Archivio per aprile 2009
Regalbuto: Punzi attacca tutto e tutti!
Pubblicato da Terra di Mezzo in ACQUA ENNA S.C.P.A., agitazioni, Assoutenti Enna, ATO enna, Comune di Regalbuto, Crisi economica, cronaca, cultura, Eventi a Regalbuto, Fotografia, Gossip, informazione, notizie, politica, Politica Locale, Provincia di Enna, Pubblica Sicurezza, Regione Siciliana, Video il 22 aprile 2009
GESTIONE ATO RIFIUTI
Ma lui dov’era quando tutto questo accadeva? e perché come dice P. Magno non si muove affinché questa legge capestro venga rivista dal momento che siamo una Regione a Statuto Autonomo? Tra gli altri enti che non pagano da mesi, oltre la Francis, figura anche il Consorzio di Bonifica Enna 6 di cui Gaetano Punzi è dipendente ma, come lui stesso ammette, non fanno scioperi, dobbiamo forse fargli un applauso?
Regalbuto: GK Photography – La parata dei Carabinieri
Pubblicato da Terra di Mezzo in amici, Comune di Regalbuto, cultura, Eventi a Regalbuto, Fotografia, informazione, politica, Politica Locale, spettacolo, Tradizioni il 20 aprile 2009
Regalbuto Via G.F. Ingrassia 93
La gente applaudiva e si emozionava . Al passaggio della parata dei carabinieri in alta uniforme e al suono della fanfara , la giornata di oggi è stata densa di emozioni . le scolaresche con le bandierine tricolori , gli anziani con gli occhi lucidi , l’inno di mameli davanti al monumento ai caduti , gli applausi , i tanti applausi a quei carabinieri che ci fanno sentire così sicuri , e con la loro divisa ci trasportano lontano alla ricerca di quei valori , oggi troppo spesso dimenticati. Dietro di loro le autorità militari , il sindaco , qualche assessore , pochi consiglieri comunali. E poi il suono del silenzio . Tra le scene che ricorderò con piacere e che mi hanno commosso quella del vigile urbano Gaetano Picardi , per un attimo in mezzo alla piazza per i controlli , al suono del silenzio si ferma e sull’attenti saluta con il saluto militare. E’ l’istinto del rispetto delle istituzioni. Per un giorno sono sparite le auto , le piazze e le strade erano pulite e senza caos ( bellissima via G.F.Ingrassia chiusa al traffico) c’era un silenzio fatto di pace , che tonificava la mente e che ci faceva respirare , che ci univa . Spariti i tabelloni e con essi le polemiche di questi giorni sembravano un ricordo. Un altra Regalbuto è possibile . Basta volerlo.
IO STO CON SANTORO!!
Pubblicato da Terra di Mezzo in agitazioni, amici, Antimafia, Crisi economica, cronaca, cultura, informazione, notizie, politica, satira, Tecno, Televisione, Video il 15 aprile 2009
Viale Mazzini ha deciso. Santoro dovrà riparare, Vauro è sospeso perché una sua vignetta ha offeso le vittime e chi le piange. E’ il risultato della riunione che si è tenuta oggi alla Rai dopo le polemiche seguìte alla puntata di Annozero dedicata al terremoto in Abruzzo. “Indegna” secondo Gianfranco Fini, “non da servizio pubblico” secondo Silvio Berlusconi, e poi via via giudizi analoghi da altre voci del Pdl nei giorni scorsi. Il provvedimento è in una lettera del direttore generale Rai, Mauro Masi. Santoro, dalla prossima puntata (cioè domani), dovrà “attivare i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo”. Vauro, invece, non ci sarà.
Non mancano le reazioni al provvedimento. Nella giornata che registra anche un botta e risposta fra Santoro e Bruno Vespa, quest’ultimo autore di un attacco al collega (“E’ un privilegiato”), poi ridimensionato dopo la replica pubblicata sul sito di Annozero. Legittime le critiche, ma no alla censura politica aveva detto in mattinata Dario Franceschini che, pur ammettendo “a me Annozeronon piace”, aveva ribadito la necessità di rispettare la libertà di informazione.
La vignetta di Vauro (fra quelle mostrate, come di consueto, alla fine della trasmissione, a corredo e conclusione del dibattito), che ha motivato il provvedimento di sospensione, è quella in cui si parla di “Aumento delle cubature. Dei cimiteri”, giudicata “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la misione del servizio pubblico”.
Quanto a Vespa, il conduttore di Porta a porta ha scritto una lettera a Giorgio Dell’Arti, autore e conduttore del programma di Radio1 Ultime da Babele. Smentisce che Porta a porta sia prodotto da una società esterna. E precisa le differenze tra la sua posizione in Rai e quella di Santoro: “Se io avessi fatto programmi come i suoi, da tempo avrei dovuto abbandonare la Rai. Santoro risponde al direttore generale, io rispondo al direttore di rete. Lui ha tutta la redazione con contratto giornalistico, che ai miei non viene riconosciuto: tant’è che quando fanno causa alla Rai, la vincono, proprio grazie al confronto con la redazione di Santoro. Infine, quando io fui epurato dalla Rai mi fu ridotto lo stipendio, mentre Santoro – conclude Vespa – ha beneficiato di un risarcimento di milioni di euro”.
La replica del diretto interessato non tarda ad arrivare. Sul sito di Annozero. “Dopo Fini, Berlusconi, Gasparri, Cicchitto e Carra, non poteva mancare Bruno Vespa – si legge – comprendiamo le ragioni per le quali a lui converrebbe che Annozero non esistesse ma noi siamo per il libero mercato. Se dovessimo inoltre giudicare la sua qualità giornalistica dalle false notizie e dalle considerazioni infondate che fa sui contratti in vigore nella nostra redazione, dovremmo dedurne che deve rifare l’esame. Invece continuiamo ad avere un certo rispetto delle sue capacità e lo invitiamo a venire da noi con i suoi redattori, in modo che ci possa essere un amichevole confronto sulle rispettive posizioni e sulla realtà delle cose. P.S. Non dimentichi di portare il suo contratto”. Fonte: repubblica.it
(15 aprile 2009)
GUARDA LE COLPE DI SANTORO 2 (VAURO)
Chiamarlo “il sindaco antimafia” può apparire retorico, eppure se c’è qualcuno che merita l’appellativo, questo è Rosario Crocetta. Sindaco di Gela dal marzo 2003, cinquantaquattro anni, esponente del partito dei comunisti italiani, oggi iscritto al PD, gay dichiarato, conoscitore della lingua e della cultura araba, dal primo giorno del suo mandato ha caratterizzato la sua attività amministrativa in favore della legalità e della trasparenza. Anzi, la sua battaglia per la legalità è iniziata ancora prima del suo insediamento: al primo scrutinio delle schede, infatti, aveva perso le elezioni, risultando in svantaggio di 107 voti rispetto al suo avversario, Giovanni Scaglione. Solo 107 voti su 65 mila elettori. Crocetta fece ricorso al Tar, che ribaltò il risultato annullando molte schede considerate valide nonostante gli evidenti segni che le rendevano riconoscibili: le cosche avevano provato a condizionare il voto per tenere lontano il “comunista finocchio” – come venne apostrofato in una telefonata intercettata dalle forze dell’ordine – che prometteva di “cambiare” il Comune una volta insediato. Crocetta, in due anni, il registro l’ha cambiato eccome, attraverso una serie di iniziative concrete che hanno rotto le uova nel paniere a chi era abituato ad una prassi amministrativa collaterale agli interessi dell’imprenditoria mafiosa. Un esempio: prima del suo arrivo, la maggior parte degli appalti veniva assegnata dal Comune con la procedura dell’“estrema urgenza”, cioè senza gara d’appalto, ad imprenditori “di fiducia”. Da quando è lui il sindaco non più un appalto è stato assegnato in quel modo. E per dare un segnale ulteriore a chi non avesse colto lo spirito del nuovo corso amministrativo, Crocetta ha voluto e ottenuto che le forze dell’ordine presenziassero alle gare d’appalto. E così via. L’estate scorsa il suo assessore alle pari opportunità Giovanna Miceli, avvocato penalista, ha annunciato di voler difendere un presunto mafioso contro il quale il Comune intendeva costituirsi parte civile. Crocetta non ci ha pensato due volte e ne ha chiesto le dimissioni. «O con il Comune, o con i mafiosi». Ha poi allontanato dai propri uffici alcuni dipendenti comunali in odor di mafia. Ha avviato un’azione di sensibilizzazione della politica regionale e nazionale rispetto alla lotta a Cosa Nostra e alla trasparenza delle leggi sugli appalti. Ha incoraggiato la lotta contro il racket e si è fatto promotore di iniziative insolite – e fortemente simboliche – nel contrasto alle organizzazioni criminali, come quella di distribuire a spese del Comune, per il 2 novembre, i lumini da cimitero, privando così la mafia di un business su cui tradizionalmente lucrava. Questo impegno intransigente ha il prezzo caro della vita blindata, sotto scorta 24 ore al giorno. Crocetta però non ama fare il martire né si sente una vittima. «Non posso andare liberamente al cinema o a prendere un gelato, è vero. Ma sarei molto meno libero se scendessi a compromessi con la mia coscienza». 
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