Palermo: Una mostra per Emergency – 25 scatti di Gianni Nuccio


EMERGENCY è un’associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire cure mediche-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime
delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. EMERGENCY promuove una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani.
Durante l’esposizione della mostra i Volontari del gruppo di EMERGENCY di Palermo saranno presenti con un banchetto informativo e di raccolta fondi. La mostra verrà presentata Lunedì 21 maggio 2012 alle ore 18,00 alla presenza dell’artista Gianni Nuccio e rimarrà aperta sino al giorno 30 maggio nei seguenti orari 10,00-12,30 / 16,00-19,00.

La sua possibilità di riscattarsi dal giudizio riduttivo di semplice e meccanica registrazione delle forme comincerà a delinearsi solo quando – e specie con l’attività espressiva dei grandi fotografi – essa riuscirà finalmente a definirsi come linguaggio ed a individuare quindi forme e modi espressivi peculiari al proprio codice segnico.
A tale scopo sono stati legati immagini e nomi di luoghi, il segno dell’immagine a quello della scrittura, in modo tale che i nomi non sono una cosa da liquidare velocemente litigando con l’accento, ma suoni eterni, che meritano rispetto, e che, a modo loro, producono piacere.
Soltanto allora la fotografia potrà imporsi non come riproduzione, ma come lettura autonoma e consapevole, quindi critica. Saprà agire così sul meccanismo “adattamento” che viene disattivato ogni qual volta ci troviamo davanti a qualcosa di veramente innovativo, degno di attenzione o, come nel caso della fotografia di G.N., costringe l’osservatore a richiamare tutte le esperienza più profonde che vanno oltre l’immagine vera e propria.
Qualcosa che è parte del nostro quotidiano ci appare scontato e semplice, mentre è infinitamente complesso. Le creazioni di G.N. inducono nell’osservatore una visione temporale innovativa, arrivare ad una visione soggettiva senza prima vedere ciò che è otticamente reale, oggettivo. Le nuove forme creative fotografiche di G.N. pongono fine alle affermazioni che la fotografia non è un arte.
Questo processo si avvale di tagli particolari, della sequenza, della veduta ravvicinata, di luci, a seconda dei casi e degli scopi, ora taglienti, ora diffuse, ora radenti, nonché del sussidio tecnico di vari accorgimenti strumentali e la mostra di oggi anticipa che, in Nuccio, è ancora in continua evoluzione. La sua fotografia è linguaggio e possibile veicolo di creatività. Esso è rispettoso interprete della complessità formale dell’opera e della suggestione personale da cui è scaturita quella particolare lettura che egli affida alle proprie immagini.
La scelta del supporto dell’immagine, la forza del risultato cromatico, la plasticità dell’immagine che si piega alla nostra sensazione senza mai turbarci, il risultato pittorico ottenuto ci mette al riparo dell’adattamento, la sua capacità di stimolazione è continua, affinando la soglia della sensibilità dell’osservazione.
Una mostra pensata per offrire un contributo al lavoro per costruire un’altra bellezza, fatta con “il chiarore di luci, limpide, che non uccidono”. (Baricco, Omero, Iliade).
Le luci, strumento principale per una fotografia, sono il Diapason per coinvolgere culturalmente l’osservatore in un contributo quotidiano contro i tempi di guerra di oggi.
La pace, principio universale, deve iniziare un percorso di bellezza, di cambiamento culturale in grado di convincere gli uomini a non essere attratti “come falene nel fuoco della bellezza della guerra” (op.cit.).
Ad ognuna di queste immagini con nome proprio, viene affidato il compito di entrare nelle case degli italiani, e non solo, per stimolare una conversazione su questo improrogabile concetto di bellezza della pace.
“ … sono anni di guerra e per quanto “guerra” continui a sembrarmi un termine sbagliato per definire cosa sta accadendo nel mondo (un termine di comodo, direi), certo sono anni in cui una certa orgogliosa barbarie, per millenni collegata all’esperienza della guerra, è ridivenuta esperienza quotidiana.” (op.cit.)
La pace oggi è poco più che una convenienza: non è sistema di pensiero ne modo di sentire diffusi. La guerra è considerata male da evitare, certo, ma si è ben lontani da considerarla un male assoluto: alla prima occasione, foderata di belli ideali, scendere in battaglia ridiventa velocemente una opzione realizzabile. La si sceglie, a volte, perfino con una certa fierezza. Continuano a schiantarsi, le falene nella luce del fuoco. Una ambizione alla pace reale e coraggiosa è legata al lavoro paziente e nascosto di milioni di artigiani che ogni giorno lavorano per suscitare un’altra bellezza, […] Riusciremo prima o poi, a portar via achille da quella micidiale guerra. E non saranno la paura nè l’orrore a riportarlo a casa. Sarà una qualche, diversa, bellezza, più accecante della sua e infinitamente più mite.
Sulaimanya, Battambag, Lashkar-Gan, sono luoghi dove in atto la bellezza della pace coinvolge uomini e donne che combattono per affermare i diritti umani seguendo i canoni delle donne, delle madri, delle spose, che vibrano all’unisono contro il dolore, le sofferenze, le paure, la follia.
Questa mostra è un esempio di opposizione al manierismo della guerra, dei trafficanti di odio e di morte che usa la cultura come antidoto al degrado morale che partorisce la violenza.
Il balcone BAROCCO vuole ricordare il significato di quello stile cioè una nuova maniera di percepire il mondo, respingere misure ed equilibri del sentire quotidiano. Una nuova visione del mondo fatta di sensi, ragione ed esperienza attraverso due estremi: realistico ed astratto.
Le fotografie di G.N. sono immagini reali che vengono distrutte e ricollocate in modo astratto costringendo il pubblico a guadare, ad essere presente nell’obiettivo dell’artista ed essere così conquistato con meraviglia e sorpresa. Strumento di facilitazione e persuasione alla causa della bellezza della pace.
L’attrattività complessiva delle sue opere ci induce a considerare un fatto di impegno e di prestigio possederne una.

Mostra Steri
Piazza Marina Palermo
21-30 | 05 | 2012
ore 18

Pippo Cadoni

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  1. #1 di pippocadoni il 27 maggio 2012 - 23:05

    Grazie Vito per lo spazio che hai dedicato alla mostra. Un successo inaspettato per il numero dei visitatori e per le foto vendute. Chiamami se hai trovato una location e la porto a Regalbuto. Un bacio, pippocadoni

  2. #2 di Emergency il 28 maggio 2012 - 14:42

    971 471 101 55 è il codice fiscale di EMERGENCY, chiunque voglia donare il 5×1000 della propria dichiarazione dei reddditi puo’ farlo comunicandolo al caaf o al patronato a cui ci si rivolge.Dovete sapere che emergency,associazione ITALIANA(maiuscolo) e’ “costretta” a operare nelle zone ritenute piu’ pericolose al mondo,per ricucire,nei loro ospedali, “strappi”spesso provocati(pensate un po’)da mine antiuomo di costruzione italiana(minuscolo)che hanno la prerogativa di esplodere al passaggio di uomini, donne, BAMBINI, indiscriminatamente, “costretta” dai mercanti di morte che per interessi privati scatenano guerre dove a pagarne le conseguenze solitamente sono le popolazioni civili,”costretta” dai politici, che al posto della diplomazia,preferiscono l’azione militare. Gino Strada e i Suoi li,a curare CHIUNQUE si presenti nei loro ospedali, spesso osteggiati dai governi(compreso il nostro)perche’ colpevoli di raccontare STRAGI DI INNOCENTI, colpevoli di smascherare le bugie dietro le quali si giustificano gli orrori della guerra in generale.Ultimamente si stanno occupando di una nuova “guerra”,quella che riguarda i meno abbienti,girano con un poliambulatorio mobile nel territorio italiano e “offrono” sanita’ gratuita e di eccellenza.Scusate se è poco.Ben vengano le iniziiative atte a far conoscere EMERGENCY, ma sopratutto atte a reperire fondi, necessitano.Grazie Vito per l’iniziativa.

  3. #3 di cicii il 28 maggio 2012 - 16:55

    ha lasciato grandi ricordi grande cadone???

  4. #4 di Emergency il 30 maggio 2012 - 19:43

    Dispiace che una cosi’ nobile e interessante iniziativa venga “snobbata” dai frequentatori del blog. Dite e, se potete, …..DATE.

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