batterie da 12, 15. E ogni batteria è divisa in tre gruppi di specialisti. C’è chi arma, recuperando in strada sassi, bastoni, spranghe, fioriere. C’è chi lancia o usa le armi che quel gruppo ha recuperato. E infine ci sono gli specialisti delle bombe carta. Organizzati in questo modo, siamo in grado di assicurare un volume di fuoco continuo. E soprattutto siamo molto snelli. Ci muoviamo con grande rapidità e sembriamo meno di quanti in realtà siamo”.

È la stessa organizzazione con cui funzionano i reparti celere.
“Esatto. Peccato che se lo siano dimenticato. Dal G8 di Genova in poi si muovono sempre più lentamente. Quei loro blindati sono bersagli straordinari. Soprattutto quando devono arretrare dopo una carica di alleggerimento. Prenderli ai fianchi è uno scherzo. Squarci due ruote, infili un fumogeno o una bomba carta vicino al serbatoio ed è fatta”.

Parli come un militare.
“Parlo come uno che è in guerra”.

Ma di quale guerra parli?
“Non l’ho dichiarata io. L’hanno dichiarata loro”.

Loro chi?
“Non discuto di politica con due giornalisti”.

E con chi ne discuti, ammesso che tu faccia politica?
“Ne discuto volentieri con i compagni della Val di Susa”.

Sei stato in val di Susa?
“Ero lì a luglio”.

A fare la guerra.
“Si. E vi do una notizia. Non è finita”.

Fonte Repubblica.it

di CARLO BONINI e GIULIANO FOSCHINI

, , , , ,

Lascia un commento

Il Ministro dell’orrore: Renato Brunetta

” Wowww…mamma mia…eso es un ministro?…es un horror”  Così scrive una mia amica d’oltre oceano vedendo il video del Mini-Strò Brunetta che attacca i precari e fugge come un topo, lasciandosi dietro una marea di vaffa in do maggiore.  In effetti non es un horror, questo che vedete è proprio il ministro dell’orrore, uno dei tanti dicasteri messi in piedi da quel governo di nani e ballerine che ci scassano la wuallera ormai da tempo. Per fortuna sembra che l’Italia stia rialzando la testa e, speriamo presto, esseri come questo mostro di intelligenza vengano spazzati via dalla storia come cacca seccata al sole.

Ospite di Otto e mezzo a La7, Brunetta ha poi rincarato la dose  ”Basta con la retorica del precariato, ci vuole concretezza. Ogni tanto c’è una madre che si lamenta con me perchè suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: ‘bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette’, lei risponde sempre no. Quello è il modo migliore se vuole lavorare, scaricare la cassette,  per tutti gli italiani”, ha concluso il ministro.

Ministro digiamolo come direbbe il papà di Vercincitorici: NON SEI ALL’ALTEZZA!!!

, , , ,

Lascia un commento

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 33 follower