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	<title>Commenti a: Francis: Lettera aperta al Prefetto</title>
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	<description>Se pensi di conoscere Regalbuto non hai capito niente. Non sapere, non conoscere, non capire, non prendere posizione, non prendere parte. Questa è la nuova omertà.</description>
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		<title>Di: raffaele</title>
		<link>http://vitocardaci.com/2010/02/09/francis-lettera-aperta-al-prefetto/#comment-9139</link>
		<dc:creator><![CDATA[raffaele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 22:08:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[scusate io sono un ex dipentende francis io assieme ad altre 4 colleghe l&#039;abbiamo denunciato a questo imprenditore chiamiamolo cosi. dopo che abbiamo vinto il processo da 2 anni ancora aspettiamo dei soldini voi parlate ma nn c&#039;è legge.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate io sono un ex dipentende francis io assieme ad altre 4 colleghe l&#8217;abbiamo denunciato a questo imprenditore chiamiamolo cosi. dopo che abbiamo vinto il processo da 2 anni ancora aspettiamo dei soldini voi parlate ma nn c&#8217;è legge.</p>
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		<title>Di: Romeo ed Alfa</title>
		<link>http://vitocardaci.com/2010/02/09/francis-lettera-aperta-al-prefetto/#comment-9110</link>
		<dc:creator><![CDATA[Romeo ed Alfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 12:52:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[12/02/2010 URGENTISSIMO ALLARGARE LE CARCERI PREESISTENTI VISTO I CONTINUI ARRESTI DI ONESTISSIMI RAPPRESENTANTI DEL PARTITO DI BERLUSCONI,
UN altro onestissimo rappresentante del centro destra arrestato.
Politica Ansa
Arrestato il presidente della Provincia di Vercelli rappresentante del PDL ex ALLEANZA NAZIONALE. Proseguono gli interrogatori
Sono proseguiti per tutta la notte, negli uffici della polizia giudiziaria della Procura di Vercelli, gli interrogatori nell&#039;ambito dell&#039;inchiesta che ha portato all&#039;arresto del presidente della Provincia, Renzo Masoero. Il procuratore capo, Giorgio Vitari, e il sostituto procuratore, Antonella Barbera, hanno ascoltato numerose persone informate sui fatti. Dipendenti della Provincia, ma anche funzionari di Livorno Ferraris, di cui Masoero è il primo cittadino.

Il riserbo sull&#039;indagine resta totale - &quot;Stiamo lavorando&quot;, si limita a dire Vitari, che questa mattina ha invitato i giornalisti, con toni cortesi ma fermi, ad allontanarsi dagli uffici di Palazzo di Giustizia. Top secret, al momento, anche la vicenda per cui da ieri sera il noto esponente del Pdl - proveniente dalle fila di An - è ai domiciliari. Una storia di concussione, forse la richiesta di denaro ad un imprenditore per finanziarsi la corsa al Consiglio regionale, ma dai contorni ancora tutti da chiarire. L&#039;arresto ha suscitato parecchio scalpore nel capoluogo vercellese, dove non si fa altro che parlarne. &quot;Possibile che sia vero?&quot;, si chiedono in molti fermandosi davanti alle edicole che espongono le civette dei giornali con la notizia.
Masoero è un personaggio molto noto - Presidente della Provincia dal 2002, nel 2007 era stato rieletto con il 67% dei consensi. &#039;Mister preferenze&#039; è al secondo mandato anche come primo cittadino di Livorno Ferraris, poco meno di 4.500 abitanti ad una trentina di chilometri da Vercelli. Una carriera politica in ascesa, che ora sembra avere subito un brusco stop. In questo momento la Giunta provinciale è riunita in riunione straordinaria per discutere della vicenda e valutare il da farsi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>12/02/2010 URGENTISSIMO ALLARGARE LE CARCERI PREESISTENTI VISTO I CONTINUI ARRESTI DI ONESTISSIMI RAPPRESENTANTI DEL PARTITO DI BERLUSCONI,<br />
UN altro onestissimo rappresentante del centro destra arrestato.<br />
Politica Ansa<br />
Arrestato il presidente della Provincia di Vercelli rappresentante del PDL ex ALLEANZA NAZIONALE. Proseguono gli interrogatori<br />
Sono proseguiti per tutta la notte, negli uffici della polizia giudiziaria della Procura di Vercelli, gli interrogatori nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta che ha portato all&#8217;arresto del presidente della Provincia, Renzo Masoero. Il procuratore capo, Giorgio Vitari, e il sostituto procuratore, Antonella Barbera, hanno ascoltato numerose persone informate sui fatti. Dipendenti della Provincia, ma anche funzionari di Livorno Ferraris, di cui Masoero è il primo cittadino.</p>
<p>Il riserbo sull&#8217;indagine resta totale &#8211; &#8220;Stiamo lavorando&#8221;, si limita a dire Vitari, che questa mattina ha invitato i giornalisti, con toni cortesi ma fermi, ad allontanarsi dagli uffici di Palazzo di Giustizia. Top secret, al momento, anche la vicenda per cui da ieri sera il noto esponente del Pdl &#8211; proveniente dalle fila di An &#8211; è ai domiciliari. Una storia di concussione, forse la richiesta di denaro ad un imprenditore per finanziarsi la corsa al Consiglio regionale, ma dai contorni ancora tutti da chiarire. L&#8217;arresto ha suscitato parecchio scalpore nel capoluogo vercellese, dove non si fa altro che parlarne. &#8220;Possibile che sia vero?&#8221;, si chiedono in molti fermandosi davanti alle edicole che espongono le civette dei giornali con la notizia.<br />
Masoero è un personaggio molto noto &#8211; Presidente della Provincia dal 2002, nel 2007 era stato rieletto con il 67% dei consensi. &#8216;Mister preferenze&#8217; è al secondo mandato anche come primo cittadino di Livorno Ferraris, poco meno di 4.500 abitanti ad una trentina di chilometri da Vercelli. Una carriera politica in ascesa, che ora sembra avere subito un brusco stop. In questo momento la Giunta provinciale è riunita in riunione straordinaria per discutere della vicenda e valutare il da farsi.</p>
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		<title>Di: Romeo ed Alfa</title>
		<link>http://vitocardaci.com/2010/02/09/francis-lettera-aperta-al-prefetto/#comment-9109</link>
		<dc:creator><![CDATA[Romeo ed Alfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 12:42:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://regalbuto.wordpress.com/?p=2582#comment-9109</guid>
		<description><![CDATA[BANDA BASSOTTI: COMPONENTI BERLUSCONI; BERTOLASO; BRUNETTA; BRAMBILLA ECC.
MOZIONE DI SFIDUCIA nei confronti del responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, a seguito delle vicende giudiziarie che l’hanno coinvolto.

Sono proprio curioso di vedere se il nostro Bertolaso ha un pò d’onore, oppure anche lui è come il sottosegretario Cosentino, il quale, nonostante un provvedimento di cattura confermato dalla Cassazione che gli pende addosso, insiste a rimanere al Governo.

Leggendo le vicende che coinvolgono il responsabile della Protezione Civile c’è da rabbrividire. Sta emergendo un quadro sempre più preoccupante su un sistema di potere, dove emergono pesanti responsabilità politiche e giudiziarie, non solo di Bertolaso, ma dell’intera struttura deputata a gestire l’emergenza nel nostro Paese. Il sistema di potere di Bertolaso e degli imprenditori a lui vicini operava al di fuori di ogni controllo. Una rete che, da quanto si legge sui giornali, ha ingegnerizzato l`illegalità e il malaffare nella gestione delle emergenze, vere o presunte.
Guido Bertolaso ci sarebbe dentro fino al collo. Basterebbe quello che si sa già ora per imporgli le immediate dimissioni (ma dimissioni vere, non quelle finte presentate ieri, solo per ottenere una difesa d’ufficio dal suo capo Silvio Berlusconi). Per le vicende giudiziarie personali, Bertolaso se la veda con la magistratura, ma le sue dimissioni sono doverose perché egli si è prestato all’ennesima furbizia del Governo Berlusconi, il quale ha trasformato la Protezione Civile da strumento tecnico per affrontare le emergenze e le urgenze (come il terremoto, l’alluvione o altre calamità naturali) in uno strumento per eludere le regole di trasparenza e di libera concorrenza nel settore degli appalti pubblici.

Bertolaso, infatti, è il gestore degli oltre 78 decreti d’urgenza deliberati nel 2009 e utilizzati per bypassare le procedure d’appalto e di controllo per aggiudicare commesse al di fuori dei normali controlli di legalità.
Quale emergenza si nasconde dietro la costruzione dello stadio centrale del tennis del Foro italico?
E dietro il G8 alla Maddalena?
E dietro una regata come quella della &#039;Louis Vuitton Cup&#039;?
E dietro l’Expo 2015?
Nulla di urgente se non raggirare le regole delle gare pubbliche. Addirittura, ora si parla di istituzionalizzare questo raggiro con la creazione di un’apposita società denominata &#039;Protezione Civile SpA&#039;, che nella mente distorta di questo governo dovrebbe costituirsi come azienda di privati a cui affidare direttamente gli appalti, eludendo le regole previste dal Codice degli appalti e così privilegiare il solito gruppo di amici. Questo progetto, ancor prima di nascere, è l’esempio di come alcuni servizi in mano ai privati finiscono per essere piegati alle logiche affaristiche e speculative di pochi a discapito della comunità.

Le vittime delle emergenze e le loro famiglie dell’Aquila, di Viareggio, di Messina, gli imprenditori onesti che non hanno partecipato agli appalti spartiti a porte chiuse, i cittadini tutti che hanno visto distolti dai servizi pubblici decine di miliardi di euro rimessi nelle mani di squallidi approfittatori aspettano le dimissioni di Bertolaso.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BANDA BASSOTTI: COMPONENTI BERLUSCONI; BERTOLASO; BRUNETTA; BRAMBILLA ECC.<br />
MOZIONE DI SFIDUCIA nei confronti del responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, a seguito delle vicende giudiziarie che l’hanno coinvolto.</p>
<p>Sono proprio curioso di vedere se il nostro Bertolaso ha un pò d’onore, oppure anche lui è come il sottosegretario Cosentino, il quale, nonostante un provvedimento di cattura confermato dalla Cassazione che gli pende addosso, insiste a rimanere al Governo.</p>
<p>Leggendo le vicende che coinvolgono il responsabile della Protezione Civile c’è da rabbrividire. Sta emergendo un quadro sempre più preoccupante su un sistema di potere, dove emergono pesanti responsabilità politiche e giudiziarie, non solo di Bertolaso, ma dell’intera struttura deputata a gestire l’emergenza nel nostro Paese. Il sistema di potere di Bertolaso e degli imprenditori a lui vicini operava al di fuori di ogni controllo. Una rete che, da quanto si legge sui giornali, ha ingegnerizzato l`illegalità e il malaffare nella gestione delle emergenze, vere o presunte.<br />
Guido Bertolaso ci sarebbe dentro fino al collo. Basterebbe quello che si sa già ora per imporgli le immediate dimissioni (ma dimissioni vere, non quelle finte presentate ieri, solo per ottenere una difesa d’ufficio dal suo capo Silvio Berlusconi). Per le vicende giudiziarie personali, Bertolaso se la veda con la magistratura, ma le sue dimissioni sono doverose perché egli si è prestato all’ennesima furbizia del Governo Berlusconi, il quale ha trasformato la Protezione Civile da strumento tecnico per affrontare le emergenze e le urgenze (come il terremoto, l’alluvione o altre calamità naturali) in uno strumento per eludere le regole di trasparenza e di libera concorrenza nel settore degli appalti pubblici.</p>
<p>Bertolaso, infatti, è il gestore degli oltre 78 decreti d’urgenza deliberati nel 2009 e utilizzati per bypassare le procedure d’appalto e di controllo per aggiudicare commesse al di fuori dei normali controlli di legalità.<br />
Quale emergenza si nasconde dietro la costruzione dello stadio centrale del tennis del Foro italico?<br />
E dietro il G8 alla Maddalena?<br />
E dietro una regata come quella della &#8216;Louis Vuitton Cup&#8217;?<br />
E dietro l’Expo 2015?<br />
Nulla di urgente se non raggirare le regole delle gare pubbliche. Addirittura, ora si parla di istituzionalizzare questo raggiro con la creazione di un’apposita società denominata &#8216;Protezione Civile SpA&#8217;, che nella mente distorta di questo governo dovrebbe costituirsi come azienda di privati a cui affidare direttamente gli appalti, eludendo le regole previste dal Codice degli appalti e così privilegiare il solito gruppo di amici. Questo progetto, ancor prima di nascere, è l’esempio di come alcuni servizi in mano ai privati finiscono per essere piegati alle logiche affaristiche e speculative di pochi a discapito della comunità.</p>
<p>Le vittime delle emergenze e le loro famiglie dell’Aquila, di Viareggio, di Messina, gli imprenditori onesti che non hanno partecipato agli appalti spartiti a porte chiuse, i cittadini tutti che hanno visto distolti dai servizi pubblici decine di miliardi di euro rimessi nelle mani di squallidi approfittatori aspettano le dimissioni di Bertolaso.</p>
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		<title>Di: Romeo ed Alfa</title>
		<link>http://vitocardaci.com/2010/02/09/francis-lettera-aperta-al-prefetto/#comment-9107</link>
		<dc:creator><![CDATA[Romeo ed Alfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 12:31:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ECCO CHI SONO COLORO CHE DOVREBBERO RICOSTRUIRE L&#039;ABBRUZZO.   
Il terremoto seminava morte e loro ridevano. 
La rabbia dell&#039;Abruzzo sul Web, Cialente: &quot;Che schifo&quot;
di Ignazio Dessì
Soldi, appalti, donne e champagne: un cocktail caratteristico di un certo sistema (&quot;gelatinoso&quot;) made in Italy che continua a coinvolgere imprenditori, amministratori e politici. Un cocktail corrosivo, mistura mefitica per la democrazia che, anche in questa “seconda repubblica”, rischia di veder saltare il coperchio di una pentola che, probabilmente, contiene qualcosa di grosso, come ha sottolineato ieri ad Anno zero l’ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli. Ma c’è un altro ingrediente, ancora più nauseante, che le intercettazioni sul caso Bertolaso hanno messo in rilievo: il cinismo senza un briciolo di cuore di chi è disposto a lucrare anche sulla vita delle persone, sulla morte. “Occupati di ‘sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito... non è che c’è un terremoto al giorno”, dice l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell&#039;impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli, al cognato Gagliardi, a proposito del triste avvenimento. Scherzano i due, incuranti delle immagini di disperazione che arrivano dalla città dell’Aquila distrutta dal sisma di quel 6 aprile.
E’ confortante tuttavia constatare quanto sdegno abbiano sollevato quelle parole, prive di qualsiasi calore umano, scevre di ogni senso di solidarietà, nella maggioranza della popolazione italiana. A migliaia stanno fiorendo sui social network i commenti a volte schifati, a volte increduli, su questo stralcio di conversazione emersa dalle intercettazioni dell’inchiesta sugli appalti della Protezione civile. Su Facebook è nato il gruppo “Quelli che a L’Aquila alle 3.32 non ridevano”, con migliaia di iscritti. Tra le iniziative proposte,  quella di una mobilitazione nella piazza principale dell’Aquila per domenica prossima.
I due imprenditori che conversano allegramente al telefono, con il simbolo dell’Euro nelle pupille, sono esponenti dell’élite ristretta ammessa a dividersi l’ambita torta degli appalti gestiti dalla Ferratella e dalla Protezione civile. Le loro frasi sono state definite dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente “frasi da sciacalli che fanno rabbrividire e fanno schifo”. Ci va giù duro il primo cittadino del capoluogo abruzzese colpito da quelle persone che “ridevano nel loro letto” in quella notte che ad altri lasciava solo le lacrime. E non gli si può dar torto. Si dice turbato il procuratore della Repubblica dell&#039;Aquila, Alfredo Rossini, come il presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi che parla di “episodio riprovevole”. Mentre la presidente della provincia Stefania Pezzopane “inorridisce” pensando che quando loro erano lì a scavare perfino con le unghie, sperando di salvare delle vite, c’era chi sghignazzava “fregandosi le mani”.
Come si fa a non essere attraversati da almeno un alito di pietà per una tragedia che ha scosso il mondo? Eppure, fino a questo punto acceca la bramosia di denaro. Resta molto da riflettere, dopo episodi simili, sulla società dove viviamo e non si può far altro che affiancarsi al sindaco dell’Aquila quando si augura di incontrare “questi due signori per dire loro di vergognarsi”, aspettandosi solo le loro scuse. “Non a me – precisa Cialente – ma alla mia città”. Come dargli torto?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ECCO CHI SONO COLORO CHE DOVREBBERO RICOSTRUIRE L&#8217;ABBRUZZO.<br />
Il terremoto seminava morte e loro ridevano.<br />
La rabbia dell&#8217;Abruzzo sul Web, Cialente: &#8220;Che schifo&#8221;<br />
di Ignazio Dessì<br />
Soldi, appalti, donne e champagne: un cocktail caratteristico di un certo sistema (&#8220;gelatinoso&#8221;) made in Italy che continua a coinvolgere imprenditori, amministratori e politici. Un cocktail corrosivo, mistura mefitica per la democrazia che, anche in questa “seconda repubblica”, rischia di veder saltare il coperchio di una pentola che, probabilmente, contiene qualcosa di grosso, come ha sottolineato ieri ad Anno zero l’ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli. Ma c’è un altro ingrediente, ancora più nauseante, che le intercettazioni sul caso Bertolaso hanno messo in rilievo: il cinismo senza un briciolo di cuore di chi è disposto a lucrare anche sulla vita delle persone, sulla morte. “Occupati di ‘sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito&#8230; non è che c’è un terremoto al giorno”, dice l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell&#8217;impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli, al cognato Gagliardi, a proposito del triste avvenimento. Scherzano i due, incuranti delle immagini di disperazione che arrivano dalla città dell’Aquila distrutta dal sisma di quel 6 aprile.<br />
E’ confortante tuttavia constatare quanto sdegno abbiano sollevato quelle parole, prive di qualsiasi calore umano, scevre di ogni senso di solidarietà, nella maggioranza della popolazione italiana. A migliaia stanno fiorendo sui social network i commenti a volte schifati, a volte increduli, su questo stralcio di conversazione emersa dalle intercettazioni dell’inchiesta sugli appalti della Protezione civile. Su Facebook è nato il gruppo “Quelli che a L’Aquila alle 3.32 non ridevano”, con migliaia di iscritti. Tra le iniziative proposte,  quella di una mobilitazione nella piazza principale dell’Aquila per domenica prossima.<br />
I due imprenditori che conversano allegramente al telefono, con il simbolo dell’Euro nelle pupille, sono esponenti dell’élite ristretta ammessa a dividersi l’ambita torta degli appalti gestiti dalla Ferratella e dalla Protezione civile. Le loro frasi sono state definite dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente “frasi da sciacalli che fanno rabbrividire e fanno schifo”. Ci va giù duro il primo cittadino del capoluogo abruzzese colpito da quelle persone che “ridevano nel loro letto” in quella notte che ad altri lasciava solo le lacrime. E non gli si può dar torto. Si dice turbato il procuratore della Repubblica dell&#8217;Aquila, Alfredo Rossini, come il presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi che parla di “episodio riprovevole”. Mentre la presidente della provincia Stefania Pezzopane “inorridisce” pensando che quando loro erano lì a scavare perfino con le unghie, sperando di salvare delle vite, c’era chi sghignazzava “fregandosi le mani”.<br />
Come si fa a non essere attraversati da almeno un alito di pietà per una tragedia che ha scosso il mondo? Eppure, fino a questo punto acceca la bramosia di denaro. Resta molto da riflettere, dopo episodi simili, sulla società dove viviamo e non si può far altro che affiancarsi al sindaco dell’Aquila quando si augura di incontrare “questi due signori per dire loro di vergognarsi”, aspettandosi solo le loro scuse. “Non a me – precisa Cialente – ma alla mia città”. Come dargli torto?</p>
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		<title>Di: Cubacris</title>
		<link>http://vitocardaci.com/2010/02/09/francis-lettera-aperta-al-prefetto/#comment-9106</link>
		<dc:creator><![CDATA[Cubacris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 09:50:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se a Regalbuto o in tutto il territorio siciliano ci fosse stata una cavolo di alternativa, stai sicuro che la gente non si faceva fregare e sottomettere da nessuno.
Lo sai perchè la Francis va così? Perchè i lavoratori sono circondati da persone come te, dal tipico regalbutese, bravo a parlare e criticare tutto e tutti. Invece di esprimere solidarietà ai lavoratori la nostra comunità non fa di meglio che criticarli per le loro scelte.
E tu cosa avresti fatto? Io non avrei accettato, ma sai perchè? PErchè grazie al cielo avevo e ho mamma e papà che mi possono aiutare. E chi non ce li ha?
Il tuo ragionamento è individualista e provinciale. Per questo in questo cavolo di posto non ci sviluppiamo mai!!! Tutti a pensare al proprio orticello e a salvare lo spacciatore (o lo sfruttatore o il mafioso) perchè è più furbo del tossico (o sfruttato). 
Continuiamo così...Con questa meravigliosa mentalità questa società crescerà e andrà lontano...Infatti si vede come prosperano civiltà e ricchezza!!!

Vediamo di essere più chiari: oltre a non esserci un salario alternativo a quello della Francis sul nostro territorio (e approfittare di questo è grande furbizia) non c&#039;è proprio il loro lavoro! Uno che fa giubotti da sub ad alta tecnologia per vent&#039;anni, per trovare il suo lavoro bene che gli va se ne deve andare a Genova (e anche lì il mercato è in crisi totale). Ma prima di parlare pensateci...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se a Regalbuto o in tutto il territorio siciliano ci fosse stata una cavolo di alternativa, stai sicuro che la gente non si faceva fregare e sottomettere da nessuno.<br />
Lo sai perchè la Francis va così? Perchè i lavoratori sono circondati da persone come te, dal tipico regalbutese, bravo a parlare e criticare tutto e tutti. Invece di esprimere solidarietà ai lavoratori la nostra comunità non fa di meglio che criticarli per le loro scelte.<br />
E tu cosa avresti fatto? Io non avrei accettato, ma sai perchè? PErchè grazie al cielo avevo e ho mamma e papà che mi possono aiutare. E chi non ce li ha?<br />
Il tuo ragionamento è individualista e provinciale. Per questo in questo cavolo di posto non ci sviluppiamo mai!!! Tutti a pensare al proprio orticello e a salvare lo spacciatore (o lo sfruttatore o il mafioso) perchè è più furbo del tossico (o sfruttato).<br />
Continuiamo così&#8230;Con questa meravigliosa mentalità questa società crescerà e andrà lontano&#8230;Infatti si vede come prosperano civiltà e ricchezza!!!</p>
<p>Vediamo di essere più chiari: oltre a non esserci un salario alternativo a quello della Francis sul nostro territorio (e approfittare di questo è grande furbizia) non c&#8217;è proprio il loro lavoro! Uno che fa giubotti da sub ad alta tecnologia per vent&#8217;anni, per trovare il suo lavoro bene che gli va se ne deve andare a Genova (e anche lì il mercato è in crisi totale). Ma prima di parlare pensateci&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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